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Fabrizio Bracconeri apre il cuore su famiglia e autismo: "Mio figlio Emanuele è un dono"

Libri
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TRAPANI - Il personaggio e la vita di tutti i giorni: lo spettatore è abituato a vedere solo l'esistenza pubblica degl attori, mentre è in quella privata che le persone diventano tutte uguali, con le loro sfide da affrontare. E' quanto può raccontare Fabrizio Bracconeri, il ricciolone dai capelli rossi de "I ragazzi della terza C", in Tv, e di "Acqua e sapone" al cinema, solo per citare due grandi successi, poi visto per anni nel "Forum" di Rita Dalla Chiesa.

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Romano schietto e diretto, da più di 20 anni lotta contro la complicata battaglia dello spettro autistico, dopo la diagnosi che ha colpito il figlio Emanuele, il secondo avuto dalla moglie Monica, dopo Alessandro, e i primogeniti Francesca e Federico avuti dal primo matrimonio.

Una famiglia allargata, che ha visto improvvisamente cambiare il programma di vita, diventato ancora più difficile negli ultimi due, per l'emergenza sanitaria che ha colpito il mondo. Dal Lazio, esattamente da Monterosi dove si erano trasferiti, la famiglia Bracconeri, composta da Fabrizio, Monica ed Emanuele, ha scelto la Sicilia, dove è garantita l'assistenza che permette al ragazzo una vita migliore. Una distanza diventata quasi abissale con i figli maggiori che crescono e, giustamente, cercano il proprio futuro. 

Fabrizio ha spesso parlato della sua situazione, specie in televisione e nelle interviste, ma questo 2022 porta in dote due prodotti che fissano per sempre la sua esperienza familiare, con quello che può sembrare un vero testamento d'amore verso Emanuele. Complice la sua popolarità, che permette di veicolare meglio il messaggio, un regista di corti e un giornalista si sono avvicinati proponendo di girare un film e scrivere un libro sulla sua e loro vita, ed è così che nasce "Ti racconto tuo padre".

Come si è arrivati a questo lo racconta direttamente Fabrizio alla nostra redazione.

"Il libro è uscito il 24 marzo, edito da Santelli, e per chi lo ha preordinato è stato inviato qualche giorno prima. Questo ne ha decretato un successo quasi inaspettato, siamo ventiduesimi nella classifica Amazon - confida Fabrizio - e ci sono già tante persone che mandano la foto con il ilbro in mano, tanti amici e colleghi, e persone che commentano sui social. In tanti scrivono che andrebbe portato nelle scuole, un gran bel messaggio. Siamo già in ristampa, e sono molto contento di questo".

Un prologo importante, che è da leggere come inizio per il tour che verrà, ma anche come un cerchio che si chiude dopo la prima telefonata del 2019, ed è sempre Bracconeri a precisarlo: "Tutto nasce nel 2019, poco prima della pandemia. A novembre è venuto a cercami a Trapani Daniele Cangemi, un pazzo regista, perché solo un pazzo, come me, può pensare una cosa del genere. Voleva fare un corto per portare la tematica vissuta dalla nostra famiglia ai festival dove partecipa, con grande successo. Gli interessava la mia storia, a me sembrava quasi troppo, perché non mi sentivo così importante ma lui ha insistito, e ho pensato che l'iedale per me era scrivere un racconto che servisse a mio figlio a comprendere il significato di famiglia".

Un testamento umano, che Emanuele non potrà mai leggere ma che lascia ad un padre la speranza che un giorno possa avvenire, che lui possa conoscere la sua famiglia, i loro sogni e le paure, le vittorie e le sconfitte.

Daniele e Fabrizio iniziano a lavorare sul progetto e quando il regista comunica la data in cui avrebbe girato con la sua troupe... la sopresa: "Avevo pianificato una crociera con mia moglie e mio figlio - prosegue - ed era quella la settimana. La prenotazione non si poteva spostare, la troupe era già pronta ed organizzata, ed allora anziché venire a Trapani hanno deciso di seguirci in vacanza. Hanno girato la nostra vita sulla nave e poi nelle varie città del Mediterraneo in cui scendevamo. Il tempo di prepararlo ed è arrivata la pandemia, quindi il corto non è mai uscito, ma avverrà prestissimo, il prossimo 18 maggio".

E come si collega il libro al corto? Semplicemente attraverso la vita e un nuovo incontro, stavolta con la Santelli editore, a cui interessava raccontare la sua vita e tornare sull'argomento della famiglia: "Parte così il lavoro di gruppo, che si lega al corto, ma stavolta in forma di racconto, fatto a distanza, con infiniti scambi di mail e incontri online, che si concretizza in 'Ti racconto tuo padre'. Nel libro ci sono i nomi e i ricordi di 15 persone, da mia moglie ai figli, mia sorella e uno zio, e poi i colleghi di lavoro con cui ho un legame, tra questi Pino Insegno, Nno D'Angelo, Gianni Togni, Rita Dalla Chiesa, Enrico Vanzina e Marco Senise. A tutti hanno posto una domanda: cosa pensano di me. Le risposte, riportate parola per parola, tante cose belle mi hanno commosso ma anche fatto pensare, perché tutti hanno detto che sono permaloso, e su questo, prometto, che ci lavorerò. C'è un capitolo che sento molto caro, dal titolo 'Perché proprio a me', dedicato a quando, noi genitori, abbiamo scoperto cosa ci aspettava. E' stato il posto giusto dove fissare per sempre una mia riflessione che porta a capire perché Emanuele è un dono". 

Il libro ha colpito subito il cuore e ha centrato l'obiettivo, infatti molti Comuni e associazioni stanno organizzando la presentazione, estendendo il discorso al messaggio sociale che è insito. Le prime date sono il 7 maggio a Treviso, poi il 9 Verona, dal 22 al 25 a Torino, al Salone del libro, il 28 a Ladispoli, il 4 giugno a Brindisi e molte altre già in pianificazione. Per organizzarla basta contattare la Santelli editore (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 324.0815297).

Fabrizio Bracconeri conclude parlando proprio delle difficoltà che si affrontano con la malattia di un figlio: "Emanuele è un dono, lo ribadisco, ma non tutti possono dire questo perché solo con una certa disponibilità economica si riesce a coprire le varie esigenze. La nostra famiglia ha cambiato la sua vita per lui, il merito è di mia moglie, che ha trovato il centro Auxlium di Villa Betania a Valderice, e per questo ci siamo traferiti a Trapani. Notavamo progressi ogni giorno, miglioramenti continui e abbiamo capito quanto fosse importante. La mattina non vede l'ora di salire sul pulmino mentre al ritorno lo andiamo a prendere in braccio dentro, quasi non volesse scendere, addirittura il sabato e la domenica, che non va e resta in casa, è più svogliato. Per noi sapere che trascorre quelle cinque o sei ore stando bene è molto importante, ma questo non è stato facile, specie per il fratello, che ha lasciato amici e compagni di scuola, e ci ha seguito in Sicilia, ora gira l'Italia giocando a calcio, che è la sua passione e speriamo anche una professione. Lo stesso avviene per il Natale, eravamo abituati a farlo tutti insieme a Roma e ora anche quello è difficile, le feste comandate fanno sentire questa distanza, ma abbiamo creato il nostro nucleo familiare a tre per Emanuele ed è giusto così".

La confessione di un padre, ma anche di una madre, di fratelli, una famgilia in grado di cambiare la vita per l'amore e le esigenze di chi è più debole. Non tutti possono, perché lo Stato non aiuta a sufficienza e non copre le spese come dovrebbe. "Servirebbe più attenzione, un servizio personalizzato - conclude Bracconeri - come sono solito dire, aggiungerei una frase sulla nostra Costituzione: 'I disabili non sono tutti uguali ma tutti i disabili vanno aiutati'. Solo così non ci sarebbero differenze".

Fabrizio saluta così, a cuore aperto come a cuore aperto si racconta nel libro a suo figlio e soprattutto alle famiglie che stanno vivendo la sua stessa situazione e a quanti, non vivendola, possono comprendere e pretendere che qualcosa cambi, specie tra le istituzioni.

Teresa Pierini