MONTEFIASCONE - Dopo 24 ore arriva la dichiarazione pubblica sulla questione "sfregio sul basolato romano", denunciata ieri dall'opposizione e che tanto rumore ha fatto sui social ("Sfregio di duemila anni di storia a Montefiascone": il centro destra grida allo scandalo per i lavori della fibra sulla Cassia Romana ).
Nel primo pomeriggo il sindaco Giulia De Santis ha pubblicato un post in cui prova a fare chiarezza, dimenticando però qualche leggero balbettare di ieri, quando le risposte sui social. specie a chi ha denunicato il fatto, erano meno precise e soprattutto non si è mai parlato di lavori mai autorizzati, bensì lavori che non dipendevano dall'ente locale
Questo il post integrale di Giulia De Santis: "Sulla questione del basolato romano torno perché è veramente allucinante come si tenti di mistificare e falsificare la realtà non per il bene comune ma per accaparrarsi due like.
Il Comune, insieme alla Soprintendenza, ha dato prescrizioni chiare e precise alle ditte esecutrici dei lavori della fibra una volta che il Piano è stato presentato. Prescrizioni che sono agli atti. Sia il Comune che la Soprintendenza hanno chiarito che non esisteva autorizzazione per eseguire quello scavo nel basolato romano.
Insieme agli uffici comunali abbiamo agito subito informando la magistratura ed ottenendo il sequestro del cantiere.
Abbiamo notiziato immediatamente la procura per accertare responsabilità ed eventuali reati perpetrati.
Abbiamo agito in sinergia con la Soprintendenza per coordinarci su atti conseguenti.
Siamo certi della correttezza del nostro operato e di quello della soprintendenza, sempre attenta e vigile su questioni così importanti e delicati.
Il resto lo farà la magistratura.
Ma la vergogna più grande resta la divisione di chi, esponenti di partiti e consiglieri di minoranza, getta fango e confusione su una procedura chiara e trasparente invece di unirsi ad una battaglia che porteremo avanti fino alla fine per tutelare il nostro territorio e ripristinare la legalità".
Da quello che abbiamo potuto leggere la confusione non è dipesa da chi ha denunciato, che forse ha impedito il perpretare dello scempio, con relativa terribile scomparsa dei reperti, richiamando l'attenzione degli uffici comunali e dell'amministrazione.
La vigilanza sull'esecuzione dei lavori spetta ai cittadini, che siano consiglieri comunali o esponenti dell'opposizione, o all'ente, specie se, come dichiarato, quei lavori non erano stati nemmeno autorizzati?
T. P.
