CASTIGLIONE IN TEVERINA - Terzo appuntamento con la nostra rubrica dedicata all’Accademia di Alta Formazione di Sala di Intrecci, raccontata dai suoi studenti (qui il primo Intrecci, a tu per tu con gli studenti dell’Accademia di Sala - Parte prima e il secondo Intrecci, secondo appuntamento per conoscere gli studenti dell’Accademia di Sala, tra esperienze e aspettative).
Questa volta si tratta di un racconto tutto al femminile, con Virginia, Alessandra, Sofia, Patrizia e Julia, cinque ragazze con età, provenienza, formazione e aspirazioni diverse, ma tutte accomunate dalla volontà di garantire a se stesse un’opportunità di formazione e di lavoro ai massimi livelli.
Virginia, dopo otto anni di esperienza in un ristorante di Firenze, nel quale ha salito tutti gli scalini della carriera fino a manager di sala, decide che è arrivato il momento di avviare un percorso diverso, di maggiore qualità. A muovere Alessandra, vent’anni di di Caprarola (Vt), è, invece, la sua grande passione per la sala, "il piacere - dice lei - di far stare bene gli ospiti, di far vivere un'esperienza enogastronomica completa".

"L’idea della mia iscrizione a intrecci - spiega Sofia, diciannovenne di Anagni - viene da un forte desiderio di crescita personale e professionale dopo aver conseguito il diploma all’istituto alberghiero di Fiuggi. Inizialmente volevo continuare gli studi all’Università, poi però ho capito che non era la mia strada - racconta - così, grazie alla costante presenza del mio professore di sala ho scelto quest’accademia che sceglierei altre mille volte". Del resto, Sofia ha capito fin dalla scuola che la sua strada sarebbe stata nell’ambito enogastronomico.
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Anche per Patrizia, da Caivano, 19 anni, Intrecci rappresenta la risposta a un'esigenza di crescita professionale e personale, dopo diverse esperienze "che - preceisa - mi hanno offerto l’occasione di confrontarmi con dinamiche diverse. Adesso, sono molto motivata dall’idea di apprendere in un ambiente stimolante e di confrontarmi con esperti del settore".

"Il mio percorso è iniziato in un mondo completamente diverso - racconta, invece. Julia, ventisettenne di Lamezia Terme -. Ho frequentato il Liceo Scientifico e successivamente ho conseguito gli studi in Economia e Gestione Aziendale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Tornata in Calabria, ho avuto il mio primo vero approccio all’ospitalità nello stabilimento balneare della mia famiglia. Ho scelto di partire da zero, lavorando in ogni settore per imparare il più possibile e, con il tempo, sono arrivata a coordinare l’intera struttura. Così ho capito che volevo trasformare questa passione in una professione. Intrecci - prosegue - è una sfida con me stessa, per trasformare i miei sogni in realtà".

Tutte e cinque le ragazze si dicono orgogliose e soddisfatte di aver intrapreso gli studi a Intrecci, dove hanno l’opportunità di imparare dai migliori docenti del settore. "Personalmente credevo di trovare solo un percorso formativo - aggiunge Virginia - invece ho trovato un’opportunità di crescita personale. Spiegare quest’esperienza a chi non la vive è difficile".

"Intrecci mi sta insegnando il valore del lavoro di squadra - spiega, quindi, Patrizia -. Ho capito quanto sia fondamentale l’empatia nel nostro mestiere: riuscire a leggere le esigenze degli ospiti e creare un’esperienza su misura è ciò che rende questa professione unica".
A Julia, invece, Intrecci ha insegnato che non è mai troppo tardi per cambiare strada: "La direzione giusta spesso la si trova camminando e Intrecci mi ha fatto ritrovare la voglia di sognare".
Aspettative? “Iscrivermi alla facoltà di Enologia perché il mondo del vino è il mio sogno" conclude Sofia. "Il mio obiettivo professionale, invece - aggiunge Patrizia - è unire le mie due passioni: la ristorazione e i videogiochi. Desidero esplorare nuove possibilità nella convinzione che l’innovazione nell’ospitalità possa passare anche attraverso l’integrazione della tecnologia, e i videogiochi potrebbero diventare un elemento importante nell’esperienza gastronomica del futuro".
In ogni caso, per tutte è fondamentale poter seguire le proprie passioni, costruire un’identità professionale con la consapevolezza che questo non è solo un lavoro, ma una filosofia di vita.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
