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Intrecci, a tu per tu con gli studenti dell’Accademia di Sala - Parte prima

In Provincia
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CASTIGLIONE IN TEVERINA - Ogni anno a Intrecci, l’Accademia di alta formazione di sala di Castiglione in Teverina, arrivano ragazzi da ogni parte d’Italia con esperienze e studi diversi, ma tutti con il comune obiettivo di intraprendere un percorso formativo ai massimi livelli.

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"L’ambizione di tutti gli studenti della nostra Accademia - spiega Chiara Riccardi, Direttrice Operativa di Intrecci e braccio destro di Marta Cotarella, Fondatrice e Direttrice Strategica dell’Accademia - ormai da otto anni, è infatti quella di poter fare il proprio ingresso nel mondo della ristorazione e dell’accoglienza con una professionalità elevata e spendibile sia in Italia che all’estero. Ciò che Intrecci è realmente in grado di offrire, garantendo ai propri studenti opportunità formative e di occupazione concrete".

Non diversamente dai loro predecessori, anche i partecipanti al corso 8.0, avviatosi lo scorso settembre, hanno scelto di frequentare l’accademia nella consapevolezza di poter apprendere dai migliori esperti. Non solo in ambito tecnico con docenti che sono, prima di tutto, maître e sommelier, professionisti dell’ospitalità e dell’enogastronomia nelle sue varie sfaccettature, ma anche per la formazione di abilità personali o competenze trasversali, in grado di fare davvero la differenza.

A Intrecci, insomma, non si impara solo il sapere e il saper fare, ma anche il saper essere.

Per conoscere meglio gli studenti di Intrecci, che cosa li ha portati fino a Castiglione in Teverina e quali sono le loro aspettative per il prossimo futuro, li abbiamo incontrati per una piacevole chiacchierata nelle sale della scuola, tra una lezione e l’altra.
Ne parleremo in quattro puntate a partire da oggi.

"Intrecci mi sta offrendo la possibilità di apprendere un mestiere versatile e affascinante, dandomi accesso a storie oltre che a nozioni, aprendomi a opportunità di crescita come persona, prima che come professionista" dice Filippos, ventenne di Orvieto.

Dello stesso avviso anche il campano Alessandro che di anni ne ha uno in più.

Per Sara, diciannovenne di Roma, vincere la borsa di studio di Intrecci è stato, invece, un’opportunità per scoprire che la sua passione non era la cucina, per seguire la quale aveva scelto l’Alberghiero, ma la sala, appunto.

“Dopo un difficile periodo della mia vita avevo la necessità di dare una svolta e tornare a sognare in grande - racconta, invece, Martina, 22 anni di Montefiascone (Vt) - Intrecci mi ha ridato la voglia di fare, di imparare e di mettermi in gioco. L’ho scelta e la risceglierei altre mille volte con lo stesso entusiasmo".

Altrettanto concreta e determinata anche l’altra Martina del gruppo, piemontese di Saluzzo, 21 anni, che ha scelto Intrecci nella consapevolezza che “al giorno d’oggi, nella ristorazione, mancano figure con un’elevata professionalità, per cui l’iscrizione all’Accademia è davvero un investimento su se stessi”.

E ciò che ti sta dando Intrecci è quanto ti aspettavi? "Direi proprio di si - dice convintamente Alessandro -. Mi sta insegnando a lavorare in squadra. Ogni lezione, ogni servizio e ogni confronto con i miei colleghi ci fa crescere, con disciplina e unità d’intenti".

Un cambiamento personale e professionale che condividono, non senza soddisfazione, anche Sara e la viterbese Martina, che, rispondendo alla domanda, aggiunge: “Non so dove arriverò ma ora so che posso. Per questo non sarò mai abbastanza grata a Intrecci.” Lo stesso vale per la seconda Martina, a cui, dice: "Intrecci sta offrendo l’occasione di innamorarsi continuamente del mestiere. Attraverso conoscenze ed esperienze del mondo dell’enogastronomia a 360° che sono le stesse che stanno convincendo ogni giorno di più anche Filippos".

L’entusiasmo con cui tutti loro guardano al loro futuro professionale è sorprendentemente positivo, nella consapevolezza dell’importanza del percorso di crescita intrapreso, dopo diverse esperienze nel mondo della ristorazione, seppur in ambito diversi che sono stati la mixology per Filippos, o la cucina per Sara, il fine dining e l’hôtellerie, ma anche l’accoglienza in cantina per Martina, che malgrado la giovane età ha già fatto diverse esperienze nella sua regione, il Piemonte.

Un percorso molto formativo per tutti, quello fatto dai ragazzi prima del loro ingresso a Intrecci, che, come ribadiscono in chiusura Alessandro e Martina "ci ha fatto capire che volevamo di più".

E, a quanto pare, a Intrecci l’hanno trovato.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi