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Gli studenti dell'Accademia Intrecci raccontano esperienza, sogni e aspettative - Parte 1

In Provincia
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CASTIGLIONE IN TEVERINA – Il cuore pulsante dell’Accademia Intrecci, il primo esempio in Europa di progetto di alta formazione di sala e accoglienza con la formula del campus, sono gli allievi: venticinque selezionati studenti che ogni anno scelgono la proposta delle sorelle Cotarella per raggiungere i più alti livelli nel settore, spalancando le porte ad una carriera nazionale ed internazionale.

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L’attenzione per la sala è stata l’impulso che ha spinto Dominga, Marta ed Enrica Cotarella ad offrire una formazione di altissimo livello, accogliendo studenti provenienti da ogni parte d’Italia.

Importante il pregresso scolastico, tantissimi allievi provengono infatti dalle scuole alberghiere, ma alcuni sono spinti da una passione scoppiata dopo studi diversi oppure condivisa nel percorso della propria vita, sia per proseguire l’attività di famiglia che per cercare una propria strada lavorativa, magari iniziata durante l’adolescenza.

Gli allievi di questo anno accademico riflettono, ancora volta, l’intero mondo professionale e li abbiamo incontrati per presentarli, provando a scoprire come sono giunti ad Intrecci e soprattutto dove sognano di andare un domani, ormai prossimo.

Partiamo presentando chi ha scelto il mondo della sala dopo studi diversi, innamorandosi del settore, nel prossimo articolo chi frequenta dall’adolescenza, nell’ultimo daremo attenzione ai ragazzi diplomati nelle varie scuole alberghiere.

Per tutti le stesse tre domande, a cui hanno risposto liberamente, raccontandosi: Quali sono le tue esperienze nel mondo della ristorazione e dell'ospitalità? Perché hai scelto Intrecci? Che cosa ti sta dando l’esperienza di Intrecci? Quali sono le tue aspettative per il futuro?

Gianmarco Rossini, 23 anni, Potenza: “In realtà, io ho il doppio diploma in amministrazione, finanza e marketing ed ESABAC TECHNO, conseguito all'Istituto tecnico commerciale Francesco S. Nitti di Potenza, la mia città. La mia esperienza nel settore dell’ospitalità comincia nell'estate del 2020 in un bistrot del centro di Potenza, in cui ho lavorato per 4 anni, di cui 3 in cucina, partendo come lavapiatti, e 1 in sala. Questo ha stimolato la mia voglia di saperne di più e ho deciso di iscrivermi a Intrecci. Per mantenermi agli studi ho lasciato Potenza per lavorare come stagionale a Riccione da aprile ad agosto 2023. Dal 3 settembre, quindi, è iniziata la mia nuova vita.
Affascinato dal mondo dell’ospitalità, cercavo una scuola che potesse insegnarmi le basi ma con una qualità superiore, e che fosse ben collegata col mondo del lavoro. Mi ha affascinato molto la formula del Campus, perché sono convinto che ogni persona con cui ci confrontiamo ci possa dare qualcosa, sia a livello umano che di conoscenze. Ho apprezzato anche molto il fatto che Intrecci permetta, grazie al percorso formativo nel mondo del vino, di ottenere l’attestato WSET.
Intrecci mi ha fatto crescere tanto, ha stimolato un cambiamento personale enorme, da introverso e timido quale ero, adesso sono più sciolto e, soprattutto, consapevole delle mie qualità e potenzialità. Da quando sono qui mi sento meglio con me stesso. Il percorso avviato a Intrecci mi ha dato tante risposte e mi ha aiutato anche a migliorare il mio pensiero fuori dagli schemi.
Grazie a Intrecci ho capito che mi piacerebbe diventare Maître in un ristorante di alto livello. Grazie anche al mio percorso di studi precedente, mi sono reso conto che il lavoro di direzione e organizzazione mi gratifica e appaga molto. Vorrei specializzarmi su materie come sommellerie, tecniche di vendita, enogastronomia italiana, utilizzo di the, infusi, birre e cocktail nella ristorazione”.

Francesco Canepuccia, 22 anni, Latera (Vt): “Mi sono diplomato al liceo scientifico ‘Carlo Alberto Dalla Chiesa’ di Montefiascone e successivamente ho iniziato un percorso universitario all'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, facoltà di Scienze Naturali, che non ho terminato perché mi sono reso conto che non era il percorso per me. Durante l’università ho avuto, però, l'opportunità di partecipare a un Erasmus di 6 mesi ad Elche, in Spagna, che mi ha aiutato molto ad aprirmi caratterialmente e mentalmente.  
Ho scelto Intrecci perché sono sempre stato un appassionato del mondo della ristorazione e in modo particolare della sala, e frequentando questa accademia ho la possibilità di conoscere personaggi di spicco del settore e di confrontarmi con altri 24 ragazzi che hanno le mie stesse ambizioni per il futuro. Oltre a questo, ho scelto Intrecci per il vasto programma didattico proposto e per la preparazione a 360 gradi che viene fornita.
Questa esperienza mi sta aiutando sotto molti punti di vista. Prima di tutto, a Intrecci sto imparando tutte le nozioni che mi mancavano non avendo mai studiato materie legate al mondo della ristorazione e non avendo mai avuto esperienze lavorative in questo campo; sto crescendo molto anche sotto il punto di vista personale, tirando fuori lati del mio carattere che non avevo mai mostrato e accrescendo molto la fiducia in me stesso. Sotto il profilo professionale, grazie a questa esperienza sto incontrando alcuni dei più grandi esponenti del settore.
Finita l'esperienza in accademia mi piacerebbe incontrare una realtà lavorativa in sintonia col mio modo di lavorare, che mi permetta di crescere sia dal punto di vista lavorativo che personale; mi piacerebbe anche viaggiare un po’ e fare esperienze all'estero. Nel mio futuro mi vedo a dirigere la sala di un grande ristorante”.

Michelle Giampieri, 20 anni, San Vincenzo (Li): “Prima di arrivare a Intrecci, dopo essermi diplomata al Liceo Linguistico e aver lavorato nel ristorante e stabilimento balneare di famiglia, sono partita per Dublino; all’inizio avrei dovuto solo studiare inglese, poi un po’ per avere una maggiore indipendenza, oltre che per fare maggior pratica con l’inglese, ho lavorato dopo scuola in un ristorante-cocktail bar (Three Storey). Finito il corso di inglese a febbraio, ho iniziato a lavorare al Cafe Provence, a Malahide, un locale molto piccolo ma estremamente accogliente e attento al cliente. Terminato il periodo irlandese sono tornata in patria per la stagione estiva, quindi, a settembre, è iniziata l’avventura di Intrecci.
Essendo cresciuta nell’azienda di famiglia, fin da piccola ero attratta dal mondo dell’accoglienza e ospitalità, mi rendeva felice vedere le altre persone felici anche solo regalando loro dei piccoli gesti. Crescendo, ho subito capito di voler fare di questo mondo il mio lavoro, ma se volevo continuare ero consapevole di dover colmare dei gap nella mia preparazione. Mi serviva una scuola che fosse in grado di darmi quella preparazione che non avevo, non avendo frequentato un istituto alberghiero. Nel 2019 ho conosciuto Intrecci, un po’ per caso o per destino, e ne sono rimasta affascinata: la formula campus, l’inserimento immediato nel mondo lavorativo con gli stage, un’accademia diversa da tutte le altre, che con le sue materie mirate sarebbe riuscita a colmare i miei punti vuoti.
Intrecci, oltre a fornirmi le nozioni tecniche che mi mancavano, grazie alle lezioni con i personaggi più influenti del mondo della sala oggi, mi permette di conoscere le loro storie e trarne ispirazione, aumentando la mia curiosità e la voglia di saperne di più. Con gli eventi esterni e le varie masterclass abbiamo l’opportunità di conoscere e lavorare a contatto con chef e maître che mai mi sarei aspettata di conoscere, mettendo in pratica tutto quello che ho appreso.
Per il mio futuro professionale aspiro a diventare la restaurant manager dell’azienda di famiglia, ma prima vorrei fare più esperienze possibili fuori casa per apprendere il più possibile, magari all’estero, così da rinforzare ancor di più non solo il mio bagaglio lavorativo ma anche quello linguistico. Vorrei, tramite lo studio e le esperienze, riuscire ad essere una manager che abbia le conoscenze, la sicurezza e l’eleganza necessarie per poter accogliere i clienti e lasciar loro qualcosa di mio".

Gerarda Urciuolo, 27 anni, Aiello del Sabato (Av): “Ho una formazione umanistica, dopo aver conseguito la laurea triennale in Archeologia, ho lavorato due anni a un progetto di promozione del territorio con la Provincia di Avellino. Mi sono innamorata delle risorse della mia terra, particolarmente del vino, con il quale ho anche trovato diversi collegamenti con i miei studi universitari, seppure sembrino mondi distanti, hanno tanto in comune. Avevo quindi deciso di imparare di più su questa bevanda che mi ha accompagnato in tanti momenti e ho deciso di seguire il corso AIS e ottenere il diploma. Lo stesso giorno dell’esame, ho firmato il contratto con il ristorante Indaco*, ad Ischia, dove ho avuto la possibilità di mettermi in gioco, di apprendere e di esprimermi, grazie soprattutto alla fiducia che mi ha donato la mia restaurant manager.
Quando ho scoperto Intrecci cercavo qualcuno che mi formasse. A ventisette anni ho capito che a me studiare piace, che è fondamentale continuare a essere curiosi. Essendo poi una ‘novella’ di questo campo, avevo bisogno di una formazione trasversale, che abbracciasse nella totalità il tema dell’accoglienza e che mi desse delle basi forti per scendere in campo con più determinazione e consapevolezza. Intrecci mi è capitata per caso, ma l’ho scelta subito, anzi ci siamo scelte. Mi sono sentita subito nel posto giusto e soprattutto in una famiglia. Intrecci ti accoglie, ti forma e sta sempre al tuo fianco, anche dopo che il percorso è concluso, troverai qualcuno pronto ad ascoltarti e aiutarti nel raggiungimento del tuo successo.
Intrecci è un acceleratore, ti cambia professionalmente, ma soprattutto personalmente. Si intessono rapporti, dinamiche, relazioni, che rimarranno a vita, o almeno me lo auguro. Intrecci ti dà la possibilità di conoscere chi questo mestiere, seppur il più volte bistrattato, lo ama; chi gli sta dando dignità, lo sta rivoluzionando e lo sta facendo diventare attraente, ‘figo’. Intrecci ti aiuta a capire chi sei e cosa vuoi, senza rendertene nemmeno troppo conto, è un processo che viene naturalmente, ma si agisce soprattutto sulle soft skills, che sono diverse per ognuno e per questo ti rendono unico, diverso da chiunque altro. Intrecci mi ha dato la possibilità di capire, finalmente, chi sono e chi voglio essere.
Dopo un percorso del genere, le aspettative e le porte che ti si aprono, sono innumerevoli. Io ho capito che voglio lavorare nel mondo del vino; che sia un ristorante o un’enoteca, dallo stilare una carta e quindi un lavoro di ricerca continuo, all’opportunità di regalare un’emozione, un ricordo, un’esperienza a chi sarà il mio ospite. In alternativa, mi vedrei anche nell’occuparmi dell’ospitalità in una cantina, per seguire il processo nella sua totalità, dalla vigna al bicchiere.
L’Italia è sicuramente la terra in cui mi vedo e il posto che al meglio coniuga le mie più grandi passioni: l’arte, la storia e l’enogastronomia…e poi si sa’, gli italiani, sanno essere ospitali”.

Questi ragazzi, insieme a tutti gli altri colleghi, vengono seguiti ogni giorno da uno staff attento, guidato da Chiara Riccardi, sia nelle esigenze didattiche, che alla cucina fino a quelle della vita in comune che offre il campus per tutta la durata del corso.

Questi primi racconti sono solo una parte, nei prossimi due articoli andremo a conoscere tutti gli altri allievi di questo anno accademico 2023/24 di Intrecci.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi