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Notti al museo: un nuovo successo. La sera del 6 ottobre si apriranno ancora le porte

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VITERBO - Seconda Notte al museo, secondo successo con centinaia di persone che hanno scelto di passare un sabato sera diverso, ammirando il museo civico Rossi Danielli e le sue bellezze storiche ed architettoniche, accompagnati dal personale della struttura, in veste di ciceroni speciali.

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Puntuali alle 21.30 più di duecento persoe hanno affollato l'atrio e l'esterno del museo, rendendo necessaria la divisione in due gruppi, il primo verso il piano terra, settore archeologico, il secondo nella parte storico artistica dei due piani superiori, con i gruppi, specie quello al piano inferiore, che andava man mano aumentando con i nuovi arrivi.

Un incanto la visita guidata dalla dottoressa Chiara De Santis, partita dal chiostro illuminato, attraversato ricordando le grandi famiglie etrusche vissute a Musarna, Cipollaretta, Norchia e Castel d'Asso, con l'analisi di sarcofagi giunti fino a noi, alcuni raffinati e di ottima fattura, con policromie anccora evidenti. La prima sala del museo porta ad ammirare la collezione di Rossi Danielli, a cui è intitolata la struttura stessa, i vasi colorati con l'ossidazione della cottura e i classici manufatti neri conosciuti come buccheri. 

Dagli Etruschi all'Acquarossa e Ferento, poi i Romani, scoprendo personaggi diventati molto noti se non addiritutra protagonisti nella città eterna, quali l'imperatore Marco Salvio Otone, o Flavia Domitilla, moglie di Vespasiano. Nella prima sala si apre il tesoro di Rossi Danielli, a cui è intitolato il museo stesso, la sua collezione di vasi colorati attraverso cotture ad ossidazione, fino al nero intenso dei tradizionali buccheri. La prima parte del viaggio si ferma davanti a quello che è conosciuto come il sarcofago della Bella Galliana, meraviglioso reperto romano con scene di caccia e un leone che aggredisce un cinghiale. La leggenda ce lo fa lasciato come luogo di riposo della eterea figura della donna più bella della città, ma nel tempo ha avuto numerosi utilizzi, quale ad esempio da vasca abbeveratoio in piazza. 

Cambio della guardia, è la frizzante dottoressa Simona che porta il gruppo verso i due piani superiori, per ammirare le sale storico artistiche allestite in senso cronologico, dal 1.300 in poi partendo dalla bellissima sfinge di Pasquale Romano. 

La lezione più appassionata, ovviamente, è quella dedicata a Sebastiano Luciani, detto Del Piombo, davanti ai due capolavori, gioiello cittadino, la Pietà e la Flagellazione. Dell'artista veneto vengono le analizzate le qualità artistiche, specie pittoriche e l'eccezionale rapporto con Michelangelo, il supporto nel disegno, come nell'uso del cartone per realizzare il volto della Madonna, identico alle Sibille, più esattamente Rachele, realizzate da Michelangelo. Della Pietà si analizzano molti particolari, come la luna, il notturno, la straordinaria luce che illumina la vergine, i paesaggi retrostanti, ispirati ai maestri Giorgione e Raffaello. Tra i dettagli anche i restauri realizzati nel tempo, che molto probabilmente hanno eliminato molte velature, tra cui le probabili lacrime presenti sul volto sofferente di Maria, di cui resta traccia grazia al Vasari che definisce l'opera "Cristo morto con madonna che piagne".

E' seguita l'analisi altrettanto minuziosa della Flagellazione e di tanti artisti viterbesi, tra cui il Pastura, compresa anche una sosta davanti agli acquarelli dei bozzetti della Macchina di Santa Rosa, specie per una coppia di turisti che non conosceva la tradizione viterbese del 3 settembre. 

Quasi tutti i partecipanti avevano già visto il museo, e sono tornati approfittando della visita guidata, in pochi non erano mai entrati nella struttura di piazza Crispi. Imprtante presenza di famiglie intere, con ragazzi e bambini, mancava purtroppo la fascia giovanile, ma è comprensibile essendo sabato sera.

Ora la sfida del Comune riguarda il domani, provando a dare al Museo la sede che merita, coinvolgendo istituzioni quale l'Università per dare quel respiro necessario a farlo crescere, partendo magari da una card comulativa che inviti alla visita di tutte le bellezze cittadine. 

Teresa Pierini