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La città si stringe ai Facchini per il Trasporto della Macchina di Santa Rosa

VITERBO - Ci sono tradizioni che non cambieranno mai in città, la prima è l'enorme affetto dei viterbesi per i Facchini di Santa Rosa, celebrati nella notte del 3 settembre, quando portano in trionfo la Macchina per le vie buie.

Per loro il consueto tributo, applausi, grida, abbracci per chi ha potuto, da una tappa all'altra, sempre con le piazze e le vie piene di pubblico, pronto a supportare il loro sforzo con l'affetto e  l'ammirazione. 

Poi ci sono altre tradizioni, che non cambieranno mai, le persone sulle fontane, specie a piazza delle Erbe, dove almeno stavolta si sono salvati i leoncini, le sedie lungo via Cavour, scomparse e riapparse durante il Trasporto, usate specie da chi non può stare tante ore in piedi. E ancora i fischi al discorso del sindaco Chiara Frontini che, forse ormai abituata, ha provato, riuiscendo, a spostare l'attenzione sui facchini, l'unico argomento che unisce le piazze. 

E' stato un 3 settembre normale, e quindi per la sua stessa essenza speciale. Un grandissimo Trasporto di Dies Natalis senza intoppi, leggermente rallentato nelle pause per via di un caldo ancora eccessivo che ha decisamente complicato la situazione, senza però creare problemi. 

La Macchina di Santa Rosa è tornata sul sagrato del Santuario, a casa come si dice a Viterbo, davanti al luogo dove riposa Rosina, con i Facchini che hanno persino aggiunto un altro mezzo giro in piazza del Plebiscito e hanno ricordato due anniversari con un ulteriore sollevate e fermi, quello dalla ripresa del Trasporto post Seconda Guerra e quello di Armonia Celeste, in cui si rischiò l'incidente proprio all'arrivo. 

Si chiude così la notte più attesa in città, da domani riprende il contro alla rovescia verso il prossimo 3 settembre. 

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi