VITERBO - Nel giorno di Ferragosto la stagione teatrale di Ferento propone un nuovo spettacolo di un figlio di questa terra, il regista Stefano Reali, che presenterà una versione particolare di Faust, con Giuseppe Zeno e Monica Dugo.
Lo abbiamo intervistato per conoscere qualche dettaglio di questa anteprima viterbese.
Da cosa nasce questo spettacolo?
"E' un pezzo originale ispirato dalla tragedia 'Elena di Troia', di Euripide, con i personaggi usciti da 'Il Dottor Faustus' di C. Marlowe e 'UrFaust' di W. Goethe. Il protagonista viaggia nel tempo e va a corteggiare Elena. Ma non sarà solo passato, ho unito un salto nel futuro, con Faust che arriva nel 2030 e si trova nel mondo post pandemico, dove aziende farmaceutiche, in modo fantasioso ovvio, mettono in circolo un virus per poi lavorare e proporre un vaccino".
Una visione fin troppo attuale, ci sono altri legami con la contemporaneità?
"Faust è combattuto e sempre alla ricerca dell'eterna giovinezza, con Mefistofele che stenta a stargli dietro, perché Faust è contemporaneo, perfettamente calato nel mondo social, addirittura rifatto, mentre il diavolo è un po' come il Leporello del Don Giovanni. Raccontiamo la metafora sull'impossibilità di entrare in contatto con le persone, ciascuno rintanato nel suo avatar social".
Lo spettatore potrà ridere pensando anche a qualche suo difetto?
E' un testo brillante, divertente, con una prestazione mattatoriale di Giuseppe Zeno, che rappresenterà ben quattro personaggi, Faust, Mefistofele, il servo e Lucifero. Una metafora che spiega come ciascuno ha il suo demone dentro, a cui siamo costretti a dare da mangiare ogni tanto. Come diceva Platone, ciascuno è invasato dal suo demone, che però crea la sinfonia e le grandi opere dell'uomo".
E' soddisfatto delle prove con il cast?
"Certamente, Zeno l'ho già sottoposto ad una bella prova, con lui ho fatto Cervantes, qui l'ho messo in gioco e lo vedrete trasformare durante lo spettacolo, tutto avverrà con un espediente scenico che non voglio svelare. Con lui sul palco l'attrice e danzatrice Monica Dugo, anche lei molto in gamba, con ben tre ruoli diversi".
Lei è regista ma anche musicista, ci saranno sue composizioni?
"Per questo testo ho scelto musica d'epoca, e non poteva che essere Wagner, a cui ho aggiunto suoni miei del ricordo e del dolore, pensando a quella gioventù che non torna, in contrasto con un Faust che, in modo artificioso, cerca disperatamente di rimanere giovane. Si scoprirà che l'unica maniera per ottenerlo sarà di fare un patto col diavolo".
Dopo Ferento partirà la tournée, per questa serata viterbese ci sarà qualcosa di diverso?
"Abbiamo privilegiato la scenografia naturale del luogo e scelto di non proiettare alcuna immagine. Per questo la rappresentazione sarà un unicum fatto apposta per Ferento".
Un ritorno al passato, comeper Faust?
"Per me Ferento è un luogo dove giocavo da bambino, dove mi portava mia madre. Domani per la pima volta porterò uno spettaolo".
Teresa Pierini
