VITERBO - Quartieri dell'Arte ha chiuso l'intenso cartellone viterbese con un appuntamento tutto al femminile, scritto da un uomo, Mika Myllyaho, uno dei fenomeni drammaturgici scandinavi più interessanti degli ultimi anni.
E' questa la prima cosa mssa in evidenza da Gian Maria Cervo e Anne-Riitta Ciccone, drammaturga, sceneggiatrice e regista teatrale che ha curato la traduzione e la messa in scena in corso d'opera italiana. "Mika ha scritto le vite di figure femminili in modo straordinario, qualcosa che ancora ci stupisce" ha precisato Anne-Riitta, aggiungendo che l'autore doveva essere presente ma una grave situazione di crisi lo ha bloccato nel suo paese. "Sembra incredibile ma in Finlandia sta succedendo qualcosa a cui noi siamo abituati, contrariamente a loro. Stanno iniziando a ridurre fondi alla cultura e Myllyaho è restato nel suo Paese per protestare e provare a fermare i licenziamenti nel suo teatro". L'autore infatti si collegherà al termine per raccontare lo spettacolo e salutare il pubblico.

Uno spettacolo su cui Anne-Riitta sta lavorando insieme alle tre attrici Giada Benedetti, Arianna Ninchi e Anna Paola Vellaccio. "Un onore curare questo testo che in Finlandia ha avuto tanto successo. Dovevamo presentarlo come reading ma abbiamo scelto la prova aperta, offrendovi le prime scene già affrontate, dove ciascuna delle protagoniste interpreta se stessa ma anche i personaggi dei propri ricordi, mentre li racconta".


Sono così andate in scena le prime pagine del copione, ancora in mano alle attrici ma già pienamente dominato, tanto che vengono fatte correzioni in corso d'opera per adattare alcune sfumature.

In poche pagine abbiamo così conosciuto Sofia, insegnante in lotta per evitare che venga chiusa la scuola, per i consueti tagli, che si racconta alle amiche, due sorelle, Júlia, psicologa con cui si confronta provando a farle scavare nella sua rabbia, e Emmi, una giornalista che traduce ogni dettaglio in titoli di giornale, immaginandosi l'impaginazione in cronaca. Nello spettacolo le tre attrici andranno ad interpretare anche figure maschili, assumendone caratteristiche fisiche e comportamentali, trasferendosi in vite non proprie.



Un viaggio mentale che ha fatto anche Mika, che ha raccontato: "Per scriverlo mi sono chiesto come mi sentivo e ho trasferito questo pensiero a tre personaggi femminili, ma quello che va in scena non ha genere, può accadere a tutti. Alla fine le attrici andranno ad interpretare anche ruoli maschili, rappresentati con forte mascolinità, talvolta anche tossica; in questo modo ho provato ad insegnare il senso del no, che una volta detto deve essere rispettato".
"Caos" proseguirà il suo viaggio fino alla messa in scena completa, che magari ammiremo nella prossima edizione di Quartieri dell'arte.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
