VITERBO - Quartieri dell'arte, il festival internazionale di teatro, ha conquistato domenica sera il foyer del Teatro dell'Unione, promosso nel suo insieme a palco, platea e retropalco, un open space senza quinte né sipario, in perfetta linea con il claim di questa edizione: "Siete fatti di teatro".
Un appuntamento straordinario, che ha visto in scena l'adattamento e traduzione (di Gianluca Iumiento) dello spettacolo Determinismo di Mattias Andersson, direttore del Dramaten di Stoccolma, leggendario teatro di Bergman, con protagonisti Matteo Bertolotti, Giulia Celletti, Martina Galletta, Giuseppe Orsillo e Fabio Rossi.

Ad accogliere il pubblico il direttore artistico e ideatore della rassegna Gian Maria Cervo: "Quartieri dell'arte ha sempre avuto un grande rapporto con il teatro scandinavo, partendo dal drammaturgo Premio Nobel Jon Fosse, ed ora siamo lieti di avere qui Mattias". Il regista ha lavorato alcuni giorni con gli attori, seguendo la nascita di questa rappresentazione, ed ha così annunciato ai presenti l'esperienza: "Quest'opera ha avuto la sua prima nel 2020, un processo creativo lungo, oggi vedremo una mise en espace (lettura scenica, ndr) orientata sul testo, su cui abbiamo lavorato negli ultimi quattro giorni, creando una composizione intensiva".
Un breve annuncio a cui segue l'ngresso in scena dei primi tre protagonisti, tutto con luci accese per un'immersione totate nelle loro vite, che poi sono le nostre, quelle dello spettatore seduto al nostro fianco fino a quello dell'ultima fila.

Una coppia, composta da X ed Y, come li chiama il narratore, anche lui in scena, usciti da una fitta nebbia (la vita confusa?), rompono il vetro di una villa ed entrano. Bartolomeo e Sabina, questi i loro nomi, entrano nella vita degli altri, di chi era li prima, e magari di chi verrà poi. Presente anche la rappresentazione di un bambino, anche lui figlio loro, forse, magari di altri, che irrompe in scena in età quasi scolare. Dai lati, sempre senza quinte, attendono altri due protagonisti, Maria e Bill, inizialmente cameriera e guardaspalle, fino al momento in cui le loro vite si sovrappongono e mischiano, e il carattere di uno entra nel corpo dell'altro, acquisendone atteggiamento e modo di parlare.


Ora è la seconda coppia che guida la scena, fino a quando dall'alto qualcosa lascia intendere che nessuno di loro ha il libero arbitrio: è questa entità che fa compiere gli stessi gesti a X ed Y ma anche a Bill e Maria, in uno scambio di personalità ormai fuori controllo.


"Concezione della realtà secondo la quale tutti i fenomeni del mondo sono collegati l’un l’altro e si verificano secondo un ordine necessario e invariabile (il che esclude la presenza del libero arbitrio)": questa la spiegazione del termine Determinismo tratta dalla Treccani, che prosegue parlando poi di casualità.


L'intero spettacolo andato in scena nel foyer cell'Unione gira intorno a questo più semplice concetto, instillando nello spettatore il dubbio se quello che ha visto sia frutto, appunto, della casualità, che non dipende dal fattore umano, o se tutto è guidato da altro, che sia umano o meno non è importante saperlo, mentre diventa fondamentale comprendere, ammettere se non addiruttura negare che ci sia un'entità che muove i protagonisti, duplicandone addirittura vita e comportamenti nello spazio e nel tempo.
Un viaggio nell'umanità da applausi per un'opera ben scritta ed interpretata dagli attori, copioni in mano, in un reading davvero intenso, così come ammesso al termine dal regista, Mattias Andersson, che ha apprezzato la performance: "Gli attori svedesi hanno uno stile più lento, ho trovato gli italiani più veloci, perfetti per un'opera di questo tipo, di cui hanno colto perfettamente il segno".

"Siete fatti di teatro": Determinismo ne è stata davvero una conferma.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
