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Il corteo storico dello Sposalizio dell'Albero si rinnova immergendosi nella storia

In Provincia
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VETRALLA - Sarà uno Sposalizio dell'albero speciale quello di quest'anno: grazie alla volontà della Pro loco, che da tempo lavora sul progetto, e alla disponibilità di Elisabetta Gnignera, insieme ad Antonio Tempesta, presidente dell'Associazione rievocazioni storiche Lazio, la manifestazione avrà una "veste" diversa, ispirata XV secolo.

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La veste è quella dei costumi, studiati e realizzati minuziosamente rispettando l'epoca in cui si riscontra il primo documento scritto, del 1470, dedicato allo Sposalizio dell'Albero. La presentazione dei primi abiti che in queste poche settimane di lavoro sono stati realizzati è avvenuta ieri, durante una conferenza evento nella sala consiliare dal titolo "Quae veri domini et patroni (1470+1870)".

Grande la soddisfazione per Stefania Carlini, presidente Pro Loco Vetralla: "Oggi è una giornata importante per la nostra associazione e per tutta Vetralla, grazie agli amministratori presenti e complimenti a tutti".

Un onore anche per Giulio Zelli, neo consigliere regionale ed assessore comunale fino a pochi giorni fa, che dopo aver portato i saluti del sindaco Aquilani, impegnato nella premiazione della XXVI Edizione del trofeo "L'Uomo Cavallo (Domenico Baghini) Memorial Gino Macchioni", ha sottolineato l'importanza della giornata: "Celebriamo l'apertura delle festività dello Sposalizio, grazie a Daniela Venanzi e Stefania Carlini per l'impegno profuso e al personale dell'amministrazione. Renderemo questa giornata ancora più rappresentativa, con il supporto di Antonio Tempesta ed Elisabetta Gnignera, che ha seguito il lavoro dedicato a rendere sempre più realista la manifestazione".

Un impegno riconosciuto anche dall'assessore Daniela Venanzi: "Questa giornata segna l'inizio di un cambiamento del corteo storico dell'8 maggio, un impegno incredibile in cui è stata coinvolta Elisabetta e che ho seguito passo passo, grazie alle domande che le venivano fatte da chi stava realizzando i costumi".

Un lavoro che aggiunge una nuova perla alle rievocazioni storiche, garantendo uno spettacolo all'altezza del passato, riproposto in modo coerente e filologico, come precisato da Antonio Tempesta: "Bene che anche Vetralla si sia adeguata, perché presto i costumi saranno parte fondamentale nelle legge sulle rievocazioni". Un percorso che ha portato anche ad un primo finanziamento del Ministero della cultura, che ha così riconosciuto il valore della festa e permesso di iniziare la realizzazione di nuovi costumi all'altezza della storia dello Sposalizio.

Una storia messa in evidenza dall'attore Maurizio Annesi, che vestendo i panni di Andrea Scriattoli ha declamato la sua poesia dedicata a Vetralla, "Il mio paese" e raccontato la storia di una manifestazione che affonda le sue radici nel XII secolo, senza tracce scritte purtroppo, che si riscontrano invece nella data del 1470, primo momento in cui ai vetrallesi veniva riconosciuto il "possesso della selva", una memoria di 554 anni che sarà ricordata e rinnovata mercoledì 8 maggio attraverso lo Sposalizio nell'eremo di Sant'Angelo a Monte Fogliano. Una selva che sarà raggiunta in corteo dal paese anche dai personaggi conosciuti ieri.

Elisabetta Gnigera ha così raccontato il percorso che ha portato a questo rinnovamento: "Ringrazio Scriattoli, perché è grazie ai suoi scritti che possiamo conoscere la tradizione dal 1470 - 1870, quattro secoli di storia. Oggi presentiamo il quadro del 1470, che porterà nel bosco i figuranti pronti a rivendicare la proprietà della selva. Come potrete notare gli abiti sono spirati allo sposalizio di Lorenzo da Viterbo dipinto alla Cappella Mazzatosta. Parlando con storici del luogo abbiamo notato che il colore azzurro fiordaliso dell'abito della sposa, un tempo, era proprio quello del paese. Abbiamo curato tanti dettagli, dalle stoffe alle acconciature fino agli accessori, la sposa porterà in mano il libricino delle preghiere.

Oltre a questo nasce  la figura del Gonfaloniere - ha proseguito la storica del costume - conosciuta nell'Ottocento ma con abito ispirato al Settecento, che sarà nel corteo del 1870, dove Scriattoli cita 'i cavalieri, il codazzo di ragazzaglia' e, appunto, il gonfaloniere. Approfitto per fare i complimenti alle signore che hanno cucito gli abiti del corteo, un lavoro bellissimo realizzato in poco tempo, da marzo, nel nostro primo incontro, ad oggi. Parlando con loro delle acconciature ho ricordato l'uso degli spadini, che servivano per fermare i capelli e anche per difesa personale, visti i tempi. Molti di questi spadini sono originali, infatti le signore hanno trovato oggetti del genere tra i ricordi di casa. Sono dvvero orgogliosa, se si lavora bene Vetralla ha tutte le carte per emergere".

L'appuntamento è ora per il corteo, che partirà alle 9 da piazza Vittorio Emanuele II e culminerà alle 11 nella cerimonia dello Sposalizio dell'Albero nell'Eremo di Sant'Angelo.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi