BOMARZO - Il Sacro Bosco è sempre più un punto di riferimento turistico della Tuscia ed ogni occasione ne è conferma: l'ultimo successo l'apertura straordinaria notturna decisa dalla famiglia Bettini in occasione di Sant'Anselmo, che vede nel 25 aprile la giornata clou dei festaggiamenti.
Nonostante la pioggia, che verso l'ora di cena ha tentato di complicare la visita, la bellezza e il mistero delle meravigliose opere in pietra volute da Vicino Orsini nel Cinquecento hanno catalizzato centinaia di visitatori, per la maggior parte turisti.
Come lo scorso luglio, quando al Sacro Bosco si sperimentò l'illuminazione speciale per rendere più bella la cena rinascimentale, anche in questa occasione di festa i monumenti non hanno deluso le aspettative, sommando al proprio mistero originario anche una visione artistica che a colpo d'occhio colorava vegetazione e opere rocciose.
Turisti provenienti da tutta Italia, specie dal Nord, con un folto gruppo di passaggio per un raduno d'auto d'epoca, che ha dato anche al parcheggio un'atmosfera retrò, che ha scelto di inserire la visita al Sacro Bosco nel programma di viaggio, appena scoperto dell'apertura speciale in notturna.
Per tutti le guide turistiche messe a disposizione dal parco, che raccogliendo gruppi con decine di visitatori hanno potuto raccontare storia e leggenda della famosa "bocca", della tartaruga, del teatro francese come della casa pendente fino al tempio, porta d'uscita equiparata a quella del paradiso dantesco e del suo viaggio nella spiritualità.
In molti hanno apprezzatoa che l'offerta del ristorante interno, la Locanda del Mostro, in un insieme d'arte, cultura e gastronomia che diventa biglietto da visita per l'intera Tuscia.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
Le foto:


























