VITERBO - Un paio di mesi e quel grido avrà tutto un altro significato, i Facchini saranno sotto la Macchina di Santa Rosa e la città sarà buia per accogliere il suo Trasporto.
In questa calda serata di luglio non poteva mancare l'incitazione più attesa da parte del capofacchino Luigi Aspromonte, avvenuta a fine serata, Evviva Santa Rosa, con la consueta risposta dei Cavalieri di Rosa presenti a San Sisto, il loro Evviva.
La mossa, il punto di partenza: fino al 3 settembre Dies Natalis sarà esposta per ricordare a tutti la notte viterbese più lunga dell'anno.
Stasera si è celebrato l'ultimo atto del montaggio iniziato ieri (Verso il 3 settembre: Dies Natalis a San Sisto, domani sera la cerimonia della statua), alla presenza delle autorità amministrative e religiose.
Il sindaco Frontini ha ricordato l'importanza di Rosina per la città, il presidente del Sodalizio Mecarini ha salutato i nuovi arrivi, ben 11 Facchini entrati nel Sodalizio, cinque già presenti stasera, pronti a vivere con gli altri un'atmosfera tutta nuova.
Infine il vescovo Piazza, che ha sottolineato la grande umanità di Rosa, il forte legame con Viterbo e la preghiera per i malati.
E' il momento, lo staff Fiorillo prende la statua che raffigura Rosa nel sepolcro, mentre sulla Macchina è già presente la Santa che ascende al cielo e, in cima, in ginocchio all'interno di un tabernacolo, e la posiziona nella parte bassa (sotto tutte le foto dei vari momenti della serata).
Dies Natalis è completa, pronta a vivere con viterbesi e turisti molte serate di festa, fino alla Festa, quella con la maiuscola, quella del 3 settembre, quando il campanile si anima, cammina, portato a spalla da un centinaio di Facchini e si immerge nella città carica di fede, forza e volontà.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi



















