VITERBO - La città dei papi è davvero turistica? Cogliamo al volo una discussione aperta da un tour operator, intervenuto sui social in merito ai numeri dei turisti diffusi da Palazzo dei priori. Si parla di un aumento a doppia cifra, il 12%, di arrivi in città. Ma di cosa stiamo parlando?
Passeggiando per la città, anche in questo momento, molto caldo e non solo atmosfericamemte, che porta verso il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, di fatto l'evento più importante e diffuso, vediamo questo aumento di turisti? O peggio, vediamo turisti? Non molti, ed è necessaria l'onestà intellettuale di tutti, cittadini, amministratori, stampa, addetti ai lavori, imprenditoria.
Il ritratto descritto dal tour operator e pubblicato dalla pagina Viterbo Centro storico e Moblità urbana è davvero impietoso: "Numeri sì, ma di chi?
Quando leggiamo i conteggi sulle presenze turistiche, non dimentichiamo un dettaglio fondamentale: la provincia.
Eventi come la Sagra della Nocciola (in foto) a Caprarola o la Notte delle Candele a Vallerano (per fare solo due esempi) portano migliaia di persone che spesso non trovano posto nei paesi ospitanti e finiscono a dormire negli hotel e nei B&B di Viterbo. Risultato? La città si intasca il numero, il titolo, l’applauso".
Qualcosa che prosegue anche in periodi successivi, e qui facciamo l'esempio della Sagra delle Castagne a Soriano e in altri Comuni, o tutte le varie sagre che animano il territorio, dall'olio ai funghi, dai tozzetti alla porchetta, e costituiscono il turismo enograstronomico.
Il motivo delle strutture riempite a Viterbo è dimostrato dallo stesso imprenditore: "Non è un caso: io stesso sto indirizzando i turisti a pernottare in città, perché il territorio esplode di visitatori e i posti letto ovviamente non sono sufficienti.
Ma diciamolo chiaramente: Viterbo si sogna un tessuto organizzativo, associativo e di volontariato come quello che anima i nostri paesi. Senza questa macchina che lavora dietro le quinte, quei dati di crescita resterebbero un miraggio. Non sono riusciti nemmeno a trovare il feeling con la Proloco di Viterbo, che di cose carine ne ha sempre fatte tante.
E se non fosse per questi eventi, ditemi voi: in questo periodo, nel 'nulla cosmico', chi verrebbe a dormire a Viterbo? E non diteci che le cene dei facchini portano turisti, con tutto il rispetto del caso". In effetti il successo delle cene di questi giorni è sicuro, assodato, confermato prima che accada, ma è composto principalmente da viterbesi, che escono, cenano, si divertono e partecipano anche con piacere alle iniziative benefiche del Sodalizio, aggiungiamo noi.
"I numeri? Venduti come un Suo trionfo - conclude il tour operator -. E invece sono il frutto di una provincia che lavora. Eppure, la Sindaca continua a presentarli come se la Sua strategia (ma quale strategia???) fosse l’unica artefice di questa 'crescita'.
La verità è che il turismo non ha confini comunali: è un fenomeno che riguarda l’intera provincia. E va letto (E VALORIZZATO) come tale. È la provincia a portare valore, presenze, economie. Viterbo ci guadagna – ma non se ne prenda il merito".
E a proposito di Provincia, quella scritta con la maiuscola, l'istituzione, un tempo, prima dell'imbarazzante declassamento, attraverso il settore cultura, tesseva quella tela tra iniziative in tutto il territorio, spesso in sinergia con la Camera di Commercio, e tutti si potevano sentire partecipi. Ora non c'è più quella delega, passata alla Regione, e si procede così, come battitori liberi, con i paesi pieni di iniziative, quasi sempre gratuite, che attirano pubblico e turismo, e il capoluogo svuotato, che magari si riempie la notte, quando i turisti lasciamo Caprarola o Soriano per venire a dormine a Viterbo, e molto probabilmente corrono veloci sperando di arrivare senza problemi nella struttura scelta per dormire.
Non servono numeri che ci dipingono come un dormitorio della Tuscia, serve altro, ma in questi tre anni e passa il concetto, a Palazzo, non è stato capito.
Teresa Pierini
