VITERBO - Regola numero uno: anticipare tutti, perché chi prima inizia è a metà dell'opera. Questo devono aver pensato un gruppo di ragazzi di Bagnaia, accompagnati dai genitori e nonni volenterosi, che ieri sera hanno fatto sfilare per le vie del paese la loro artigianale e non ufficiale Minimacchina di Santa Rosa.
Un gesto devozionale, che va fuori dal canale ufficiale fatto di riconoscimenti e cerimoniale. Qualcosa che è più vicino ai sogni che alla realtà, e visto che "i sogni son desideri di felicità", ieri sera si sono ritagliati un attimo di gioia e soprattutto devozione in onore della Santa Patrona viterbese, prima che partano tutti gli altri, le Mininicchine ufficiali dei quartieri di Santa Barbara, Pilastro e Centro Storico, ma anche le cene dei Facchini e ovviamente il Trasporto nella notte del 3 settembre.

Un attimo di festa spontaneo, non annunciato, che però ha portato in finestra chiunque abbia sentito un vociare allegro in strada. A muoversi per le vie di Bagnaia un baldacchino in cartapesta, alto più di un metro, fatto e portato dai bambini, con all'interno una statua di Santa Rosa, protetta da una serie di nicchie e arricchita da rose, perline e le luci led.

Un atto spontaneo, non sconosciuto in città: qualche decennio fa non era insolito vedere bande di ragazzini armeggiare con scatole e scatoloni che venivano messi uno sull'altro per sentirsi "cavalieri" per un giorno. Poi sono venuti i Minitrasporti ufficiali, codificati, ma la spontaneità e la devozione di queste nuove leve, bambini e bambine bagnaioli, strappa davvero un applauso.

A far da guida un Facchino, che li ha fatti sentire a casa, divisa organizzata con maglia bianca e pantaloncini propri, e tanto amore per Santa Rosa, che ieri sera è stata celebrata nella frazione non lontana dal Santuario, con un bel giro tra la parte nuova e vecchia del paese e un'innocenza che merita applausi e considerazione.
Teresa Pierini
