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Verso il futuro con il nome di Rosa: inaugurata la nuova ala dell'ospedale

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VITERBO  - Dopo decenni la nuova ala dell'ospedale viterbese è finalmente a disposizione dei cittadini e per celebrare la giornata la Regione ha scelto di associare l'intestazione ufficiale alla patrona cittadina, trasformando da oggi quello che per decenni è stato Belcolle in Ospedale Santa Rosa.

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Una trasformazione che coincide anche con l'impatto visivo, quello che era un parcheggio di servizio, destinato anche ai diversamente abili, ospita ora una grande statua di Rosa (donata da un istituto di credito e realizzata dall'Impresa Fiorillo) circondata da un'aiuola di fiori e un roseto. Tanto andrà fatto nei prossimi 3 anni, tra cui un parchegigo multipiano e una nuova viabilità, ma speriamo che per i più deboli ci sia comunque modo di giungere vicino all'ingresso.

L'ingresso appunto, mai esistito finora, sotituito da qualche accesso non sempre di facile comprensione. Oggi si entra dal Corpo A3, dove è presente il Cup, al termine dei necessari lavori di riqualificazione e di ristrutturazione per circa 12 milioni di euro, in buona parte popolato con le unità operative di Chirurgia generale oncologica, Chirurgia vascolare, Chirurgia a ciclo breve, Ortopedia e Urologia già presenti nella struttura.

Una nuova ala, quindi, che si configura come una torre chirurgica moderna ed evoluta, direttamente collegata con il blocco operatorio e in linea con gli standard qualitativi, assistenziali e tecnologici delle più moderne strutture ospedaliere a livello nazionale.

A visitarlo questa mattina il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, accompagnato dal commissario straordinario Egisto Bianconi, insieme alle autorità civili, militari e religiose, presente ovviamente il vescovo Orazio Francesco Piazza, e dai professionisti della sanità viterbese.

 

Tornati nel piazzale è stata scoperta la grande statua, presente anche il Sodalizio Facchini di Santa Rosa, con Mecarini e Aspromonte, l'associazione Ex Facchini, e suor Francesca, seguito dalla benedizione da parte del Vescovo Piazza, dedicata soprattutto ai ricoverati e al personale ospedaliero.

Le autorità si sono poi spostate nella tensostruttura creata per l'occasione, sul palco solo Bianconi, Rocca e Piazza, gli altri ospiti politici nelle prime file, dall'europarlamentare Sberna ai deputati Rotelli e Battistoni, i consiglieri regionali Sabatini, Zelli e Panunzi, Ciarlanti in rappresentanza della Provincia di Viterbo e tantissimi sindaci.

Bianconi mostra il video di come diventerà la strutura al termine dei lavori, tra circa tre anni, e porta qualche numero: "Un'opera attesa da 50 anni, non un traguardo ma un inizio dedicato a tutto il personale che non ha mai perso la fiducia nell'avere un ospedale vero. Grazie per il lavoro profuso in questa fase di cambiamento. Abbiamo aumentato i posti letto da 326 a 455 e potenziato reparti, con una piastra tecnologica dotata di sale di alto livello. Ora stiamo operando per migliorare il Pronto Soccorso, dove ammetto che si perdeva la dignità, a metà febbraio gli interventi saranno conclusi, niente più tenda per i familiari ma una sala dedicata. Arriverà anche il suo raddoppio come il centro psichiatrico, medicina nucleare entro il 2025, un parcheggio a piani e l'anello stradale, infine una reception unica che sia di orientamento verso tutti i reparti. Sarà un luogo a disposizione della provincia, un'eccellenza della Regione Lazio".

Il Vescovo Piazza porta il discorso sulla centralità della persona: "Qui possiamo ritrovare la fragilità di Rosa, quella della sua salute, ma anche la forza della sua spiritualità e l'aiuto al prossimo. Il malato deve essere al centro, con fiducia e affidabilità. Dedicare questo a Rosa è impegnativo dal punto di vista spirituale, sono convinto che in questo modo possiamo sentire l'impegno per superare le difficoltà".

Chiusura con il presidente Rocca che annuncia il decreto di nomina a direttore generale per il commissiario Bianconi: "Chi supera la prova sul campo merita riconoscenza. Dovevamo dare risposte a questa provincia, evitando i movimenti della speranza verso Roma. Non voglio parlare dei macchinari ma del tempo utile che non fa sentire smarriti, attraverso percorsi umanizzati. "Fiducia è speranza", questo l'ho letto sulla felpa di una responsabile di reparto, e questi sono i sentimenti che dobbiamo portare a chi si rivolge a questa struttura, e anche ai tanti professionisti che qui operano, esaltando al meglio le loro capacità. Ora pensiamo alla ristrutturazione di Civita Castellana e ai centri territoriali, per dare risposte a tutti i cittadini. Ho subito accolto la proposta del consigliere Sabatini di dedicare l'ospedale a Santa Rosa, una donna che ha saputo donare alla città i suoi valori, ricordata ogni anno con affetto nel Trasporto della Macchina, lo meritava.  Oggi possiamo essere più ottimisti guardando verso la sanità".

Tra i reparti già operativi è stato possibile visitare la "chirurgia breve", essendo quasi completamente libera da pazienti, come capita in genere il venerdì, un luogo dedicato ad interventi che prevedono ricoveri veloci, che si risolvono nella settimana, permettendo di snellire con facilità le liste d'attesa e lasciando gli altri reparti dedicati a malati con situazioni più complesse.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi