VITERBO - Si scaldano le acque in consiglio comunale, e non quelle termali ma quelle della piscina. Al centro dell'argomento "caldo" la gestione futura, da settembre 2020 della struttura sportiva, che dopo il fallimento Larus era stata affidata in via temporanea alla Fin, Federazione Italiana Nuoto e che ora è in scadenza (il 30 giugno).
Tutto gira intorno al regolamento, che non prevede l'affidamento diretto alla Federazione e che ora deve essere inserito come opzione per poi procedere alla scelta. Una scelta obbligata per l'opposizione, per cui non avrebbe senso cambiare la regole se non c'è la voglia di assegnarlo alla Fin. Alla base di tutto le cifre, importanti, delle bollette che resterebbero in carico all'amminsitrazione, circa 50mila euro al mese, e forse dei lavori necessari, e si parla di 1.200.000 euro totali.
Per la maggioranza è importante far gestire l'impianto ad un'ente solido, per non trovarsi come ora, con la società fallita e le spese a carico sempre del Comune. La notizia, infatti, è che la giunta ha incaricato un legale di chiedere i danni alla Larus per la gestione finita male.
Per il sindaco Arena, che mostra una grossa passione per l'argomento, non si tratta di affidamento diretto ma di un'accordo in convenzione tra Enti pubblici, a costo zero per il Comune, una scelta per dare lustro alla città, resta da comprendere la natura giuridica della Federazione, specie se è equiparata a quella dell'amminsitraazione. Le parole del primo cittadino non sono condivise dall'opposizione, che ricorda di nuovo i costi e i rischi. Finisce nel tritacarne anche il dottor Celestini, direttore di settore, che, visti i tempi risstretti, ora preme per correggere il regolamento ma, secondo il consigliere Barelli, per un anno non ha fatto nulla delle procedure necessarie per il bando, di fatto realizzabile dallo scorso ottobre.
Perplessità anche in maggioranza, con la versione soft di Andrea Micci (Lega) che apprezza l'aggiunta del regoalmento ma pretende sempre una gara, e quella più spinta di Sergio Insogna (Fondazione) che difende le vecchie regole, peraltro volute da lui, anche per supportare le associazioni locali che rischiano di restare fuori da impianti "casalinghi".
Una sfida a parole infinita, durata tutto il pomerggio e che ha visto, in votazione, l'astensione di Vittorio Galati e il no di Sergio Insogna, nel rispetto di quanto dichiarato in aula.
Con 18 voti a favore cambia qiuindi il regolamento per la concessione degli impianti comunali, estesa ora anche alle Federazioni. Ma non sarà facile arrivare alla convenzione diretta alla Fin, almeno da quanto sentito in consiglio, con Micci e soprattutto Santucci che hanno più volte ricordato che un conto era la votazione per il regolamento, altro l'assegnazione della gestione degli impianti, primo fra tutti la piscina, in scadenza a fine mese.
Sull'argomento abbiamo intervistato l'avvocato Daniele Sterrantino, vicepresidente della Lazio Nuoto, società interessata a partecipare all'eventuale bando pubblico. Clicca qui per leggerla.
Vedremo presto chi galleggerà meglio in queste acque.
T. P.
