VITERBO - Tra gli appuntamenti fissi delle festività per Santa Rosa è ormai attesissimo il corteo storico del 2 settembre, diventa difficile pensare che la prima uscita risale al 1976, quando 12 personaggi in costume inventarono la prima edizione, passando tra auto in sosta e in marcia, e recuperando un'antica tradizione religiosa che prevedeva la processione insieme al baldacchino.
E' tra i ricordi di Enrico Neri, che allora indossava l'abito del podestà del 1300, un abito che a quel tempo l'Architetto Stramaccioni stimò valere 800 mila lire. L'abito è ancora li, ora lo indossa un altro figurante, ma il tempo per il resto sembra fermo a più di quarant'anni fa, se non fosse che ora il corteo, in totale, si compone di 1.500 persone ed è parte integrante della festa religiosa, con l'omaggio della processione per le vie della città del cuore di Santa Rosa, e, in occasioni straordinarie, addirittura la teca con il corpo.

Dietro all'importante data del corteo c'è un lavoro serio e puntiglioso, raccontato da Neri insieme a Fausto Cappelli, che per due giorni sarà raccontato alla città: per volere delle suore Alcantarine del Montastero questo viaggio nella storia si potrà fare con ingresso libero le sere del 28 e 30 agosto, dalle 21, nei locali sulla sinistra del Santuario.



All'interno è giù tutto pronto, gli abiti e tutti gli accessori attendono solo di essere indossati, ma il viaggio per arrivare qui è come sempre lungo. Tutto inizia a novembre, quando ogni costume viene ispezionato dettagliamente, per verificare cuciture o eventuali danni. Il lavoro riprende a marzo, con un nuovo controllo e magari la sistemazione di cuciture e dettagli, grazie alle sapienti mani di 5 volontarie, tutte ex sarte, che sistemano gli abiti, li stirano e li ripongono nell'armadio. A fine agosto una "rinfrescatina" di ferro da stiro e la prova con il figurante che lo dovrà indossare.


Sono una quindicina i volontari che prestano il loro tempo ogni anno, che a ridosso della festa diventano una cinquantina. mentre i figuranti sono circa 310, di cui quest'anno 8 nuovi. Altro momento importante e complesso è la scelta delle persone, tutti uomini ad eccezione dei Boccioli e delle Rosine, che lasciano una scheda con indicata altezza, numero di scarpe, taglia, misura della giacca del collo e qualche dettaglio estetico, come ad esempio quello relativo ai baffi.

La lista del titolare è fissa, poi in caso di rinuncia o evenutali problemi di lavoro o altro, entra il gioco la ricerca tra le riserve, partendo dal numero di scarpe per poi arrivare a taglia e altezza, dal momento che il costume non viene mai adattato ma si, altresì, adatta al soggetto, che finalmente potrà indossare il costume e sfilare per le vie della città.

Le uniche figure femminili sono quelle dei boccioli, 93 in tutto le bimbe vestite come la piccola Rosa, con il velo e 24 in calza maglia, divisi tra maschi e femmine, tutte di età compresa tra 6 e 11 anni. Arrivate a 12 anni le bimbe ormai cresciute diventano Rosine, 62 quest'anno, che possono rappresentare la patrona dai 12 ai 18 anni, età in cui morì la santa.
Più complesso il discorso dei valletti, forse il ruolo più difficile da trovare, destinato a maschietti tra 6 e 11 anni, che nel corteo dividono i vari secoli di storia rappresentata, che va dal 1200 al 1800. Quest'anno saranno 5 in tutto ma i costumi disponibili sono 18, quindi magari per il prossimo anno il comitato accoglierà volentieri nuove iscrizioni tra i più piccoli.
I visitatori di Corteo Experience potranno vivere queste storie e ammirare tutti gli abiti pronti per il 2 settembre, esposti insieme ai bozzetti e agli accessori, dalle parrucche ai fucili o agli elmetti.

Tra gli abiti più preziosi quello del Governatore pontificio del 1700, realizzato con stoffa originale dell'epoca proveniente dal Vaticano.
Teresa Pierini
