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Arena vs. Frontini: arriva il ballottaggio che tutti già prevedevano

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VITERBO – Conclusa la campagna elettorale per il primo turno, che vedeva 8 candidati in lotta per conquistare lo scranno più alto a Palazzo dei priori. E come prevedibile arriva l'appendice del ballottaggio tra i due papabili: Giovanni Arena, forte di una coalizione compatta ed unita, e Chiara Frontini, che con la sua lista civica ha messo in riga i diretti competitor di sinistra, tra loro divisi, l'estrema destra, e il civista Filippo Rossi, che mostra ormai pile scariche e un po' di stanchezze nelle idee.

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Da subito si registra una flessione nell'affluenza, che porta la cifra viterbese al 62,68%, cinque punti in meno della scorsa tornata amministrativa; un dato che pone il capoluogo quale fanalino di coda rispetto alla provincia, che va oltre il 70%.

La seconda valutazione riguarda l'ormai ondivago voto di protesta (lo stesso che spesso, quando viene ricevuto diventa di cambiamento): migliaia di voti, quattro, cinquemila, che cambiano destinazione a seconda della tornata elettorale, Esempi principe ne sono il Movimento cinquestelle, che praticamente si azzera nel giro di 3 mesi, con tanto di Governo in carica, e la lista Viva Viterbo, che nonostante il supporto romano dell'area vicina a Smeriglio ripiega notevolmente rispetto a cinque anni fa.

Nel caso di Filippo Rossi si registra l'ammissione di sconfitta pubblica, sui social, in attesa di immaginare un eventuale supporto alla collega Frontini, e un'apertura alla città per la sua creazione doc, Caffeina, utilizzata per molti anni come promozione elettorali ed ora diventata un mezzo per incontrare la città. C'è anche l'appuntamento al Teatro Unione per confrontarsi con i viterbesi, anche se fatto ora, anni ed anni dopo i diktat e i ricatti del “faccio tutto io” sembra vagamente tardi.

Stabile la destra di CasaPound, che si aggira sul 3% piazzando, forse, Taglia in consiglio.

A sinistra i dolori più grandi: una divisione che ha spaccato a metà il PD, da un lato i fioriniani della Ciambella, con il marchio originale fornito dal partito, dall'alto i panunziani di Serra, che con due liste civiche graffiano il partito superandolo di soli 20 voti, con percentuale intorno al 10% ciascuno. Macerie da ricostruire, rese dei conti probabili, cosa accadrà al momento non è certo, anche se i due candidati sindaco di ritroveranno sicuramente in consiglio comunale, all'opposizione, a meno che qualcuno non si faccia tentare da un apparentamento, direzione unica Chiara Frontini.

E arriviamo al ballottaggio, da un lato Giovanni Arena, politico storico della città, mai giunto alla gioia di amministrarla come primo cittadino, ruolo che fu di suo padre, sostenuto dal centro destra unito; dall'altro Chiara Frontini, civista resistente al logorio della politica, cinque anni di campagna elettorale di fila dall'opposizione in consiglio, un folto gruppo di candidati consiglieri come seguaci. Lui al 40,22%, lei 17.56%, un disgiunto per per un 3% circa sembrerebbe aver premiato le seconda, che ha conquistato la sua preferenza personale attendendo anche dal piccolo spicchio dei voti di lista del primo.

Come per ogni elezione iniziano il valzer dei consiglieri, pur considerando che i voti sono ancora ufficiosi: in caso di vittoria di Arena il consiglio sarà composto da numerosi volti conosciuti, con qualche new entry in rosa per la Lega, che non sfonda, risultando addirittura terzo partito e si piazza in linea con gli altri due, che porterebbe Evangelisti, Nunzi, Salcini, Perlorca e Scardozzi; tornerebbero Laura Allegrini, Ubertini, Grancini, Bianchini e Galati per Fratelli d'Italia, che cresce fino al 13%; Forza Italia, primo partito con quasi il 14% e con più indicazioni da parte degli elettori, dove con poco meno di 300 preferenze si resta a casa, conferma Micci, Sberna e Marini, accogliendo poi la Lotti ed Achilli, e riportando in aula Fabrizio Purchiaron. A loro si aggiungono due probabili consiglieri di Fondazione, in pole position Santucci e Barbieri. Tutto in caso di vittoria il 24 giugno, ovviamente, ed eventuali allargamenti ai primi dei non eletti in caso di promozione ad assessore di qualche consigliere.

“Era una campagna elettorale da 30 giorni e ora si estende a 45, sempre con la nostra squadra compatta. I viterbesi hanno dimostrato che vogliono certezza, buon governo e per questo scelgono chi conosce la macchina amministrativa, non vogliono fare un salto nel buio. Sono già in strada a parlare con tutti – confessa Giovanni Arena –, chi ci ha supportato fino ad ora e chi dovrà scegliere cosa fare al ballottaggio. E' previsto un calo fisiologico dei votanti, ma siamo fiduciosi che i cittadini che hanno votato diversamente potranno stare con noi”.

Diversa la composizione in caso di vittoria di Chiara Frontini, unica della sua squadra con esperienza amministrativa alle spalle, ex assessore della giunta Marini di centro destra, poi consigliere di minoranza durante l'amministrazione Michelini. Diciotto new entry, dove per la lista Venti Venti spiccherebbe il baritono e regista Alfonso Antoniozzi, che ha avuto 181 voti e tanti altri che oscillano tra 200 e 100; una buona parte di maggioranza sarebbe composta dalla lista Viterbo Cambia, dove le preferenze crollano tutte sotto i 100 voti.

Un quadro da comporre, lo faranno gli elettori il 24 giugno, scegliendo tra due generazioni, due modi di fare politica completamente diversi, due diverse storie, entrambi rispettabili e meritevoli di interesse.

Restano sullo sfondo polemiche e frecciatine, specie relative alla calda giornata di ieri. Se queste sono le premesse il 24 giugno sarà una giornata torrida.

Teresa Pierini