Il credito cooperativo viterbese si unisce e fonda la Banca Lazio Nord

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VITERBO - Due banche importanti del territorio, Banca di Viterbo e Banca di Credito cooperativo di Ronciglione e Barbarano Romano, anticipano la riforma e si avviano a formare dal 1° gennaio 2019 un unico potente istituto che si chiamerà Banca Lazio Nord. L'annuncio in conferenza, alla presenza dei due presidenti, Vincenzo Fiorillo e Giuseppe Ginnasi, e dei due direttori generali Massimo Caporossi e Giulio Pizzi.

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"Oggi parliamo della fusione con la nostra 'sorella' di Ronciglione e Barbarano. È importante essere più grandi e più presenti sul territorio", questo l'annuncio del presidente Fiorillo, parole confermate dal collega Ginnasi: "Sono presidente dal 2004 e ho subito avviato l'unione con altre banche, anticipando la strategia arrivata poi per legge. Si tratta di una fusione per scelta, che ci farà diventare una realtà tra le prime 10 banche del gruppo Cassa Centrale del Trentino. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato a questo, anche a chi fa un passo indietro professionale sia in consiglio che tra i dipendenti. Sono ancora nel consiglio della vecchia federazione, ho visto come si sono mossi, andiamo a fronte alta, vedendo cosa abbiamo creato, in tanti brancolano ancora nel buio.".

La nuova banca di fatto raddoppia la potenzialità delle due, che sembrano di fatto gemelle nei numeri, senza sovrapporsi e senza creare difficoltà sul piano del personale, che arriverà a 182 risorse umane, e tra la clientela e i soci, che arriveranno quasi a 5mila, portati in dote metà ciascuno. Per 6 anni, se la Banca d'Italia approva, il cda sarà composto da 7 consiglieri di Viterbo e 6 di Ronciglione, fino a quando, andando a regime, sceglieranno i soci di tutta la banca.

In merito ai numeri, puntuale l'intervento dei direttori generali dei due istituti. "E' un passaggio importante che studiamo da anni, nel tempo abbiamo rimosso gli ostacoli che ci tenevano lontani, legati alle varie federazioni. Oggi possiamo dare un servizio a tutto il territorio - precisa Caporossi - condividiamo la nostra storia, il collegamento con il territorio e la salvaguardia del personale. Il progetto è in Banca d'Italia, per l'approvazione, abbiamo accelerato e fissato un tempo come previsto dalla legge. La prima scelta è stata tra i tre gruppi, che sono quello bolzanino, Icrea e Cassa centrale banche. E' stato ovvio aderire a Cassa Centrale banche, per poi firmare la lettera d'intenti, il 26 settembre scorso,  che ha creato l'insegna Banca Lazio Nord credito cooperativo per azioni. Aggregheremo 17 filiali noi, 16 loro, non soprapponibili, l'unica doppia è San Martino, e ci stiamo già lavorando. Questo non darà problemi ai dipendenti che non saranno in eccedenza. Diversa anche la clientela, la nostra imprenditoriale, la loro prettamente agricola, cosa che rende perfetta l'unione. Non solo, il Credito cooperativo di Ronciglione e Barbarano ha una filiale a Campagnano Romano e questo ci proietta verso Roma. Insieme abbiamo optato per il gruppo Cassa centrale banca perché tutela il territorio: altre realtà avrebbero fatto perdere identità, la nostra a cui teniamo; inoltre crediamo che la differenziazione con altre banche di credito cooperativo che sono nel territorio e hanno aderito al gruppo Icrea possa maggiormente garantire il mercato e la concorrenza. Il gruppo sarà 7/8° in Italia e 40° in Europa, con circa 90 banche. Siamo soci dalla costituzione, con 6 milioni e mezzo di capitale, e non siamo stati acquisiti, questo dimostra che non è fusione di necessità ma l'unione di realtà sane per costruire qualcosa di importante. Nascerà una compagine sociale importante, che potrebbe sembrare difficile da gestire ma porterà un grande valore aggiunto, con grandi stimoli per i nostri territori e soprattutto le idee e i suggerimenti di tutti".

"Abbiamo sempre pensato ad un progetto di sviluppo del territorio, possibile grazie alla lungimiranza che nel tempo ci ha visto sempre collaborare con la Banca di Viterbo, senza sovrapporci. Un'idea di carattere industriale per creare valore - ha aggiunto Pizzi - pensando ai piccoli imprenditori e alle famiglie consumatrici. Dobbiamo servire con efficienza per dare più sviluppo. Era giusto dare riconoscimento al territorio, evitando che perdesse valore. Inoltre siamo stati tra i primi a muoverci nel progetto, come di solito avviene al Nord".

In sala, oltre la stampa, erano presenti le associazioni di categoria, che hanno accettano di buon grado questo progetto, consolati dalle parole positive ascoltate, come hanno confermato Melaragni per la Cna e De Simone per Confartigianato; al lavoro sulla fusione della Camera di commercio, complimenti anche dal segretario Monzillo.

In chiusura le parole del presidente Fiorillo: "Il valore della persona e la tradizione saranno sempre al centro della banca. Sono socio da 35 anni e amministratore da 15, ho sempre visto questa cultura e ho fatto il massimo per portarla avanti. Lo facciamo con passione, sottraendo tempo alle nostre attività e famiglie. La scelta del nome Lazio Nord ha senso di rispetto reciproco, entrambi avremmo voluto mantenerlo ma è giusto così".

Teresa Pierini

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