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Lazio: boom di interesse online per Pecorino Romano e Canino Dop

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VITERBO - L'Italia è il paese europeo con più prodotti a marchio protetto al mondo: 330 denominazioni DOP e IGP censite dal Ministero dell'Agricoltura, tra formaggi, salumi, oli, frutta e verdura. Ma quanti di questi sapori sono ancora vivi nell'immaginario collettivo, e quanti stanno invece scivolando nel dimenticatoio?

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La redazione di Affidabile.org ha analizzato l'andamento decennale delle ricerche online su 99 prodotti DOP e IGP italiani — 5 per ogni regione, i più antichi per anno di registrazione — incrociando i dati delle visite alla loro pagina Wikipedia tra il 2016 e il 2025.

Il risultato è una fotografia sorprendente dell'interesse del nostro Paese per i suoi prodotti tipici: mentre alcuni formaggi (Gorgonzola in testa, con un incredibile +1.531%) conquistano sempre più curiosità, altre eccellenze storiche della tavola italiana — Mortadella Bologna, Bresaola della Valtellina, Speck Alto Adige — perdono fino all'80% dell'interesse online in dieci anni. E c'è un'intera categoria, quella degli oli extravergine DOP di nicchia, che rischia di sparire quasi del tutto dai radar: alcuni non arrivano a 50 ricerche al mese.

Tra i prodotti in crescita, invece, si distinguono due eccellenze legate al Lazio.

Il Pecorino Romano, uno dei simboli della cucina della Capitale, ha visto aumentare l'interesse online del 92% in dieci anni, passando da una media di 1.299 visite mensili nel 2016 a 2.497 nel 2025 — un risultato che lo colloca al secondo posto tra i 99 prodotti DOP e IGP italiani analizzati per crescita, dietro soltanto al Gorgonzola.

A distinguersi è anche il Canino DOP, l'olio della Tuscia che registra un +49% e conquista il quinto posto nazionale, risultando inoltre l'unico olio presente nella top ten dei prodotti più in crescita.

Da Nord a Sud: Gorgonzola, Pecorino Romano e Fiore Sardo dominano la classifica

Nel corso degli ultimi 10 anni i prodotti di maggior successo sono stati i formaggi delle 3 aree in cui tradizionalmente distinguiamo il Paese. Per il Nord, il Gorgonzola, per il Centro il Pecorino Romano e per il Sud e Isole, il Fiore Sardo.

Addirittura, il Gorgonzola, tipico della Lombardia, ma che viene prodotto anche in Piemonte, ha avuto un rialzo del +1.531%. Ben più contenute sono state le crescite di Pecorino Romano e Fiore Sardo che si attestano, rispettivamente, al +92% e al +64%.

Dal Pecorino Romano all'olio di Canino: due eccellenze del Lazio nella top 5 italiana

Tra i prodotti italiani che registrano la crescita maggiore spicca il Pecorino Romano DOP, formaggio dalla storia profondamente legata a Roma e oggi ingrediente simbolo di alcuni dei piatti più rappresentativi della cucina della Capitale. Sebbene la produzione odierna sia concentrata soprattutto in Sardegna, la denominazione comprende anche il Lazio e conserva un legame storico e gastronomico fortissimo con il territorio romano. Le visite medie mensili alla sua pagina Wikipedia sono passate da 1.299 nel 2016 a 2.497 nel 2025, segnando un incremento del 92% che lo porta al secondo posto tra i 99 prodotti DOP e IGP italiani analizzati per crescita.

Ma il Lazio porta nella top 5 nazionale anche un'altra eccellenza: il Canino DOP, olio extravergine d'oliva della Tuscia legato al territorio di Canino, in provincia di Viterbo. Le visite medie mensili sono passate da 76 nel 2016 a 113 nel 2025, con un aumento del 49% che vale il quinto posto nazionale. Un risultato particolarmente significativo in uno studio in cui gli oli emergono come una delle categorie meno visibili online: 12 dei 16 prodotti con meno di 100 visite mensili nel 2025 sono oli, mentre il Canino è l'unico olio a entrare nella top ten italiana per crescita.

I dati raccontano un'Italia gastronomica molto diversa da quella che spesso immaginiamo. Da una parte ci sono prodotti che continuano a crescere nella curiosità degli italiani, dall'altra esistono decine di eccellenze certificate che, pur rappresentando secoli di tradizione, ricevono oggi pochissime ricerche online.

Naturalmente le visite a Wikipedia non misurano il consumo reale di un alimento, ma rappresentano un indicatore efficace dell'interesse e della notorietà presso il grande pubblico. Ed è proprio da questo punto di vista che emergono i cambiamenti più interessanti: alcuni prodotti stanno vivendo una nuova popolarità, mentre altri sembrano essere progressivamente usciti dall'immaginario collettivo del nostro Paese.

Lo studio prende in esame 99 prodotti italiani a denominazione DOP e IGP, selezionando i cinque prodotti con la registrazione più antica per ciascuna regione italiana, ad eccezione della Valle d'Aosta che ha solo 4 denominazioni DOP/IGP in totale. L'elenco di partenza si basa sui dati ufficiali del MASAF (Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste), aggiornati all'11 giugno 2026.

Per ogni prodotto sono state raccolte le visite mensili alla relativa pagina di Wikipedia nel periodo compreso tra gennaio 2016 e dicembre 2025. Dove disponibili, sono stati considerati anche i dati parziali del 2026 per individuare eventuali cambiamenti di tendenza.

Le variazioni percentuali sono state calcolate confrontando la media delle visite del 2016 con quella del 2025. Le classifiche sono state costruite esclusivamente sulla base dei dati raccolti, senza applicare pesi o correzioni statistiche.

Le visite a Wikipedia non rappresentano i consumi reali dei prodotti, ma costituiscono un indicatore dell'interesse e della notorietà presso il pubblico italiano. Il calo delle visite può essere influenzato anche da fattori esterni, come il cambiamento delle abitudini di ricerca online.