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Caos politico a Sutri: la riunione finisce in denuncia e si apre una complessa crisi

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SUTRI - Calcisticamente si dice "chissà se l'allenatore mangerà il panettone", quando si nota che una squadra non gioca bene e il mister entra nelllo spettro dell'esonero. La scorsa primavera, con la candidatura a sindaco di Sutri di Vittorio Sgarbi, complice la sua irruenza, la tendenza ad annoiarsi e un pizzico di allergia alla burocrazia, sono stati in tanti a chiedersi se sarebbe durato più di un anno. Non è ancora chiaro cosa accadrà nella graziosa cittadina, ma dopo poco pù di due mesi uno scossone decisamente importante coinvolge quasi tutta la sua maggioranza.

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Da qualche settimana serpeggiava del malcontento nella cittadina, non tanto per la scarsa presenza, dall'inizio era chiaro che l'onorevole sarebbe stato una sorta di biglietto da visita vivente, in grado di portare il nome di Sutri in giro per l'Italia e il mondo. Il problema lamentato da più parti era la scarsa attenzione al lavoro del suo gruppo, a vantaggio di altri soggetti esterni, magari in precedenza oppositori, che ne avrebbero catturato l'attenzione, scavalcando di fatto i suoi uomini, quelli della lista Rinascimento, che accolgono gran parte dell'arco politico istituzionale

E' finita a suon di carte bollate, con la denuncia fatta dal sindaco Sgarbi, contro il suo consigliere Matteo Amori, accusato dall'onorevole di averlo aggredito verbalmente mentre attendeva l'inizio della riunione di giunta. La denuncia riporta una serie di insulti che fondamentalmente puntano sul cuore del problema: al sindaco si accusa, in modo più o meno colorito, di fare un po' come vuole. La discussione è degenerata e finita, nero su bianco, nel verbale compilato nella stazione dei Carabinieri di Sutri.

L'incontro era stato richiesto con una lettera ufficiale da gran parte dei consglieri di maggioranza (Matteo Amori, Giulia Cacchiarelli, Nunzia Casini, Ferdinando Maggini, Stefano Proietti, Alessio Vettori, Roberto Zocchi), necessario per sollecitare maggiore attenzione e il ritorno al progetto iniziale, quello presentato agli elettori durante la campagna elettorale.

Gli stessi che hanno firmato una seconda lettera, stavolta diretta alla cittadinanza, che così raccontano la loro versione: "Per fare maggiore chiarezza su quanto avvenuto ieri sera durante una riunione di maggioranza (non era convocato nessun consiglio comunale e ne tantomeno una riunione di Giunta), senza entrare nel merito di questioni prettamente legali che dovrebbero rispettare la privacy delle persone coinvolte e che verranno chiarite nelle modalità e nelle sedi opportune.

La riunione di ieri era indetta su sollecitazione di tutti i consiglieri e assessori di maggioranza (ad eccezione dell'assessore Claudia Mercuri) per fare chiarezza su una situazione paradossale che sta vivendo questa amministrazione comunale.

Chiariamo meglio: alcuni 'personaggi locali interessati', sulla base di nessun accordo politico e di propria iniziativa, continuano a confrontarsi con il sindaco Sgarbi e i suoi collaboratori - prosegue la nota firmata - prendendo decisioni politico-amministrative, anche importanti, senza coinvolgimento alcuno dei consiglieri eletti. Tali ripetute situazioni provocano disorientamento nell'opinione pubblica (soggetta, ahinoi, a discussioni pubbliche sterili con parte dell'opposizione) e, purtroppo, aspetto ancora più grave, anche nella macchina amministrativa. Per cui, nonostante questa 'falsa partenza', avendo ancora l'entusiasmo e la voglia di operare per il bene pubblico come e forse anche più del 10 giugno, chiedevamo legittimamente al caro Professor Sgarbi, di essere messi nelle condizioni di amministrare il paese come i cittadini ci hanno chiesto. Non chiedevamo mica la luna, ma solamente la normalità e cioè condividere insieme a lui le decisioni che comportano impegni amministrativi, economici e politici verso i nostri concittadini.
La crescita o meno della nostra città deve dipendere da noi, da chi, insieme a lei professor Sgarbi ci ha messo la faccia e da nessun altro".

Una nota che sembra una vera pietra tombale, che difficilmente sarà sanata in seguito, anche se la politica ci ha abituato a questo e tanto altro. Nel frattempo il capogruppo di minoranza, Di Lillo, ha chiesto un consiglio straordinario per chiarire la situazione e, magari, mettere maggiormente in evidenza l'attuale difficoltà della giovanissima amministrazione Sgarbi.

A sostegno dell'onorevole ha inviato una nota il senatore Battistoni (Forza Italia): "Non posso che esprimere la mia vicinanza e la mia solidarietà politica e personale a Vittorio Sgarbi per le minacce e gli insulti ricevuti, in una sede istituzionale, da coloro che dovrebbero con decoro ed onore rappresentare la comunità di Sutri.
L’attività di Amministratore non è certo semplice, ma l’aria che si respira nel Paese e che sempre più pervade le nostre istituzioni è francamente preoccupante è dovrebbe indurre ad una riflessione.
L’ignobile episodio che vede protagonista Vittorio non è pertanto un caso isolato. È piuttosto il frutto avvelenato di una certa cultura, che come Forza Italia vogliamo combattere, che mostra insofferenza verso il confronto politico e si rifugia nelle urla, negli insulti e nella denigrazione come strumenti privilegiati per intimorire e delegittimare la persona e le istituzioni.
Purtroppo stavolta è andata male. Infatti, Sgarbi, per storia e formazione non è certo il tipo che, innanzi a tali situazioni, tace e fa passi indietro".

Teresa Pierini