ROMA - La crisi economica provocata dalla pandemia ha colto impreparati la maggior parte degli imprenditori e dei professionisti a partita iva in Italia. Dopo un attento e accurato studio di milioni di organizzazioni internazionali e delle loro strategie di successo, la Leonardo Leone Group (holding che raggruppa 53 imprese su tutto il territorio nazionale) ha deciso di mettere a disposizione di tutti le informazioni ottenute organizzando una Masterclass in streaming, accessibile da tutta Italia gratuitamente, il giorno 5 dicembre 2020 dalle ore 10 alle 13.30.
Foibe ed Esodo: Carla Isabella Elena Cace è il nuovo Presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata
VITERBO - Carla Isabella Elena Cace, storico dell’arte, giornalista ed esule di terza generazione, è il nuovo presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata, la prima donna a rivestire questo ruolo. Lo ha decretato l’Assemblea dei soci, tenutasi il 29 novembre, in modalità on line, alla quale hanno partecipato anche il viterbese Maurizio Federici e il tarquiniese Silvano Olmi.
Aforsat (Confartigianato Persone) dona tablet per gli ospiti delle Rsa viterbesi
VITERBO - Un momento delicato per gli anziani. Da mesi sono i più colpiti dalla pandemia Covid-19, artefice in tutto il mondo della morte di una e più generazione di vecchietti, che se ne vanno spesso senza neanche il conforto dell'abbraccio di una persona cara. La situazione si fa ancora più seria per case di riposo e Rsa, che anche nel nostro territorio pagano il tributo più alto al coronavirus.
Torna il rito dei pesci di Sant’Andrea, De Simone: “Scegliete i prodotti dei pasticcieri viterbesi”
VITERBO - La leggenda narra che la tradizione del pesce di Sant’Andrea sì sia originata presso l’omonima chiesa, risalente al XII secolo, a Pianoscarano, cuore di Viterbo, uno dei quartieri più antichi della città. Stando ai racconti tramandati di generazione in generazione, la cui origine si perde nella notte dei tempi, in occasione della ricorrenza di Sant’Andrea il parroco di questa chiesa era solito mettere nell’acquasantiera un pesce di cioccolato per ogni sacrestano e uno per il vescovo. Da qui l’usanza si sarebbe estesa prima al quartiere e poi all’intera città.