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Settemila imprenditori venuti da tutta Italia e cinquanta da Viterbo per l’udienza speciale del Pontefice

Viterbo
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ROMA - Settemila foulard blu per incontrare Papa Francesco. Straordinario successo per l’udienza, sabato scorso, riservata dal Santo Padre nella Sala Nervi agli imprenditori di Confartigianato, contraddistinti appunto dal foulard blu realizzato per l’occasione dalla Confederazione.

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“Un momento di grande emozione – commenta il presidente di Confartigianato Lazio e Confartigianato Viterbo, Michael Del Moro, alla guida della delegazione della Tuscia -, un evento rimandato da tempo che avrebbe dovuto svolgersi nel 2020 ma che per la pandemia era stato sempre procrastinato. Ora è stato possibile realizzarlo grazie ad un’organizzazione impeccabile. Alla fine, i partecipanti di Confartigianato sono stati settemila, provenienti da tutta Italia, duemila in più rispetto alle previsioni iniziali, e Viterbo ha risposto alla grande con un gruppo di cinquanta associati, presenti insieme alle loro famiglie”.

 

“L’uso delle tecnologie ha accresciuto le possibilità del settore, ma è importante che non finiscano per sostituire la fantasia dell’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio – ha detto Francesco nel suo discorso durante l’udienza -. Le macchine replicano, anche con una rapidità eccezionale, mentre le persone inventano! In questi decenni l’artigianato ha conosciuto notevoli trasformazioni, passando dalle piccole botteghe ad aziende che producono beni e servizi anche su larga scala: le vostre attività valorizzano l’ingegno e la creatività umana”.

Secondo il Santo Padre, in particolare, “il lavoro manuale rende partecipe l’artigiano dell’opera creatrice di Dio. Fare non equivale a produrre. Mette in gioco la capacità creativa che sa tenere insieme l’abilità delle mani, la passione del cuore e le idee della mente. Le vostre mani sanno realizzare moltissime cose che vi rendono collaboratori di Dio”. Per Bergoglio, inoltre, “l’artigiano ha uno sguardo originale sulla realtà. Ha la capacità di riconoscere nella materia inerte un capolavoro prima ancora di realizzarlo. Quello che per tutti è un blocco di marmo, per l’artigiano è un elemento di arredo; quello che per tutti è un pezzo di legno, per un artigiano è un violino, una sedia, una cornice! L’artigiano arriva prima di tutti a intuire il destino di bellezza che può avere la materia. E questo lo avvicina al Creatore”. E questo anche a dispetto del fatto che “il consumismo ha diffuso una brutta mentalità: la mentalità dell’usa e getta”. Ma “voi artigiani ci aiutate ad avere occhi diversi sulla realtà, a riconoscere il valore e la bellezza della materia che Dio ha messo nelle nostre mani”.

Il Pontefice ha sottolineato ancora che “i prodotti che escono dalle vostre attività camminano per il mondo intero e lo abbelliscono, rispondendo ai bisogni della gente. L’artigianato è una strada per lavorare, per sviluppare la fantasia, per migliorare gli ambienti, le condizioni di vita, le relazioni”. “Per questo mi piace pensarvi anche come artigiani di fraternità - ha aggiunto -. Le vostre mani, i vostri occhi, i vostri piedi siano segno di un’umanità creativa e generosa. E il vostro cuore sia sempre appassionato della bellezza. Grazie per il bene che realizzate”. Il Papa ha inoltre esortato così gli imprenditori di Confartigianato: “Benedite e ringraziate il Signore per il dono delle mani e per il lavoro che vi consente di esprimere. Sappiamo che non tutti hanno questa fortuna: c’è chi sta con le mani in mano, c’è chi è disoccupato e chi è in cerca di occupazione. Tutte situazioni umane che hanno bisogno di essere guarite”. “A volte capita anche che le vostre aziende siano in ricerca di personale qualificato e non lo trovino: non scoraggiatevi nell’offrire posti di lavoro e non abbiate timore a includere le categorie più fragili, ossia i giovani, le donne e i migranti”, ha raccomandato Francesco. “Vi ringrazio per il contributo che date per abbattere i muri dell’esclusione verso chi ha gravi disabilità o è invalido magari proprio a causa di un incidente sul lavoro, verso chi è tenuto ai margini e sfruttato – ha proseguito -. Ogni persona va riconosciuta nella sua dignità di lavoratrice e lavoratore. Non tarpiamo mai le ali ai sogni di chi intende migliorare il mondo attraverso il lavoro e servirsi delle mani per esprimere se stesso”. “I nostri piedi ci consentono di incontrare molte persone cadute lungo la strada: attraverso il lavoro possiamo permettere loro di camminare con noi – ha concluso il Papa -. Possiamo diventare compagni di strada, in mezzo alla cultura dell’indifferenza. Ogni volta che facciamo un passo per avvicinarci al fratello, diventiamo artigiani di una nuova umanità. Vi incoraggio ad essere artigiani di pace in un tempo in cui le guerre mietono vittime e i poveri non trovano ascolto”.

“Ho avuto l’onore di stringere la mano al Santo Padre ed è stata un'emozione grandissima – commenta Del Moro -, Papa Francesco ha speso parole di grande apprezzamento e di grande incoraggiamento per gli artigiani, riferendosi più volte al trittico mani-testa-cuore per definire l’unicità del nostro lavoro, sottolineando il nostro ruolo all’interno delle comunità. Questa udienza è stata un’iniziativa fortemente partecipata, perfettamente riuscita, che ha arricchito tutti noi. Il mio ringraziamento va soprattutto al presidente nazionale Marco Granelli e al segretario nazionale Enzo Mamoli per l’impeccabile lavoro che ha permesso questo straordinario evento”.

Durante l’udienza, i vertici nazionali di Confartigianato hanno offerto a Papa Francesco tre doni simbolo dei valori espressi dall’artigianato: il crocifisso in legno realizzato dagli artigiani di Bergamo e posto nell’ospedale da campo che essi hanno contribuito a costruire durante la pandemia, a marzo 2020, e che testimonia la concreta solidarietà e il generoso impegno nelle comunità espressi dagli artigiani italiani; un calice in argento realizzato dal maestro orafo Carlo Buccio, a significare la devozione degli artigiani che si esprime con la creatività, con il talento, e la costante ricerca della qualità manifatturiera attraverso il lavoro come strumento di crescita personale e di progresso economico e sociale; un’opera d’arte sacra, “La Madonna delle Grazie”, creata dal presidente di Confartigianato Emilia Romagna, Davide Servadei, con l’argilla recuperata dopo l’alluvione che nel 2023 ha colpito la regione, a simboleggiare la tenacia e il coraggio, per la rinascita delle attività umane e la tutela del territorio, in nome di uno sviluppo sostenibile.