Un primo momento obbligatorio, per far sentire la vicinanza, grazie alla sua lettera letta dal palco dal presidente del Sodalizio Massimo Mecarini.
"Capire cosa mi manca più in questo giorno non è facile, c'è un susseguirsi di immagini che scorrono nella mia mente, soprattutto quella di quando i nostri occhi si incrociano, sguardi intensi, profondi, vigorosi, affettuosi entrano in noi e cadono d'impeto nel nostro animo. Il contatto fisico, un abbraccio, una stretta di mano, accompagnati da un sorriso, fraterno, paterno, come una scarica elettrica prima ci folgora, poi ci fortifica, rendendoci imbattibli.
Potrei stare per ore a parlare di quello che capita a me - aggiunge - ma sono le stesse emozioni che provate voi, che nascono da un unico sentimento raro e impercettibile. Auspico che la forza sia con voi, l'umiltà sgorghi dai vostri cuori, e la fede non crolli mai. Il vostro capofacchino sarà al fianco di tutti voi e il miracolo prenderà forma.
Sarei felice se il presidente chiedesse per me un r'uggito di leone' - conclude portando qualche sorriso tra i Facchini e chiedendo un gesto scaramantico che fu spiegato l'anno scorso - il primo di prova, il secondo con il cuore nell'animo.
Parte così il radauno dei facchini al Teatro Unione, con il ruggito del coniglio, almeno per sdrammatizzare un momento non facile, perché il capofacchino non può essere presente per i noti problemi di salute.
Sbloccata l'emozione si è proceduto alla premiazione dei vincitori del Ciuffo e la Rosa d'oro e d'argento, il primo a Gianni Minello, viterbese emigrato a Monaco di Baviera da 40 anni,mentre il secondo per Fulvio Bentivoglio, che lasciò Viterbo per vivire a Cremona nel 1970.
Il palco ha poi accolto tutti i protagonisti della festa, partendo dal costruttore della Macchina, Vincenzo Fiorillo, che ha ringraziato maestranze e artigiani per l'impegno profuso giorno e notte, seguito dall'ideatore, l'architetto Raffaele Ascenzi che, tra le righe, ha svelato le difficoltà incontrate nella fase di costruzione che si sono trasformate in forza per non mollare. "Quando avrete la Macchina sulle spalle sappiate che state portando la chiesa - ha concluso - riportando Rosa dove voleva stare in vita".
La vice presidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna, ha promesso che porterà in aula la tradizione religiosa alla base della manifestazione, parole apprezzate dal vescovo Piazza che ai Facchini ha detto "Fate bene quello che state facendo" facendo poi i complimenti alle tre campionesse azzurre.
Il presidente della Provincia Romoli ha ricordato come questa manifestazione di popolo rappresenti l'intera provincia, con la sua fede e fratellanza da riscoprire per il bene del territorio, seguito dal consigliere Enit Pappalardo, che per primo ha investito sulla promozione nazionale ed internazionale del Trasporto: "dedico a voi facchini questo momento, voi che avete l'onore di portare avanti una tradizione secolare e mando un grandissimo abbraccio personale a Sandro, provando a comprendere cosa starà provando ora" .
Saluti dai rappresentanti politici, partendo dall'onorevole Rotelli, che si è complimentato con le forze dell'ordine a ha ricordato che ogni viterbese vive la giornata con passione, seguito da Zelli, per la prima volta da consigliere regionale, e Sabatini, anche lui carico d'emozione, pronto a confermare la presenza in serata del presidente Rocca con assessori e presidenti di commissione: "Una presidenza che manca da troppo tempo, giusto che istituzioni vedano l'incredibile spettacolo d'insieme della Macchina, l'abbraccio dei facchini e dei cittadini".
Presente come sempre la famiglia della Grande Rete delle Macchine a spalla.
La cerimonia si è conclusa con le madrine, da Miss Mondo Italia, Lucrezia Mangilli, che ha dimostrato grande impegno nel conoscere la tradizione viterbese, grazie ad una guida d'eccezione: "Sono emozionata di essere qui, grazie a Suor Francesca che mi ha avvicinata alla figura di Rosa, una bambina che racchiude nella sua vita un miracolo, ma anche solidarietà e aiuto al prossimo".
Poi le tre spadiste, oro olimpico a Parigi, Alberta Santuccio, Mara Navarria e Giulia Rizzi (che abbiamo intervistato ieri Giulia Rizzi: la campionessa olimpica pronta a vivere l'atmosfera di Santa Rosa). E' Mara a ricordare come lo sport simile a quello che fanno i Facchini, perché "Ognuna di noi è pronta a dare contributo con la squadra". Dalle tre atlete omaggi davvero importanti: il gagliardetto della federazione al Prefetto, quello delle Olimpiadi di Parigi alla città di Viterbo, consegnato al sindaco Chiara Frontini, il poster arrotolato nelle misteriose scatoline alle medagliate per Ascenzi e Fiorillo e poi i doni più di cuore, una maglia ufficiale da gara autografata per Sandro Rossi, quella degli allenamenti per la guida di oggi, Luigi Aspromonte, e una spada con tanto di tricolore per il Sodalizio, che Massimo Mecarini ha brandito felice.
Le ultime parole sono le sue, di Massimo: "Sono state giornate particolari, il Trasporto è meraviglioso ma ci sono le cadute, noi resistiamo, stringiamo i denti e andiamo avanti. Stasera dobbiamo farlo tutti, ricordiamoci che la Macchina è coma la vita, alla botta si resiste perché siete forti e consapevoli".
Non resta che il grido di battaglia, dal palco lo urla colui che si è preso l'onore e l'onere di guidare i Facchini lungo le vie della città portando sulle spalle Dies Natalis. Luigi Aspromonte grida Evviva Santa Rosa, i Facchini rispondono Evviva, tre volte, come sempre. Ora si può davvero partire e conquistare la città.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi