Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

"Sussurri di Tuscia": il console TCI Vincenzo Ceniti presenta il suo ultimo libro

Libri
Font

VITERBO - Nuovo incontro con i ricordi e i racconti del Console TCI di Viterbo Vincenzo Ceniti, che venerdì 6 novembre alle ore 16,30  presenterà  “Sussurri di Tuscia” (Ed. Sette Città, pagg. 250) nella Sala Conferenze del Museo della Ceramica della Tuscia (Fondazione Carivit, via Cavour 67 Viterbo).

Pin It

Come da tradizione, oltre alle parole saranno protagoniste le bontà del territorio, seguirà infatti una degustazione di olio novello del Frantoio “Il Paradosso” con calice di “Tellus Rosé” della Cantina Famiglia Cotarella e la partecipazione dell’Accademia Intrecci, il campus di alta formazione con sede a Castiglione in Teverina.

"Il libro Sussurri di Tuscia parla di noi - spiegano le note dell'autore - con incursioni d’antan tra le maglie del Viterbese alla caccia di segreti, umori e curiosità. Un viaggio in bianco e nero dal dopoguerra ad oggi, gironzolando qua e là tra le antiche pietre di vicoli e rocche, alle prese con santi e briganti, genti nostrane, piatti gustosi e vip capitati per caso".

Nell’agile premessa, Paolo Procaccioli condivide il gusto dell’autore per la narrazione di memorie, mormorate peraltro a voce bassa, come l‘apparente chiacchiericcio dei tre personaggi di copertina tratti dall’affresco di Lorenzo da Viterbo nella cappella Mazzatosta di Santa Maria della Verità. “Pagine come quelle qui raccolte - scrive infatti il docente e filologo - provano che la Tuscia quella voce ce l’ha, e in quella voce e nelle immagini che evoca, si mostra e si rispecchia. È una voce amabile ma precisa, tagliata a misura degli oggetti e dei luoghi come un abito di sartoria. Né una parola di più né una di meno del necessario, e questo sia che evochi cose note a chi legge, sia che quelle cose a chi legge appaiano per la prima volta”.

Nei consigli al lettore, Ceniti mette le mani avanti e precisa che molti degli articoli riuniti nel libro si riferiscono a date diverse e quindi risentono del tempo in cui sono stati scritti. Ma questo conta poco. Seppur assemblati alla rinfusa senza trame preordinate, sappiamo che sono apprezzati proprio perché tratti dal fecondo terreno di vulgate e racconti popolari.

Ecco allora farsi avanti i campi di nudisti, anni Trenta, presso la sorgente del Bulicame, o le assolate giornate del Cinquanta nelle spiagge di Tarquinia all’ombra di precari capanni di cannucce, con la foce del Marta a portata di passeggiata e di bagno mare-fiume. Ma anche scenari felliniani, come il castello Odescalchi di Bassano Romano inserito nella “Dolce vita”, o l’interminabile tressette nelle fumose osterie di paese, molte delle quali salite di categoria per approdare ad accoglienti ristori. La sorpresa a Donnafugata in Sicilia di trovare una loggia spiccicata a quella del palazzo dei Papi di Viterbo fa il pari con la foto-ricordo di Giacomo Puccini davanti alla chiesa di San Pietro di Tuscania quando andava a quaglie in Maremma, o con le Mille Miglia vecchia maniera, i cui “bolidi” attraversavano la città a cento all’ora.

Il libro verrà presentato da Vera Anelli, responsabile del Museo Universitario “Spazio Sma” dell’Università della Tuscia.