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Sileri: "L'obbligo vaccinale vale solo se mondiale" mentre Bassetti spinge: "Se riempiremo ancora gli ospedali sarà colpa della politica"

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SUTRI - L'infettivologo Matteo Bassetti e il senatore Pierpoaolo Sileri insieme, pronti a spiegare alla platea l'importanza dei vaccini. Ma lo hanno fatto a Sgarbistan, come ironicamente si chiama ora la Sutri stravolta dal primo cittadino, e solo lui poteva terminare l'interessante incontro con il colpo di scena, l'intervento del dottor Mario Esposto, notaio in Bologna, che ha argomentato tutti i suoi dubbi giuridici relativi al green pass. Sul palco a moderare l'attore, regista e scrittore Edoardo Sylos Labini.

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Per una volta un contraddittorio, anche se il sottosegratario alla salute non avrà gradito, dopo aver più volte ricordato che la parola non va data in modo equo, niente più "uno vale uno" di grillina memoria ma parterre da scegliere in funzione dell'importanza o quantità numerica rappresentativa di chi parla. Chi poi sarà in grado di scegliere gli illuminati lo scopriremo, magari, un giorno.

Andando nell'ordine degli interventi questa la sintesi di quanto detto.

Per Sileri è fondamentale raggiungere all'80-85% di vaccinati, parlando a quella parte di popolazione che non è convinta: "C'è un errore di comunicazione, dipesa da tanta confusione che ha creato lo scollamento della popolazione. Nostro compito è spiegare, non mettere obbligo ma parlare, specie con gli over 40, perché la scienza non cambia e ha passi solidi con cui va avanti, mentre il virus cambia; per questo le cose dette un anno fa oggi non bastano più, e basta spiegarlo alla popolazione, e siamo sui 4 milioni di persone, chiedendo di sforzarsi. L'obbligo va pensato tra tutti i paesi occidentali, se noi lo mettiamo e un Paese vicino non lo fa nasce una nuova variante, deve essere una decisione mondiale. Se ci vacciniamo tutti abbiamo molte più chance, lo dimostra uno studio recente del San Raffaele con un istituto di Boston, perché si infettano in minima percentuale, è l'eccezione e non la regola, il virus dalle narici non è detto che si sposta, perché li viene distrutto. Queste sono cose che non si capiscono: perché in Tv viene messo sullo stesso piano lo scienziato Bassetti e un non scienziato? Dovrebbero parlare le persone in funzione di quanto è rappresentativa l'idea rispetto ai cittadini. Basta con 'l'uno vale uno', uno vale per quanto seguito ha tra la popolazione. Per il futuro serve anche l'educazione sanitaria - conclude il sottosegretario - e far sentire i giovani parte integrante del servizio sanitario nazionale, la sanità non è cura, che viene dopo, prima c'è formazione, educazione e informazione".

E' Sgarbi che sollecita Bassetti, sottolineando come prima c'era un Bassetti, quello che lottava contro le chiusure e considerava sbagliato inserire tra i morti covid anche quelli morti di altro, solo per un tampone positivo, e quello di oggi, che apprezza le misure illiberali, e mi accusano che sto premiando il secondo.

Il medico risponde: "Non ho cambiato idea, a marzo 2020 avevo meno conoscenza della situazione, oggi continuo a dire che la mortalità è bassa ma è altissima la velocità di trasmissione, questo rende complicata anche una letalità bassa. Non trovo ancora giusto il report serale, al San Martino abbiamo ricoverati con covid 4 su 10, gli altri sono entrati per altri motivi e con il tampone si sono scoperti positivi, alcuni anche vaccinati. Non abbiamo ancora capito che questo report fa solo l'interesse di televisioni e giornali, dove invitano pure me, certo. Il parametro unico è quello della terapia intensiva, con olmonite e ventilazione necessaria. La comunicazione deve cambiare, la Francia fa un report settimanale, l'Inghilterra non lo fa più, non facciamolo più nemmeno noi, o facciamo quello sui vaccinati, e non, che finiscono in ospedale. La scienza vera è dalla parte dei vaccini, a me non frega nulla di dare notizie che piacciono, io voglio che il ministro prenda posizione sull'obbligo, che chiedo di nuovo, e non mi piace il tentennamento. Se riempiremo ancora gli ospedali sarà colpa della politica perché non sarà stato in grado di vaccinare chi dice no. Su Montagnier dico chiaramente... si rincoglioniscono pure i Premi Nobel, specie se hai 90 anni e hai problemi di demenza senile, deve andare a spingere la carrozzina. All'altro che dice che non si vaccina durante la pandemia rispondo subito, e quando vorresti farlo? Non lo si fa solo con l'influenza perché si anticipa, il resto si fa sempre durante".

Sulle cure di nuovo unione di intenti, per Sileri "degli studi dimostrano la non efficacia del plasma iperimmune, sono contrastanti in linea generale, e poi le terapie domiciliari che sono state sottovalutate. La cura non è sostitutiva al vaccino, pensa a non prenderlo, vaccinandoti, e poi se succede ti curi", seguito con maggiore durezza da Bassetti: "Diciamo una volta per tutti cosa sono le cure domiciliari, altrimenti la gente pensa che noi ci ammazziamo in ospedale per salvare e gente fuori che, comoda comoda, fa le cose meglio di noi, raccottando balle alla gente. Le cure sono gli anticorpi monoclonali, un piccolo estintore che ti spegne la fiammella all'inizio per evitare la forma grave... è l'ora di finirla di fare questa contrapposizione, mica è vero che chi sta sui gruppi social fa il bene dei pazienti. Nessuno di noi ha fatto tachipirina e vigile attesa, oggi le cure migliori sono andare a trovare i malati a casa, dando a ciascuno cosa serve, ed è un errore il partito che prende una cosa e la considera migliore. Anche io ho creduto nel plasma, ho fatto lo studio Tsunami con l'Aifa, e abbiamo dimostrato che non funziona, la medicina non è democrazia".

Sabini ha sollecitato sulla morte del dottor De Donno ottenendo solo cordoglio, da parte del senatore, per un collega che non c'è più, ma nulla di buono sul plasma, che per Bassetti costa anche tantissimo.

In chiusura Sgarbi ha portato il discorso sul conflitto nato dalla paura di questa situazione, che porta ora Sileri a cercare equilibrio mentre Bassetti è più integralista, passando la parola al notaio Esposto, che ha parlato di libertà e legge.

"Sono notaio da 32 anni e ho giurato fedeltà alla Republica e quando firmo gli atti c'è l'emblema della Repubblica e sono un pubblico ufficiale - ha sottolineato - cosa di cui mi sento profondamente onorato. Penso che sia stata fatta una pessima informazione denigratoria su chi muove obiezioni, fondate, trasversali. La libertà di autodeterminazione oggi viene contrastata e mi pare faccia il paio con le soppressioni di libertà, accettate in questo Paese senza colpo ferire, tipo impedirci di fare una camminata da soli la sera e se fermato devo giustificare il mio stare fuori. Ci si è compiaciuti dei droni che andavano a sorvegliare gente che da sola andava in montagna e in spiaggia, considerandola untore. Non lo accetto come cittadino e come giurista. Non posso dire di essere un no-vax, i vaccini li ho fatti tutti in passatto, non accetto che la capacità delle persone venga sbertucciata con motivazioni che di giuridico non hanno nulla. Bisogna poter fare osservazioni critiche su quanto accaduto e su quello che si vorrebbe accadesse. Ora non accade e se si alza una voce diventa stonata, e si subisce un rimprovero. I diritti personali sono sacri, e protetti dalla Costituzione, la più bella del mondo. A chi ho fatto notare che certi principi sono stati gettati nel pattume la risposta che mi è stata data è... ormai è roba vecchia, e poi consideriamo che tutto è stato fatto con provvedimenti normativi discutibili. La tutela dei diritti e delle libertà è un tema delicato con cui confrontarsi. A Bassetti dico che se facessimo un'antologia, un blob di quanto detto dai virologi in Tv verrebbe fuori una cacofonia degna del Processo del lunedì, dove manca solo forse il pendolino di Mosca, questa non è scienza. Il green pass è molto ipocrita, rende obbligatorio il vaccino con una forma surrettizia, un parlamentare ha pure detto che avrebbe vietato pure fare la spesa".

Un intervento che ha scatenato la reazione di Bassetti, la più tradizionale degli amanti del vaccino: "Venite a fare un giro in reparto, in terapia intensiva" ma una persona del pubblico ha ricordato che De Donno era sempre in ospedale dai pazienti, mentre lui è in televisione.

Un finale in salita, in perfetto stile Sgarbi, che ha dimostrato come si possa discutere serenamente, difendendo le proprie posizioni.

Per chi volesse vedere il video del momento descritto in questa pagina: https://www.instagram.com/tv/CS7TyvOqHjs/?utm_source=ig_web_copy_link

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Teresa Pierini