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Torna alla luce la Tomba François: i dipinti di Vulci esposti al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia dopo più di un secolo di attesa

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ROMA - La Tomba François torna visibile a tutti dopo 150 anni di storia: inaugurata, alla presenza del ministro Giuli, l'esposizione all'Etru - Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

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Una giornata davvero speciale, come ripetuto da tutti gli intervenuti, per il territorio, per la sua storia, ma soprattutto per Vulci e gli Etruschi, che ha segnato anche l'importante annuncio dell'ingresso del ministero della Cultura nella Fondazione Vulci. 

Scoperta il 1° maggio 1857 dall'archeologo Alessandro François nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba rappresenta una delle più alte testimonianze della pittura etrusca e, più in generale, dell'arte antica giunta fino a noi. 

Per decine di anni i dipinti, staccati dal luogo del ritrovamento e portati nelle proprietà Torlonia, sono stati una sorta di chimera, non visibile e non fruibile. Dopo numerosi tentativi di acquisto iniziati ad inizio '900, a riuscire nell'impresa è stato il ministro Giuli, che si è accordato con gli eredi, riportando alla visione questa straordinaria testimonianza storica (leggi Tomba François entra nel patrimonio dello Stato italiano: operazione da 15 milioni del Ministero della Cultura).

Alla conferenza inaugurale, accolti dalla direttrice del Museo, Luana Toniolo erano inoltre presenti il Capo Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale (DIVA), Alfonsina Russo, il Direttore generale Musei, Massimo Osanna, Jean-Christophe Babin, Presidente di Fondazione Bvlgari, organismo che ha sostenuto il progetto espositivo con un intervento mirato di valorizzazione degli spazi espositivi, la fondazione Vulci, con la presidente Laura Allegrini e il  direttore scientifico Carlo Casi, il sindaco di Canino Giuseppe Cesetti e il sindaco di Montalto di Castro  Emanuale Socciarelli con l'assessore Marco Fedele (foto sotto), oltre gli eredi delle famiglie Torlonia (foto sopra), Sforza Cesarini e Gaetani, che hanno posato con il ministro Alessandro Giuli davanti l'ingresso della mostra. 

Non nasconde l'emozione la direttrice Toniolo "Oggi è una giornata epocale, di quelle che restano impresse per sempre, dedicata ad una famiglia, quella dei Saties, e la memoria collettiva. Abbiamo deciso di rendere la tomba vivibile, comprensibile e attiva, disposta esattamente com'era, lasciandosi avvolgere dal mito greco, ricostruiamo il passato per costruire il futuro. Sono emozionata per aver vissuto tutto il progetto, diventato possibile grazie alla collaborazione pubblico privato con la Fondazione Bvlgari".

Grande soddisfazione per il direttore generale Osanna: "Mastarna è al centro di questo monumento, pienamente inserito nel dialogo del IV sec. tra Etruria, Roma e tutto il Mediterraneo. François trasformò la ricerca in indagine con grande capacità nell'interpretare il territorio. Oggi è patrimonio dello Stato, e possiamo renderla fruibile a studiosi e pubblico", seguito dalla dottoressa Russo: "Un giorno memorabile che esaudisce i sogni di tanti studiosi, l'inizio di una nuova storia dove si raccontano le megalopoli etrusche, che da Villa Giulia porta a Vulci".

Importante il supporto della Fondazione Bvlgari, come precisato dal presidente Jean-Christophe Babin: "Siamo abituati a lavorare su progetti romani, con missioni d'aiuto per velocizzare sviluppi culturali e soprattutto la diffusione dell'arte. Per noi questa tomba è come Tutankhamon per l'Egitto, un tesoro di portata mondiale. Gli etruschi sono stati fondamentali per Roma ma il mondo non li conosce, quando sono invece la chiave per capirli", un messaggio che può diventare un'eco per l'intero territorio dell'Etruria, oltre a confermare la sua grande passione per il popolo straordinario come quello Etrusco. 

In chiusura l'intervento del Ministro Giuli, che ha salutato tutti gli enti coinvolti, gli eredi che hanno consentito l'acquisto, i sindaci di Canino e Montalto e la presidente della Fondazione Vulci, annunciando pubblicamente il prossimo passo: "Vulci è un luogo di identità profonda e dichiaro ufficialmente la nostra richiesta di entrare in Fondazione", una grande soddisfazione per la neo presidente Laura Allegrini, che grazie alla presenza del Ministero potrà ampliare attività e prospettive.

"Questa è un'opera d'arte di scienza sacra - ha proseguito il Ministro dedicandosi ai dipinti -: che vede gli Etruschi in dialogo con la cultura greca. Gli etruschi erano grandi sacrificatori di esseri umani, qui raffigurano Omero, ma a Tarquinia gli Spurina hanno sacrificato 300 romani e già un secolo prima lo stesso con i coloni greci di Lipari. Le radici sono belle quando si condividono, e nulla come questa tomba dimostra quanto appartenga al mondo. Era dal 1914 che lo stato provava ad acquisirla, e ringraziamo gli eredi Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani per la tutela, questo ministero acquisisce seguendo un piano di aumento della fruizione della cultura, a disposizione di tutti".

La Tomba François, fra i massimi capolavori della pittura etrusca e dell’arte antica, è un monumento fondamentale per la conoscenza della civiltà etrusca e dell’immaginario figurativo del Mediterraneo antico. L’esposizione è accompagnata dalla mostra “Il Ritorno degli Eroi” che, fino al 31 dicembre 2026, racconta attraverso reperti unici provenienti da musei internazionali il contesto originario della Tomba.

Scoperta nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba è scavata nel tufo e composta da trentasette pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso. Realizzata tra il 340 e il 320 a.C., rappresenta una delle più alte testimonianze della pittura etrusca e, più in generale, della pittura antica giunta fino a noi.

La decorazione pittorica costituisce uno straordinario intreccio tra mito greco, memoria storica etrusca e costruzione dell’identità aristocratica di Vulci. Attraverso iscrizioni dipinte accanto ai  personaggi, le scene permettono ancora oggi di riconoscere nomi, volti ed episodi che intrecciano storia, leggenda e rappresentazione del potere.

Il ciclo pittorico del IV secolo a.C. racconta episodi della mitologia greca e della tradizione etrusca, come il sacrificio dei prigionieri Troiani per i funerali di Patroclo o la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice, passando per il ritratto di Vel Saties, fondatore e committente della tomba, fino alle lotte tra eroi etruschi con Mastarna, il futuro re Servio Tullio, che libera il condottiero vulcente Celio Vibenna.

La mostra “Il Ritorno degli Eroi” fino al 31 dicembre 2026, dialoga con il ciclo pittorico attraverso oggetti e documenti unici, appartenenti al corredo funerario e provenienti dal Musée du Louvre, dal British Museum, dai Royal Museums of Art and History di Bruxelles, dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna, dai Musei Vaticani e dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma.

Al'ingresso i visitatori assistono alla proiezione di un breve video che racconta i dipinti e la loro collocazione storica.

Le visite alla tomba François e alla mostra sono comprese nel biglietto d'ingresso al Museo, tranne nelle giornate ad ingresso gratuito.
Gli ingressi sono contingentati e la prenotazione obbligatoria. Biglietti su app Museitaliani e sul sito di Coopculture. 

Al termine abbiamo avvicinato il Ministro Giuli chiedendo specificatamente se possiamo sperare di rivedere i dipinti "a casa" ricevendo una risposta positiva: "Facciamo un passo per volta, ora entriamo nella Fondazione, pensando al futuro non escludo di farla tornare a Vulci, suo luogo d'origine, per ora godiamocela qui a Villa Giulia". 

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi