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Tuscia Contemporanea: nasce la prima rete per l'arte contemporanea in Etruria

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SUTRI - «L'arte non abita i centri: li diserta. Da sempre elegge i margini a propria capitale». Si apre così il Manifesto di Tuscia Contemporanea, la rete per l'arte contemporanea della Tuscia viterbese: un programma pluriennale che racconta questa terra attraverso l'arte e gli artisti che la abitano.

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Più che promuovere un territorio, Tuscia Contemporanea ne rivela la vocazione artistica: porta gli artisti e i loro luoghi davanti a chi li vuole incontrare, con il sostegno delle istituzioni del territorio.

La Tuscia non scopre oggi il contemporaneo: lo pratica da secoli. Il Sacro Bosco di Bomarzo, il Palazzo Farnese del Vignola a Caprarola, le ville e i giardini che ne fecero un laboratorio del gusto furono, ciascuno nel proprio tempo, scandalosamente moderni. Ogni epoca, qui, ha avuto la sua avanguardia. E gli artisti continuano a eleggerla a dimora: Balthus a Montecalvello, Cy Twombly a Bassano in Teverina, Pier Paolo Pasolini a Chia, Sebastian Matta a Tarquinia, Enrico Castellani a Celleno — e, dopo di loro, studi, fondazioni e residenze internazionali. Mancava, però, chi le tenesse insieme. Tuscia Contemporanea nasce per questo: dà, per la prima volta, un nome comune a ciò che la terra coltivava da sempre.

Anche oggi la Tuscia attira chi nel contemporaneo vive e lavora: artisti, registi, scrittori, collezionisti e fondazioni private che qui radicano i propri progetti e realizzano opere site-specific. È una terra che custodisce chi vuole restare appartato, e molti l'hanno scelta proprio per questo. Tuscia Contemporanea dà spazio a chi ha già un nome e a chi crea qui senza che nessuno lo sappia. Mostra dopo mostra, racconta ciò che la terra teneva per sé.

"Mi sono accorta di quanti artisti, qui, lavorano in silenzio. So cosa significa scegliere questa terra per creare lontano da tutto, e non saremo noi a tradire chi ha scelto di non farsi trovare. Ma quello che fanno, nell'ombra, è troppo prezioso per restare invisibile" questo il commento di Benedetta Bruzziches, stilista e fondatrice del progetto.

Tuscia Contemporanea non è una fondazione, una galleria o un festival, ma un organismo leggero e orizzontale, senza un direttore artistico unico, che esiste perché e finché chi ne fa parte lo sente proprio. Si articola in tre formati lungo l'anno: mostre numerate, capitoli sequenziali di un unico racconto; visite agli studi d'artista disseminati nel territorio; esperienze su prenotazione, che legano un'opera, un luogo, una storia. A tenerli insieme, una mappa della Tuscia dell'arte con gli itinerari raccontati in prima persona dagli artisti e dal comitato.

Non a caso si comincia da Gregor Becker, un artista maturo, con un corpus di opere straordinario, che dopo aver girato il mondo ha eletto questa terra a propria casa per dedicarsi a una cosa sola, fare l'artista: quasi nessuno, qui, lo conosce, eppure il suo lavoro ha già attraversato il mondo. La sua è esattamente la storia che Tuscia Contemporanea racconta: quella di chi sceglie il margine non come rinuncia ma come condizione del proprio lavoro, e fa di questa terra il proprio atelier. Le sue opere sono mosaici di carta dipinta a mano: migliaia di minuscole tessere di carta e pigmento, applicate una a una su supporti lignei, che compongono superfici mutevoli con la luce e con lo sguardo di chi le osserva.

Le opere in mostra sono state realizzate tra il 2015 e il 2026. Il Giardino di Gregor — Coltivare la luce (TC n.1), sua mostra personale a cura di Antonio Arévalo, inaugura sabato 4 luglio 2026 al Museo di Palazzo Doebbing di Sutri.

La mostra
Il Giardino di Gregor — Coltivare la luce (TC n.1) di Gregor Becker è visitabile dal 4 luglio al 18 ottobre 2026, dal venerdì alla domenica 
orario 10–13 e 15–19, presso il Museo di Palazzo Doebbing, antica sede vescovile nel centro storico di Sutri (Piazza del Duomo, VT). 
Ingresso: intero 10 euro, ridotto 8 euro. 
Direzione scientifica del Prof. Arch. Pietro Paolo Lateano, 
gestione Archeoares, sede del Comune di Sutri. 
Info e prenotazioni: 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. · tel. 0761.1564320.

Gregor Becker (Mainz, Germania) si è formato in architettura del paesaggio e, prima di dedicarsi all'arte, ha progettato giardini in Germania, Stati Uniti e Australia: un lungo apprendistato del tempo della natura, fatto di crescita, deperimento e attesa, rimasto il fondamento del suo lavoro. Ogni suo mosaico di carta nasce nell'arco di mesi, tessera dopo tessera. Pur essendo Il Giardino di Gregor la sua prima mostra personale in un museo, le sue opere figurano già in importanti collezioni private. Ha esposto tra Italia, Germania, Stati Uniti e Svizzera, e vive e lavora a Soriano nel Cimino.

Antonio Arévalo (Santiago del Cile, 1958), curatore della mostra, è poeta, curatore d'arte e promotore culturale. Esule dal Cile, vive a Roma dal 1975, dove da decenni costruisce un dialogo continuo tra l'arte dell'America Latina e quella europea. Nel 2001 è stato curatore del primo Padiglione cileno alla Biennale di Venezia, con Juan Downey (Menzione d'Onore della Giuria Internazionale); è stato a lungo collaboratore dell'Istituto Italo-Latinoamericano (IILA) di Roma e co-fondatore della rivista d'arte Palimpsesto. Negli ultimi anni ha legato la propria ricerca alla Tuscia, ai suoi borghi e ai suoi paesaggi.

Benedetta Bruzziches, nata in Tuscia, a Caprarola, è designer e imprenditrice. La sua maison dialoga con mercati di ogni continente, ma ha sempre prodotto qui, senza sradicarsi. Tuscia Contemporanea nasce dalla stessa convinzione che muove il suo lavoro: si può creare per il mondo restando in questa terra.

Tuscia Contemporanea è la prima rete per l'arte contemporanea della Tuscia viterbese, un programma pluriennale che racconta gli artisti del territorio e i suoi luoghi, con il sostegno delle istituzioni. Ideata e fondata da Benedetta Bruzziches.

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito: www.tusciacontemporanea.com
Instagram: @tusciacontemporanea