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Queen Unseen: al WeGil di Roma gli scatti unici e privati di Peter Hince

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ROMA - I Queen che non avete mai visto: al WeGil di Lazio Crea, polo culturale della Regione, arriva la mostra "Queen Unseen", gli scattii privati realizzati da Peter Hince a Freddie Mercury, prima, e poi a tutta la band, ripresa in tanti momenti di attività, dallo studio di registrazione ai concerti.

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Una soddisfazione per Marco Buttarelli, presidente Lazio Crea, che accoglie protagonisti ed istituzioni nella conferenza stampa di presentazione, prima dell'apertura ufficiale della mostra che sarà allestita fino al 4 febbraio 2024.

In rappresentanza della Regione l'assessore alla cultura Simona Renata Baldassarre: "Siamo orgogliosi di offrire questo spazio, quello di una Roma contemporanea, alla musica e alle immagini dei Queen. Peter ha avuto l'occasione di viverli nel privato, quella che per noi è una band che ha fatto la storia della musica".

A volere la mostra è Gianni Chimenti (che la produce con Stefano Melone di Blu&Blu Network), romano che finalmente porta l'esposizione nella città eterna: "Siamo felici di essere a casa e di aver avuto l'onore di esporre opere e cimeli di una collezione privata. Questo ci permette di dire che non è una mostra tradizionale ma un viaggio, un'esperienza nel mondo dei Queen assolutamente sconvolgente. A foto e ricordi si aggiunge una sala video con tanti momenti altrettanto rarissimi, tra backstage e vita privata di Freddie e di tutta la band".

Un'esposizione che sta girando per l'Italia e successivamente in Europa che nasce dalla passione di Niccolò Chimenti: è lui che da collezionista inizia un rapporto di amicizia con Peter, per arrivare poi a convincerlo ad aprire al mondo questo scrigno prezioso: "Tra le chicce esposte il microfono originale usato da Freddie, che va combinato con l'asta che apparteneva a me - racconta Niccolò -. Peter lo seguiva come assistente personale, fino a diventare Road manager del gruppo, legando un'amicizia che gli ha permesso di fotografarli in occasioni differenti per 15 anni,dal palco per i tour, l'unico che li ha seguiti in Sud America, prima band europea ad esibirsi, alle registrazioni fino ai momenti di vita comune. In mostra ci sono i cimeli della mia collezione - conclude - con oggetti personali ed altri autografati. Picco emotivo è il video dedicato a We are the champions, partendo dalla scrittura del brano, alle successive correzioni, fino alla registrazione in studio".

Il racconto a cuore aperto è ovviamente quello di Peter Hince, che affronta i giornalisti in italiano, gentile e disponibile. E' lui lo scrigno dei ricordi, quello che ha vissuto 15 anni a stretto contatto con una band diventata immortale, merito anche di un front man unico ed eccezionale: "E' un grande onore per me essere qui a mostrare il mio lavoro tra gli anni 70 e 80, come non è stato possibile ad altri - confessa presentandosi - perché Freddie davanti ad una macchina da presa posava, si nascondeva  sempre la bocca, mentre con me era libero di sorridere e sentirsi libero".

Si è poi dedicato alle curiosità dei giornalisti, partendo dal suo rapporto con l'Italia e magari Roma: "Purtroppo ha cantato poco in Italia ma la amava, perché appassionato di arte e quindi la conosceva ed apprezzava. Arrivarono solo a Milano e Sanremo, per il Festival".

Un'ospitata che fece clamore, il 3 febbraio 1984 e i Queen erano i super ospiti per promuovere l'album The Works, eseguendo il singolo principale, Radio Ga Ga. La band rimase stupita nel sapere che si sarebbero esibiti in playback, come avveniva per tutto il Festival al tempo, e Freddy Mercory sul palco fece di tutto per mostrarlo al mondo, cantando con il microfono lontano dalla bocca e ballando come nel videoclip.

Poi il rapporto con la stampa inglese e la BBC: "Completamente diverso - spiega Peter -: da un lato la BBC, la Tv pubblica che ha sempre rispetttato band e artisti, mandando in onda concerti ed ospitandoli nei programmi musicali come Top of the pops, dall'altro la stampa scandalistica, quei tabloid che ben conosciamo e chi si accanirono su di lui e lo trattarono male durante la sua malattia, per loro ebbe solo disprezzo".

L'argomento poi passa su Mary Austin, la più grande amica di Freddie, che ha deciso di mettere all'asta i cimeli dell'artista, scatenando la rabbia dei fan, che lo stesso Peter non comprende, difendendola: "Conosco bene Freddy e anche la relazione che aveva con Mary, a cui si era affidato completamente; lei ha sempre pensato a lui e gli oggetti che ha venduto erano suoi, aveva tutto il diretto di farlo e sicuramente e avrà esaudito anche i suoi desideri".

La mostra è davvero un viaggio nella vita dei Queen, ma tante cose sono restate nel cassetto di Peter: "Il mio archivio è enorme e so perfettamente cosa non sarebbe piaciuto e non le metterò mai fuori. Non ci sono scatti degli ultimi momenti della sua vita, della malattia, perché in quel periodo ho fatto altro". 

Infine il Freddie Mercury solista: "Era umano come tutti noi e capita di cambiare, non solo look ma anche la musica, per lui è stato un esperimento musicale, come hanno fatto in precedenza altri. I Queen, però, erano forti in quattro, per stile ed idee diverse tra loro si completavano, la potenza era quando stavano insieme. Ad un certo punto erano stanchi ed annoiati, nell'85 però, dopo Live Aid, si sono ritrovati uniti, grazie alla forza della loro musica e della sua voce".

Queen Unseen sostiene il progetto Albergo etico ed Etico Food, un luogo nel centro di Roma dove tanti ragazzi autistici si avvicinano al mondo del lavoro ed imparano un mestiere, mettendo a frutto il proprio talento e le proprie abilità: sono stati loro a proporre il buffet del vernissage di apertura.

La mostra di Roma è organizzata dalla Blu&Blu Network con il patrocinio della Regione Lazio, il sostegno di Lazio Crea, il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e la sponsorizzazione di Poste Italiane e di Coldwell Banker Italy.
Collaborano all’organizzazione e alla promozione Globo Vintage, emittente ufficiale della mostra, Fai – Fondo Ambiente Italiano, Medevi, Primafila Magazine, Multivision - Ledvision, Franciosa Comunicazione e P&B Communication.

Maggiori informazioni sulla mostra, su orari e giorni di apertura, prevendite e costo dei biglietti sono reperibili sul sito www.queenunseen.it

INFO MOSTRA
Titolo: Queen Unseen- Peter Hince
Dove: WEGIL- Trastevere, Largo Ascianghi,5, Roma
Apertura al pubblico fino al 4 febbraio 2024
La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi