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Sulle tracce del visionario: la mostra "viva" di Mascagna dedicata a Fellini

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VITERBO - Inaugurata la mostra "Sulle tracce del visionario": la sala del Mezzanino al Museo Nazionale Etrusco - Rocca Albornoz ha accolto il colore e la materia di Fiorenzo Mascagna, con le sue opere dedicate a Federico Fellini.

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"E' una mostra evento molto veloce ma piena di colore e densa di appuntamenti - ha precisato la direttrice Sara De Angelis - È sempre un piacere farvi vivere questo, sia le opere esposte in questa sala che per sentire questo luogo come comune a tutti noi".

Un luogo che dovrebbe appartenere a tutti i viterbesi e che, grazie alle tante iniziative, anche contemporanee, si sta animando sempre di più. Un concetto sottolineato anche da Mascagna: "Giusta l'idea di fare vivere questo luogo, il mio è un messaggio intimo, pieno di titoli felici che parlano di cose piccole ma quotidiane. Ho preso da Fellini i titoli di alcuni film e poi sono andato di mio, dando fiducia alle forme che mi legano a lui per l'impianto surreale, opere che hanno la propria microstoria scritta nella descrizione".

Una mostra che giunge alla sesta esposizione annuale, raccontata insieme al testo autobiografico dello stesso artista, letto ed interpretato nel vernissage dall'attore Pietro Benedetti, che ha dipinto con le parole l'anima e la passione di Fiorenzo.

Il viaggio tra le opere di Mascagna è stato guidato dal professor Aurelio Rizzacasa, che fu suo docente di estetica e lo conosce da tempo. Un momento davvero incantato seguito dai presenti con tantissima attenzione: "Presentare una mostra, come un libro, è sempre difficile perché si rischia di togliere l'originalità. Quindi espliciterò alcuni vissuti da fruitore della mostra., così come l'ho letta - ha sottolineato Rizzacasa -. Mascagna stabilisce una strategia rivoluzionaria, secondo una continuità discreta, non ci sono rotture e questo ci permette di capire le cose.

Supera il limite facendolo diventare trasformazione delle cose che ci circondano, facendoci capire che la vita non può essere in gabbia: con le sue varianti rompe le differenze. Arte e artigianato son cose diverse, così come pittura e scultura e ancora colore e materia: lui collega e costruisce, eliminando le differenze e ricostruendo l'armonia, dando significato al diverso.

Guardando queste opere, con i suoi materiali, i suoi colori, va privilegiata l'unione del diverso; pensare all'arte figurativa e quella informale, che lui mette insieme - ha concluso - come frammenti narrativi che si avventurano nell'astrazione, costruendo una mostra viva, con visione, immaginazione, spettacolo".

Presente all'inaugurazione anche Rosella Lisoni che ha tracciato il Fellini visto da Mascagna: "Fiorenzo si è avvicinato al regista, nella sua rappresentazione del ncaos, restituendocelo con la sua essenza, la sua magia, la forza delle donne; in questi quadri, che non sono scultura e non sono pittura, si ritrova la sua follia, l'elemento clownesco, il mistero, il sogno e l'indefinito".

La mostra sarà allestita fino al 19 novembre, e prevede ancora due appuntamenti pubblici: venerdì 17 novembre alle ore 17.00 incontro dedicato a Pier Paolo Pasolini con Roberto Chiesi, responsabile del Centro Studi-Archivio Pasolini di Bologna e autore del libro "Pasolini e il fantasma del presente (1970-1975)", intervistato da Rosella Lisoni con letture di Anna Maria Fausto e Pietro Benedetti; domenica 19 novembre, finissage della mostra e presentazione del libro "Che cos'è la filosofia" di Aurelio Rizzacasa a cura di Fiorenzo Mascagna.

Ingresso gratuito per gli incontri in calendario. Nei restanti giorni e orari la mostra sarà visitabile con il biglietto di ingresso del Museo.

Teresa Pierini