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Fakes: l'arte "fasulla" in mostra al centro culturale Valle Faul

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VITERBO - Nuovo taglio del nastro comunale: stavolta ad aprire è la mostra "Fakes - Il falso nell'arte da Annio ad Omero", dedicata ai falsi d'autore già presentata a Ferrara e allestitta al Centro Culturale Valle Faul, che dopo Viterbo andrà a Genova.

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Ad accogliere le autorità presenti il padrone di casa, Luigi Pasqualetti, presidente della Fondazione Carivit: "Oggi si completa l'esistenza di questo progetto, la ristrutturazione di un complesso voluta negli anni '90 dall'allora presidente Perugi, con un investimento importante della Fondazione. Ora possiamo dirlo: fu profetico nell'idea di puntare alla riqualificazione di Valle Faul, che oggi è l'entrata più bella della città, e con una mostra nazionale e la convenzione con il Comune è davvero l'avvio del centro culturale che avevamo pensato decine di anni fa".

Un assist per il sindaco Chiara Frontini: "Questo è solo uno dei centri culturali, arte e cultura devono essere la base dello sviluppo della città, come oggi, partendo da una mostra nazionale che valorizza la viterbesità, con Annio e il professore Cordelli, per essere innestati in un processo di crescita".

La mostra infatti si sviluppa principalmente su prestiti di opere d'arte realizzate come riproduzioni ed imitazioni, partendo soprattutto dai capolavori di Alceo Dossena, a cui fanno da controcanto quelli di Giovanni Bastianini, Icilio Federico Joni e Umberto Giunti, che nell'Ottocento realizzarono imitazioni, alcuni arrivando a venderli come autentici. A questa parte già esposta a Ferrara è aggiunta una parte viterbese, partendo dal domenicano Annio da Viterbo, che nel Quattrocento creò marmi assemblati per esaltare le origini cittadine, e Omero Bordo, scomparso quattro anni fa, conosciuto come l'ultimo degli Etruschi, fine realizzatore di ceramiche e bronzi che nulla hanno da invidiare ai reperti archeologici. Prevista anche una sezione dal titolo "Gatti e caricature" con le opere di Franco Cordelli.

A raccontare la mostra il sottosegretario e assessore comunale Vittorio Sgarbi, che come sempre ironizza sulla sua persona: "Vivo in costante conflitto d'interesse, che trovo bellissimo, sono qui in ruolo istituzionale ma anche come prestatore di alcune opere con la fondazione della mia famiglia, supportati dalla fondazione Pallavicino, dove sono direttore artistico. L'arte è tutto un tornare indietro: qui celebriamo Annio, che per anni ha riscritto la storia della letteratura, come ha poi fatto Omero sul mondo etrusco, artisti che hanno vissuto un'epoca vivendone un'altra attraverso l'arte, come Dossena, in grado di riprodurre qualsiasi cosa arrivando a diventare lui stesso artista, attraverso la firma sulle sue opere. Ho immaginato questa ricca mostra per Ferrara con lo scopo di renderla popolare, l'idea era portarla alla fondazione Pallavicino a Genova, che invece ha finanziato l'arrivo a Viterbo con la celebrazione di Annio e Omero, a cui va reso onore anche nella dimensione criminale che, di certo, ha sfiorato. La mostra poi partirà per Genova, al porto antico".

Saluto finale del mecenate di questa esposizione, il Principe Domenico Antonio Pallavicino.

La mostra è visitabile nei fine settimana, dal giovedì alla domenica, e nei giorni festivi dalle 10.30 alle 18.30, ingresso 5 euro, gratuito con il pass Muvi, che comprende tutti i musei di Viterbo, gli under 12 e i diversamenta abili. Biglietto speciale per i cittadini viterbesi, al costo 7 euro, valido sia per la mostra Michelangelo e Sebastiano, musei dei portici, che Fakes.

Teresa Pierini