VITERBO - Presentata la Festa della Madonna della Quercia, patrona della Diocesi di Viterbo e Custode della città. Per la prima volta la conferenza si svolge negli uffici della Curia, uscendo da quelli civici di Palazzo dei Priori, una conferma del sentimento religioso che deve caratterizzare la celebrazione, nel cui alveo si rinnova il Patto d'amore, l'atto di affidamento che più di cinque secoli fa, era il 1467, fecero i viterbesi chiedendo protezione alla Madonna della Quercia, per salvarsi dalla peste che li stava flagellando.
Ed è pensando a quel momento che don Luigi Fabbri, vicario del vescovo, ha richiamato l'attenzione: "Un Patto d'amore che ciascuno deve rispettare secondo i propri ruoli - precisa in conferenza - valori che devono essere sempre più ispirazione del nostro agire, un impegno prima di tutto della comunità ecclesiale, in sintonia e convergenza, perché la collaborazione e la sinergia siano per il bene di tutti".

Una sinergia che quest'anno coinvolgerà i sindaci compresi nel territorio della Diocesi, quindi oltre Viterbo, che firmerà il patto d'amore, presedieranno Montefiascone, Acquapendente, Tuscania e Bagnoregio.
Sabato 7 settembre si aprono le celebrazioni religiose, alle 19 la santa messa celebrata da don Luigi e alle 21 la processione con la sacra immagine della Madonna della Quercia per le vie dek borgo, presieduta dal vescovo emerito Luigi Fumagalli.
Il giorno della festa sarà domenica 8, con possibile indulgenza plenaria. Si parte con le messe delle 8.30, 10,30 presieduta dal Vescovo Piazza, 12.30 con il vescovo emerito Fumagalli. Alle 16.30 partirà da Santa Maria del Paradiso la processione con le confraternite, gli ordini cavallereschi e religiosi, il clero e le autorità civili e militari. Giunti in basilica sarà rinnovato il Patto d'amore, seguito dalla messa.
Per i festeggiamenti alle 18 spettacolo in piazza con il Corteo storico delle famiglie nobili, sbandieratori e musici dell'associazione culturale Pilastro, che sfilerà anche ne corteo formando l'accoglienza d'onore in chiesa. Dalle 18.30 l'associazione Villaggio Querciaiolo aprirà gli stand gastronomici e, a sera, la grande musica di Vasco con Alberto Rocchetti e Alex Masio.
Ancora appuntamenti nelle due settimane seguenti, il 13 settembre alle 21 "La grande bellezza", visita guidata straordinaria notturna in tutti gli spazi del complesso monumentale (a cura della Pro loco Viterbo, per prenotazioni 393.3232478), mentre sabato alle 16.30 la Schola Cantorum Santa Maria della Quercia organizzerà la XXI Rassegna polifonica. Musica anche sabato 21 settembre arriva il gospel, con uno degli appuntamenti del Festival della Tuscia, alle 20.30 con protagonisti The Tallis Scholars.
Il sindaco Chiara Frontini ha confermato l'intenzione di camminare insieme secondo i valori della dimensione civile ed ecclesiali e confermato che la città celebrerà ancora il Patto con un regalo, dopo la fede e lo stemma di Viterbo, quest'anno sarà donato qualcosa dedicato alla comunione e all'unità. Resta la sorpresa, sarà forse un calice o una pisside per ostie? Domenica si scoprirà.
Per il parroco don Massimiliano Balsi: "Il Patto d'amore va ricondotto alle origini, quando i priori e il popolo di Viterbo sollecitarono il vescovo ad una presa di coscienza, dopo aver avuto modo di conoscere i segni della Madonna della Quercia, e il 20 settembre venne siglato, segnando una duplice responsabilita. È necessario tradurre nella vita ordinaria le nostre parole, è necessario metterle in pratica, perché nel Patto si rinnovano desideri ma soprattutto le scelte, bisogna allargare gli orizzonti. Per domenica confidiamo nel bel tempo, ma se dovesse piovere l'appuntamento è alle 17 in Santuario direttamente per il Patto d'amore".

In chiusura l'intervento di Irene Temperini, presidente della Pro loco Viterbo e responsabile culturale della basilica Santa Maria della Quercia: "Da 10 anni collaboro con don Massimiliano per promuovere il patrimonio culturale della basilica. Si parte dalla bellissima processione che vede ospiti anche esterni, come la confraternita della Chiesa Madonna della Quercia di Roma, una delle tante realtà che venera la tegola miracolosa, in questo caso voluta dai macellai che conobbero il culto durante la fiera del bestiame e si tassarono per costruire la chiesa".

A proposito di fiera, che nei secoli scorsi aveva una rilevanza nazionale, man mano si tornerà ad organizzarla, intanto quest'anno torna un accenno di mercatino, dedicato all'artigianato, mentre l'amministrazione annuncia un progetto di crescita futura.
Teresa Pierini
