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Altrove: Giorgio Cantarini e Agustina Risotto affrontano sul palco il conflitto di coppia

Interviste
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ROMA - L'attore Giorgio Cantarini di nuovo a teatro, nella capitale, per il nuovo spettacolo di Agustina Risotto, con cui condivide il palco in "Altrove", il secondo testo di una trilogia dedicata alla donne.

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Agustina prosegue quindi nel solco tracciato da "Commedia in tre donne", scritta lo scorso anno e diventata una piece teatrale dopo aver vinto un premio. Un lavoro nato nel Centro sperimentale di cinematografia ed arrivato a teatro con due amiche e colleghe, che si confrontano tra vita e caratteri contrastanti.

Un successo che ha convinto l'attrice a concentrarsi di nuovo sulla scrittura, stavolta la donna è solo una, una moglie, chiusa in casa con il marito durante il lockdown, come milioni di altre coppie.

A raccontarlo è proprio l'autrice, stavolta all'esordio anche come regista: "E' una commedia, uno spettacolo con molti aspetti comici ma c'è una piega inaspettata, un mezzo che ho utilizzato per approfondire quando una relazione smette di essere sana. Il covid è stato il pretesto per analizzare quanto accaduto realmente, e quanto accade purtroppo ancora - precisa Agustina - raccontando tante violenze domestiche, che hanno influito sul testo dandole una velatura scura. Lo spettacolo cerca di analizzare quando si innesca questo momento".

Un argomento complesso, affrontato con la sensibilità di una donna: "L'ho potuto fare perché mi piace leggere e informarmi sul tema e soprattutto ho analizzato la parte semplice della coppia, che è molto diversa tra loro - precisa l'autrice -. Da questo ho messo in evidenza come è nato un conflitto tra loro, piccoli segnali di allarme, quali ad esempio un pugno sul tavolo o un'alzata della voce. La funzione dell'uomo è importante, il personaggio è molto amabile e disponibile, all'apparenza, ma ha un fine molto più losco. Il testo è molto concentrato sulle parole, che hanno un peso, con battute che a volte fanno ridere ma viste da altri punti di vista possono essere pericolose: i personaggi tirano fuori così i propri mostri".

Un dualismo semantico su cui gioca l'intero spettacolo: "Fin da subito abbiamo pensato ad attimi di leggerezza, andando in scena abbiamo visto che alcune parti che nascevano come comiche non facevano ridere mentre altre che interpretavamo in modo drammatico strappavano risate. Siamo soddisfatti perché il debutto ha dimostrato che lo spettacolo funziona e abbiamo valutato che è arrivata più la commedia che il dramma".

Un risultato impostante alla seconda esperienza di scrittura, spinta dall'apprezzamento avuto nell'opera prima, vincitrice di un premio sulla scrittura dedicato alla nuova drammaturgia, come precisa ancora Agustina: "Scrivo da poco, sono un'attrice ma è servito molto scrivere, in questa trilogia non voglio lasciare una traccia solo intellettuale che non emozioni, è bello vedere che il pubblico si immedesima, e questo per me è importante. In questa seconda esperienza ho un triplo ruolo: scrittrice, regista ed attrice: ho sperimentato sulla mia pelle che fare due ruoli è davvero complicato, per tutto il tempo ho creato la struttura, mi sono trasformata in attrice solo alla fine, immedesimandomi e lasciandomi andare, perché sul palco deve andarci l'attrice. Mi piace scrivere e recitare, poi Renato Giordano, premiandomi, mi ha spinto a fare anche la regia perché c'era un passaggio fondamentale a cui dare direzione".

Dalla donna all'uomo, dall'attrice all'attore, con cui condivide il palco, il "nostro" Giorgio Cantarini, che affronta ogni lavoro con un entusiasmo e una professionalità davvero rara. Anche in questo caso ha dato il massimo, partendo dal testo iniziale fino ad arrivare al debutto.

"Conosco Agustina da anni e in 'Altrove' abbiamo affrontato un percorso fantastico - precisa Giorgio, che interpreta quel marito dipinto da tinte oscure -. Tra noi c'è una grande sinergia e tranquillità, si è creato un bel gruppo di lavoro, cosa che ha dato tanto sulla scena, un'alchimia che è arrivata sul palco e ha fatto la differenza. Mi sono innamorato subito del testo, appena me l'ha letto, ha costruito una storia bellissima, che solo alla lettura lascia molto e fa nascere interrogativi. Dovevo partire per l'America ma ci ho pensato e ho deciso di imbarcarmi con lei in questo viaggio. Penso di aver avuto ragione, perché il personaggio mi ha colpito e ho visto tante cose mie, da persona che perde in amore come mi è capitato, ho rivissuto i problemi di coppia e addirittura elaborato quel lutto".

Ogni attore mette un pezzo di sé quando recita e Giorgio non si sottrae: "Faccio un personaggio complesso, con tante sfaccettature, ma portato in scena in modo naturale perché ci ho messo tante cose personali. Il debutto è andato alla grande, con un'accoglienza fantastica del pubblico. E' piaciuto a tutti e anche le critiche ricevute sono state presentate in modo soggettivo pur apprezzando lo spettacolo. Un banco di prova superato, molti hanno avuto modo di riflettere e il pubblico ne ha parlato il giorno dopo, perché ciascuno ha notato cose diverse. Il rapporto uomo-donna viene analizzato secondo i due punti di vista. Ho ricevuto tanti complimenti e anche essendo in scena ho avvertito di aver conquistato il pubblico, prendendo molto dell'empatia che mi arrivava. E' stato bello poter tirare fuori anche il lato comico, cosa che mi era capitato poche volte. Il testo provoca risate di tensione, quasi di disagio, specie quando vengono dette parole amorose ma in modo terribile, ingombrante e pesante, che fa ridere amaro".

Un’esperienza che Cantarini mette nel suo bagaglio, giusto il tempo di preparare le valigie e volare oltreoceano: "Ad inizio maggio vado in America, recito di nuovo in inglese in 'Lions don't hug' (I leoni non si abbracciano, spettacolo che lo ha visto protagonista di successo a New York nel 2020, ndr). Tre mesi, e poi torno, perché credo sia giusto investire su 'Altrove', uno spettacolo sulla vita quotidiana che colpisce e tocca chiunque".

Un primo passo, un numero zero che ha creato una base fondamentale da cui partire, come conclude Agustina Risotto: "Siamo nella fase dell'uscita dello spettacolo, sperando di arrivare a chi va meno a teatro, mi piacerebbe far avvicinare le persone che normalmente non vengono e magari tradurlo. Su Giorgio solo complimenti, ha un talento straordinario, abbiamo studiato insieme al Centro sperimentale e abbiamo sempre condiviso precisione e massimo impegno. Lavorare con lui in questo periodo, in cui ha messo intelligenza, passione e qualità, è stato un grande regalo per questo testo".

Teresa Pierini