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Il mondo culturale abbraccia il neo direttore Alessandro Mascherucci

In Provincia
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CAPRAROLA - I giardini superiori di Palazzo Farnese hanno accolto, ieri mattina, istituzioni e il jet-set culturale della Tuscia, insieme a prestigiosi ospiti nazionali e internazionali: tutti insieme per salutare il nuovo direttore, architetto Alessandro Mascherucci, ufficialmente in servizio a capo delle Ville Monumentali della Tuscia (Palazzo Farnese a Caprarola, Villa Lante di Bagnaia, Palazzo Giustiniani a Bassano Romano e Palazzo Altieri ad Oriolo Romano). 

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Un momento conviviale e di caloroso saluto a cui hanno partecipato le autorità del territorio, sindaci, vice ed assessori, quelle militari, soprintendenti, il prefetto di Viterbo e tantissimi protagonisti del mondo culturale, specie di matrice farnesiana.

Nel corso della cerimonia il direttore Mascherucci ha sottolineato come l'incarico rappresenti "un'opportunità per mettere a sistema esperienze maturate negli anni e contribuire alla valorizzazione di un patrimonio unico, profondamente radicato nella storia e nell'identità della Tuscia". 

Il percorso professionale di Mascherucci include, tra le esperienze più significative, l'attività svolta presso il Ministero per i beni e le attività culturali nell'ambito del Comitato internazionale per il quinto centenario del Vignola, nonché l'impegno nelle iniziative dedicate a Luigi Einaudi, che hanno contribuito a definire un approccio basato sul dialogo tra ricerca, memoria storica e partecipazione civile. 

La cerimonia si è peraltro svolta in un luogo fortemente legato ad Einaudi, secondo Presidente della Repubblica Italiana, che lo scelse come residenza estiva durante il suo mandato (1948-1955). Il presidente soggiornava nella "Palazzina del Piacere" situata, appunto, nei giardini alti del palazzo. Nello stesso luogo ha inoltre soggiornato, negli anni '90, l'allora Principe Carlo d'Inghilterra, oggi re Carlo III, durante le sessioni di studi di architettura che interessarono la Tuscia, tra Villa Lante e Palazzo Farnese, dove accolse promettenti architetti inglesi. 

Tra le linee programmatiche illustrate, particolare rilievo assume il progetto di realizzazione, presso la Palazzina del Piacere di Palazzo Farnese, di uno spazio espositivo dedicato alla figura del Presidente Einaudi, concepito come luogo dinamico di incontro tra attività espositiva, ricerca e formazione.

Accanto a questo intervento, è stato evidenziato l'impegno per il restauro e la piena riapertura al pubblico del complesso di Palazzo Giustiniani di Bassano, con particolare attenzione sia alla residenza storica sia al parco formale al Barco, restituendole l'unità e la piena fruibilità. 

Parallelamente per Villa Lante a Bagnaia, recentemente interessata da interventi di restauro finanziati con fondi PNRR, saranno attivate nuove iniziative di valorizzazione culturale, finalizzate a rafforzare il ruolo come centro vitale di produzione e diffusione culturale. Per Palazzo Altieri a Oriolo si intende invece sviluppare una più marcata capacità di attrazione turistica, anche attraverso programmi di formazione, residenze artistiche e attività culturali in grado di coinvolgere pubblici diversi e qualificati. 

Parole condivise dalle tante personalità presenti, che hanno sottolineato il grande lavoro di valorizzazione, come lo storico dell'arte Claudio Strinati: "Questa è una giornata per me più che bella, quale cultore di questo palazzo che ho studiato da tempo e, incredibile, non avevo mai visto i giardini superiori.  L'impressione è stata pazzesca, ho saputo che presto sarà ripristinata la vetrata del loggiato e vedremo la palazzina così come la videro i Farnese. Confesso che, per qualche giorno, vorrrei essere un erede Farnese, godendo della bellezza dell'architettura di questo luogo, perfettamente immersa e sposata alla natura". 

Presente entusiasta anche il prefetto Pomponio: "Una location meravigliosa che non conoscevo. Sorprendente l'attenzione che è stata messa nell'intervento di recupero, specie quella effettuata sul verde.

Questo luogo ha potenzialità enormi per il territorio - ha aggiunto il prefetto di Viterbo - può costituire una sorta di sistema complesso che collega altre eccellenze, creando un circolo di visite importanti come quelle odierne, che porteranno beneficio alle quatto ville rinascimentali e il territorio stesso. Ora, come mi piace dire sempre, dobbiamo lavorare, lavorare, lavorare". 

Immancabili soprintendenti in carica e non solo giunte dalla Capitale, tra cui Margherita Eichberg, che saluta così l'arrivo del collega architetto: "La soprintendenza dell'Etruria esprime entusiasmo per Alessando, una persona che tutti coosciamo, essendosi dedicato agli studi sul Vignola, merito del suo attivo impegno nel centro studi" così come il mondo universitario, con il professore Unitus Parlato, tra gli organizzatori delle Occasioni Farnesiane con i colleghi Marini e Procaccioli: "L'arrivo di un direttore definitivo rappresenta  un ottimo inizio per le Ville monumentali della Tuscia e tutto il territorio". 

Un territorio che ha visto i Farnese protagonisti anche nell'Alta Tuscia, in quello che fu il ducato di Castro, ricordato da Stefano Aluffi Pentini (proprietario della Rocca di Ischia di Castro): "Un momento fondamentale per questo territorio, che vanta quattro monumenti preziosissimi, oggi rappresentati con unica visione e direzione, che possa giovare a farli conoscere ad un pubblico sempre maggiore ma interessato ad immergersi in realtà uniche, sperando che possano far aumentare l'interesse alle altre realtà del Ducato di Castro, qualcosa che dia conoscenza a rocche, castelli e palazzi presenti in tutto il viterbese". 

"La valorizzazione del patrimonio culturale - conclude il neo direttore - passa attraverso una governance partecipata e una visione condivisa, in grado di generere sviluppo culturale, sociale ed economico duraturo". La cerimonia, oltre ad essere un momento istituzionale, è anche l'avvio di un percorso che punta a rendere le Ville monumentali della Tuscia un modello di integrazione tra tutela, innovazione e sostenibilità, in un dialogo costante con le istituzioni e il territorio.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi