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Terre della Tuscia promosso dal consigliere Sabatini: "La Regione pronta a proteggere i marchi territoriali"

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TARQUINIA - Promozione del territorio in occasione del Divino Etrusco: Terre di Tuscia, il progetto della Famiglia Cotarella giunge anche a Tarquinia, sotto  bellissimi affreschi della Sala delle Feste di Palazzo Bruschi ad incorniciare splendidamente l’evento trasformandolo in una serata magica.

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Presentato da Enrica Cotarella con la moderazione di Francesco Corsi, alle tante personalità intervenute: il consigliere regionale e capogruppo di Fratelli D’Italia Daniele Sabatini, il consigliere comunale e provinciale Stefano Zacchini, il Comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia Michele Castaldo, il sindaco di Canino Giuseppe Cesetti, il sindaco di Monte Romano Maurizio Testa, i consiglieri comunali Laura Amato, Stefania Ziccardi, Gabriele Ciurluini, Roberto Borzacchi, Federica Guiducci, presidente dell'assise tarquiniese, l'assessore Zacchei e naturalmente il sindaco Alessandro Giulivi affiancato dal vicesindaco Luigi Serafini, a presiedere la serata e a dare il benvenuto ai presenti.

Enrica Cotarella, ambasciatrice del progetto di famiglia, fortemente voluto dalle tre "sorelle" ha spiegato cos'è la Tuscia per lei: "Cuore, amore, perché vivo in maniera viscerale il territorio, pur essendo di origine umbra ma fin da piccola zio e papà hanno investito a Montefiascone. Lego la mia infanzia ad un luogo che ha un concentrato di bellezze e bontà invidiabile nel mondo, una grande opportunità di crescita ma per uscire fuori dobbiamo fare sistema. La Toscana è forte perché comunica un solo territorio e lo stesso avviene in Francia, basti pensare al Bordeaux e allo Champagne, diventato marchio internazionale per tutti i produttori della zona. Terre di Tuscia serve per mantenere e sviluppare il territorio, anche con gesti simbolici come abbiamo fatto all'avvio, unendo in una brocca le terre dei tanti Comuni coinvolti. Abbiamo lavorato tanto in questi anni - conclude - ed ora abbiamo materiale necessario per partire, come stiamo facendo con l'università della Tuscia, dove gli studenti della docente Chiara Moroni stanno analizzando le motivazioni valide per investire in questo territorio, anche per renderlo attrattivo ai giovani; un progetto che diventerà evento itinerante e un festival che si svolgerà nel 2024. Andiamo verso il Giubileo, non sottovalutiamo questa occasione".

Un evento fondamentale ma non l'unico, come ricodato da Daniele Sabatini: "Tre sono gli appuntamenti davanti ai nostri occhi: Giubileo, l'eventuale conquista di Expo per Roma e di nuovo il Giubileo straordinario nel 2033, dedicato al secondo millennio dalla morte e resurrezione di Gesù Cristo.. E' necessario identificare il territorio, ho notato con piacere che Riccardo Cotarella come titolo durante la premiazione al Vinitaly ha scelto 'docente Unituscia', uno tra i tanti ruoli che vanta, ma ha scelto questo. Un vanto per noi e uno sprone a lavorare, infatti confermo che come istituzione ci siamo, in Regione Lazio stiamo elaborando la proposta di sostegno dei nomi collettivi, come Tuscia viterbese ma io penso al più ampio marchio Tuscia, e dobbiamo avere il coraggio di investire in questi progetti, già è sul tavolo una risorsa da 500.000 mila euro. Inoltre c'è una commissione speciale sul Giubileo di cui faccio parte insieme a tanti capigruppo - ha concluso - ed è forte l'entusiasmo e tanta la volontà a farlo diventare un evento laziale, coinvolgendo tutto il territorio, basti pensare l'importanza del miracolo eucaristico a Bolsena. Ora è necessario fare buona comunicazione".

Ancora una volta si conferma l'interesse nel crederci, ora è necessario agire, come precisato dal sindaco Giulivi: "E' necessario puntare sul saper vendere questo territorio, gli etruschi esportavano vino ovunque, poi ci siamo fermati e non abbiamo sfruttato la loro eredità. Dobbiamo recuperare, e non ci scordiamo che siamo patrimonio UNESCO e il vino è dipinto nelle tombe. Le terre della Tuscia sono in grado di offrire una grande varietà e ricchezza, che si esprimono nella loro pregiata produzione vinicola ed enogastronomica, a cui si aggiungono la bellezza dei paesaggi naturali sontuosi e le ricchezze culturali e storico-artistiche, in un mélange perfetto di cromie e sapori sublimi che rendono i nostri territori luoghi speciali che devono essere promossi, fatti scoprire ed assaporare da un pubblico sempre più vasto ed attento”.

Un impegno che sta dando tanti frutti alla manifestazione appena conclusa, come precisato dal vice Serafini: "Per il secondo anno abbiamo lanciato il Divino Etrusco al Vinitaly grazie alla Regione Lazio ed Arsial, che ci sono vicini. Il primo sabato in passeggiata sono state stimate 30 mila persone, con un aumento ciclico del 15%, sommato alla stessa crescita dell'anno precedente, un trend sempre positivo. Sentire che Terre della Tuscia può essere pronto a diventare marchio riconosciuto dalla Regione ci indica la strada da seguire".

La serata è proseguita con un buffet a base di prodotti tipici del territorio, accompagnati da degustazione di vino della Famiglia Cotarella, e subito dopo, al secondo piano di Palazzo Bruschi Falgari, dalla presentazione dell'etichetta Aita realizzata per Muscari Tomajoli dall'artista Guido Sileoni, proprio nella sala delle esposizioni che ospita fino al 28 agosto la sua mostra personale.

Presentato da Carlo Zucchetti, presente il titolare della cantina, l'artista e ovviamente l'amminsitrazione, il pubblico ha avuto l'onore di assaggiare, serviti come sempre dai sommelier Fisar, il montepulciano in purezza da alcune delle preziose 56 magnum, imbottigliati e offerti solo nelle degustazioni. Un vitigno del 2019, affinato in pregiate barrique T5 Taransaud per 18 mesi e altri 9 in bottiglia, dominato da un'etichetta senza descrizione, con la sola immagine di Aita, divinità etrusca dell'oltretomba, raffigurata nella Tomba dell'orco e reinterpretata con forte impatto emotivo da Sileoni.

Il pubblico ha poi proseguitto visitando l'interessante mostra dell'artista.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi