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Centoundici amministratori scrivono a Zingaretti, Speranza e prefetto Bruno: "No alla zona rossa"

In Provincia
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VITERBO - Centoundici firme di amministratori della Tuscia hanno sottoscritto una lettera inviata al Ministro Speranza, al Presidente Zingaretti ed al Prefetto Bruno per intervenire su una Zona rossa che nessuno comprende.

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Sono questi i gesti che vogliamo, veri, concreti. Che poi l'iniziativa sia stata avviata da Luca Profili, sindaco di Bagnoregio, sempre attivo per i suoi cittadini e non solo, non è un caso.
A testa bassa ha subito espresso dubbi per una zona rossa assurda per la Tuscia, non ha cercato consensi, non ha urlato all'avversario, non ha criticato chi non si è sentito di sottoscriverla.
Ha fatto, ha scritto, ha coinvolto. E ha ottenuto.

La lettera (che pubblichiamo sotto con una prima parte di firme) si basa sui dati: il viterbese ha avuto un decremento dei contagi del 5%, rilevamento 8 marzo, in controtendenza sulle altre province, +10% Rieti, +8 Frosinone, +7 roma e +1 Latina, con un dato medio del +5%.
La missiva prende esempio da quanto accaduto in Toscana ed Umbria, in quest'ultima ricordiamo che le restrizioni  hanno riguardato la provincia di Perugia e alcuni Comuni del ternano, quelli con dati più gravi.

Lo stesso si chiede per la Regione Lazio, semplicemente lo stesso trattamento.

Gli amministratori chiedono quindi "di applicare una valutazione più capillare degli indici di contagio di ogni Comune e quindi dell'intera provincia di Viterbo, per non vedere di nuovo penalizzati i nostri concittadini, gli studenti e tutte le attività economiche delle nostre città. Inserire la Provincia di Viterbo in zona arancione".

Una lettera sottoscritta da molti Comuni, tanti sindaci e consiglieri, compresi assessori del Comune di Viterbo. Crediamo che il dovere del presidente Zingaretti sia di tenere conto delle esigenze di tutta la Regione che amministra, evitando di farci sentire figli di un Dio minore, che pagano i danni di altri.

Infine, quando questa città,  il capoluogo, comprenderà che servono più i fatti che le chiacchiere sui social, magari fatte ad arte per ritrovare una luce in vista di tornate elettorali, Viterbo sarà un posto migliore.

Teresa Pierini