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Chiesa Santa Maria in Gradi: la Soprintendenza presenta le prime attività di restauro e indagine

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VITERBO - Mercoledì 29 maggio si è svolta la visita al cantiere di restauro e valorizzazione della Chiesa di Santa Maria in Gradi, un momento significativo per condividere con il pubblico i primi risultati delle attività di cantiere promosse dalla Soprintendenza.

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Un progetto che ha permesso di riprendere i lavori, iniziati nel 2001, continuati fino al 2007 e interrotti nel 2008, dopo la realizzazione della copertura della navata e del transetto, in questo monumentale complesso.

Nell’ultimo anno sono state completate le indagini e gli studi preliminari legati alla verifica della vulnerabilità sismica, comprensive delle indagini geofisiche e archeologiche e la messa in sicurezza delle aree scoperte. 

Le ricerche archeologiche, in primo momento legate alla definizione dei livelli di fondazione delle murature della chiesa settecentesca hanno interessato anche i piani pavimentali, portando alla documentazione di tutti i resti ancora conservati. In un secondo momento le indagini sono state ampliate con una campagna di saggi archeologici che hanno interessato, parte del coro, del presbiterio e del transetto.

Tali indagini hanno permesso di approfondire e di comprendere l’evoluzione della chiesa, portando alla luce un complesso sistema di cavità sotterranee, alcune strettamente legate alla chiesa stessa. La presenza di alcuni tagli sul banco roccioso, confermano quanto riportato dalle fonti, circa l’esistenza nell’area di una sorgente nota fin dall’epoca romana.

Tutti i materiali rinvenuti – lapidei, ceramici e numismatici – saranno restaurati, catalogati e studiati così da definire i momenti di vita e di obliterazione di tutte le evidenze archeologiche individuate.

"L’auspicio è che i nuovi dati possano essere condivisi, raccontati ed esposti all’interno della chiesa - sottolineano dalla Soprintendenza -  che diventerebbe soggetto narrante della sua storia e dell’area circostante. La visita è stata quindi un importante occasione di condivisione sullo stato di avanzamento dei lavori e sulle prospettive di valorizzazione del sito stesso che, anche nella sua veste attuale alterata dai danni bellici e dall’uso improprio che ne è stato fatto destinandolo a carcere, mostra con ancor maggiore evidenza la sua straordinaria bellezza".