VITERBO - Sean Kanan, il Deacon di Beautiful, sta concludendo in città le riprese del quinto episodio della serie Tv “Bloodhound”, ideata, scritta e diretta da Michele Kanan, moglie dell'attore, e che vede tra i protagonisti anche Jennifer Gareis, che nella soap americana interpreta Donna, con un cameo del regista Claudio Fragasso, nel ruolo del prete.
Parata di stelle, quindi, alla corte di Pierpaolo Lazzarini, amico di lunga data di Sean, che ha accolto la troupe al Paradosso Village, location messa a disposizione per eventi, spettacoli e, a breve, con un bar che impreziosirà la zona tra Pianoscarano e lo storico quartiere di San Pellegrino, collegate dall'antico ponte del Paradosso.
Sean Kanan, nel ruolo di Special Agent Chris Stone è affiancato da Jennifer Gareis, che interpreta la moglie, Justin Torkildsen, Juliet Vega e Lorraine Ziff, con Orlando Jones nel cast principale.
Nell'affascinante location, tra stanze che trasudano storia, il parco e la fontana, gli attori raccontano qualcosa di sè e della serie.

Partiamo da Claudio Fragasso, che torna in città dopo molti anni, ricordando quando fece il car alla Vam, racconta l'importanza per un regista di vivere l'esperienza dall'altra parte della telecamera: "Per dirigere un attore bisogna averlo anche fatto - spiega Fragasso - bastano piccole parteciazioni, perché l'attore è solo, come il regista, e agisce su due piani, quello razionale, per capire il copione e quello inconscio, irrazionale, necessario a dare emozione. E' il legame con il regista che permette di fare le scelte giuste e avendo anche recitato si può comprendere come comunicare e creare il giusto feeling emotivo".
Al trucco incontriamo Jennifer, pronta a vestire i panni della bellissima moglie Jessica. L'attrice ha appena trascorso le vacanze tra la Sicilia e Capri, con la famiglia, e ha scoperto che alcuni suoi antenati provenivano proprio dall'isola italiana (foto con il produttore).

E a proposito di antenati è Michele Kanan a vantarne di importante lignaggio, addirittura provenienti dalla famiglia di Pierfrancesco II Orsini, detto Vicino, e Giulia Farnese, come racconta la regista: "Ho avuto la possibilità di visitare il Sacro Bosco e sentivo un'atmosfera familiare, come se fosse un luogo conosciuto, per poi scoprire il legame con chi creò il parco, che ho avuto modo di visitare nella tomba al Tempietto. Questi luoghi li sento molto vicino da subito, da quando mi portò qui mio marito Sean, per questo ho scritto e pensato l'episodio ambientandolo a Viterbo, dove vengono clamorosamente rintracciate le opere trafugate a Boston quasi quarant'anni fa".
La serie racconta, infatti, uno dei furti più clamorosi della storia, avvenuto il 18 marzo 1990, all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston. Due ladri, vestiti da poliziotti, approfittando della distrazione della vigilanza, rubarono 13 opere d’arte dal valore complessivo di 500 milioni di dollari, tagliando le tele e lasciando attaccata le cornici.

"Per l'FBI il caso è ormai archiviato e restano tanti interrogativi - prosegue Michele - tra cui il legame con alcuni terroristi dell'Ira che arrivarono a chiedere lo scambio in cambio di immunità. La nostra storia permette di mettere in scena il recupero da parte di un agente. Abbiamo pensato a Viterbo perché ormai è come ritrovarci a casa, tanto che l'abbiamo persino comprata, per essere parte di questa bellissima comunità, piena di storia".
Al centro del racconto uno dei quadri rubati, Chez Tortoni, dipinto dell’artista francese Édouard Manet nel 1875.


Infine Sean Kanan, incontrato mentre le abili truccatrici di scena lo preparano per le riprese, invecchiandolo a dovere: "Sono un agente dell'FBI la cui narrazione parte dal '90 a Boston, coinvolto nella ricerca dei criminali, spinto da una grande forza nel trovare i colpevoli che, dal tempo del furto, mi porta agli anni contemporanei, ancora convinto di poter risolvere il caso, come se fosse l'ultima cosa da fare prima di lasciare il lavoro" precisa l'attore.
Una soluzione che troverà proprio a Viterbo, una città a cui è legato da tantissimi anni: "Conosco Pierpaolo da almeno 25 anni - prosegue parlando di Lazzarini, impegnato anche lui nelle riprese - ed è un grande piacere girare qui, dove ci sentiamo come a casa.


Michele poi è un grande talento e nella serie è coinvolta anche la figlia Julie, con cui ho girato Studios City, vincendo anche 6 Emmy nel 2020 (la serie è visibile su Amazon, ndr). E' bello mescolare vacanza e lavoro, dove metto tanta passione, la stessa che mi lega a Viterbo. Volevo comprare qualcosa che conoscevo - conclude - e che realizzasse il sogno di avere un luogo dove riposare quando sono libero. Basta guardarsi intorno, il Parco dei Mostri, Civita di Bagnoregio, le terme, un centro pieno di storia e anche la Macchina di Santa Rosa con la forza dei suoi 100 uomini, che ho visto qualche anno fa con Pierpaolo. Cercavo una cittadina che fosse affine a quella della mia infanzia, in Pennsylvania, e l'ho trovata". Sean tornerà in America per girare un film, sempre diretto da Michele, dove interpreta un senatore, e poi il ritorno sul set di Beautiful, che dopo tanti anni cambia studi di produzione.
“Bloodhound”, andrà in onda in America, sperando che sia trasmesso anche in Italia, la produzione esecutiva è stata affidata a Giuseppe Milazzo Andreani, affiancato da Alberto De Venezia, entrambi attivi nel contesto dell’audiovisivo italiano (in foto con Sean già pronto per le riprese).

L’intera troupe è composta da professionisti italiani, un valore aggiunto che garantisce autenticità estetica e profonda conoscenza del territorio, nello specifico del quinto episodio tra le splendide cornici di Roma e Viterbo, due location ideali per esaltare il fascino autentico e storico del territorio italiano.
La fotografia è curata di Nicolas Peruto, mentre i costumi sono disegnati e realizzati da Antonella Balsamo, elementi chiave per conferire al progetto coerenza visiva e valore estetico.
L'importanza di questo set per la città è nel nome di Viterbo che risuonerà oltreoceano, mostrando alcune bellezze cittadine, l'unico modo che permette al cinema e alle produzioni televisive di creare un indotto, rendendo immediatamente riconoscibile il territorio, grazie, in questo caso, alla lungiminanza di un imprenditore privato, Pierpaolo Lazzarini, che ha aperto le porte del Paradosso.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
