VITERBO - Si presenta alla stampa il nuovo prefetto S.E. Sergio Pomponio, mostrando fin da subito l'interesse a tessere un rapporto costruttivo per l'opinione pubblica. E giusto il tempo di raccontarsi e l'argomento finisce subito su Santa Rosa, e non solo.
Andiamo per gradi. Il dottor Pomponio spiega subito le sue preferenze: sicurezza, protezione civile e gestione accoglienza migranti. Sono questi i temi che mette al centro del suo operato iniziato oggi nella Tuscia, con base nella città dei papi. "Credo nella massima condivisione con il territorio, sia i cittadini che le istituzioni, puntando l'attenzione sulla sicurezza, che è un mio compito ma non l'unico, per questo la 'leggo' come luogo sicuro, lavorando sui temi che preferisco, la protezione civile, l'accoglienza degli stranieri e il coordinamento tra realtà".
Fa capire subito che andrà oltre il racconto, quello che vuole è vedere con i suoi occhi, magari come semplice cittadino, come ha già fatto ieri, uscendo dal casello di Attigliano e attraversando la porzione di territorio verso Bomarzo, Vitorchiano e Viterbo, e anche a piedi, con la passeggiata serale in centro.
"La violenza urbana va valutata per comprendere le specificità - ha proseguito - ad esempio è importante il fronte delle occupazioni, diffuse in molti comuni ma soprattutto nel capoluogo, poi l'accoglienza ai migranti, per cui vanno evitate le grosse concentrazioni ma va anche facilitata l'integrazione dando risposta e possibilità di restare a chi ha diritto. I problemi sono fatti per essere risolti, io sono qui per trovare soluzioni. Girando in auto ho già notato problemi di viabilità, di cui ho parlato con la Polizia e il presidente della Provincia, a cui ho evidenziato quanto sia pericolosa l'uscita dell'E45 verso Vitorchiano, non è possibile che non si veda nulla. Il mio riferimento è l'interesse pubblico - ha aggiunto - che per me è bene comune, per questo sono abituato a prendere sempre decisioni".
Fermo e deciso, pronto ad un sfida importante che vuole vivere in prima persona, ritagliando ogni tanto spazio per tornare dalla famiglia, restata a Bergamo. "Girerò per l'immenso appartamento fermandomi ogni tanto qua e là, così da usarlo tutto", ironizza parlando dell'alloggio previsto nel palazzo del Governo.

Tema caldo per Viterbo in ogni estate che si rispetti, ovviamente Santa Rosa, festa di cui si è già opportunamente informato, sia dal suo staff che guardando direttamente in città: "Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa ha una grande importanza per un evento da considerare spettacolo, e andrò a verificare quanto già è stato interessato in passato, specie l'importanza delle vie di fuga, che approfondirò, in quanto devono essere vere. In un passato recente ci si è basati al contapersone, fatto con dovizia, ma l'autorizzazione deve essere legata al nostro parere tecnico e relative prescrizioni. La sera del 3 settembre, nel centro storico, sono riunite migliaia di persone in spazi limitati e per un tempo ridotto, che dobbiamo proteggere, evitando anche reati. Quindi sicurezza per lo spettacolo e per i partecipanti a cui aggiungerei quella per l'ospitalità, pensando ai personaggi che saranno invitati. Sarà un giorno speciale perché il mio è un debutto da onorare: mia madre, che è mancata da poco, si chiamava Rosa - ha confessato, mostrando già un forte legame verso la Patrona -. Ieri ho fatto il 'turista per caso' per verificare direttamente le criticità e ho anche visto il percorso della Macchina, notando già qualcosa. E' necessario guardare con occhio estraneo il luogo, è fondamentale, anche se mi riporta il ricordo della mia origine irpina, e magari la festa dei Gigli di Nola, che però è diversa, qui è la forza umana dei Facchini a dominare".
Si mostra profondo conoscitore del mondo culturale, e sarà sicuramente un "turista" appassionato: "Questo territorio ha una grande tradizione e cultura, per questo lo trovo stimolante, ed è davvero importante la storia dei Farnese che mi lega per gli anni passati a Parma. In passato ho visitato spesso Civita di Bagnoregio ma ora vorrei vederla coperta dalla neve - confessa, sperando che sia il Generale Inverno a dargli soddisfazione -, l'ho vista in una foto e l'ho trovara affascinante. Inoltre sono un appassionato conoscitore di San Bonaventura. E ancora, uscendo da Attigliano ho notato Mugnano, il paesino nel comune di Bomarzo, dove andrò. Non mancherà una visita a Palazzo Farnese a Caprarola, giusto per citare i primi luoghi dove trovare il bello e gioire del segreto migliore, quello del meravigliarsi. Penso che sarà una grande soddisfazione, ora, andare a Roma e poter dire al collega che da noi c'era già tanta storia molto prima di loro" conclude.
Gli incontri istituzionali inizieranno domani, con quello già in programma con i sindaci della Provincia, per poi proseguire con riunioni mirate nelle singole realtà. "Sono pronto a lavorare per meritare la stima dell'opinione pubblica" ha concluso salutando la stampa presente.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
