A Viterbo il neo candidato presidente Pirozzi: racconto di cuore, scarponi e libertà

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VITERBO - La prima uscita pubblica del Pirozzi candidato Presidente è proprio nel città dei papi, dopo l'ufficializzazione della Lista dello Scarpone - Pirozzi: parte la battaglia verso la Pisana.

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Inizia dalla fine il racconto dell'incontro odierno con il sindaco di Amatrice, quella parte da lui dedicata ad affrontare il tema più importante, l'annuncio, sempre di oggi, relativo alla sua candidatura come presidente della Regione Lazio.

“Tanti amici mi hanno spinto a fare qualcosa per il territorio – ha precisato Pirozzi – ma non mi faccio mettere marchi, oggi ho deciso di candidarmi a presidente, faremo la nostra squadra, con donne e uomini con gli scarponi, chi ci vuole stare ci sta. Tutti sanno che sono un uomo di centro destra, anzi decisamente più di destra, ma vado per la mia strada, non mi ci vedo a trattare. E' necessario avere conoscenza del territorio per fare le scelte giuste, solo chi ha conoscenza riabilita la Nazione”.

Quella conoscenza più volte citata nell'incontro, spesso come carente, da chi ha governato e gestito nel post terremoto, per gran parte raccontata nel libro La scossa dello scarpone presentato alle Terme dei Papi, davanti ad una sala piena, per gran parte di simpatizzanti e amministratori del centro destra, tra cui il sindaco di Tuscania Bartolacci, e i consiglieri viterbesi Marini, Micci, Grancini e Ubertini, con tanti ex.

Sergio Pirozzi nell'incontro viterbese

Il libro si offre così come una bozza di documento programmatico di Pirozzi, dove racconta la vita nei piccoli borghi, il contatto con la natura, il legame con la propria terra, luoghi dove si portano gli scarponi e non i mocassini o i tacchi alti. Il primo cittadino di Amatrice ripercorre il suo passato nello sport, da tennista e calciatore prima, da allenatore poi, e la scelta di lasciare il mondo del professionismo per scegliere di essere sindaco, a 600 euro a mese, e allenare poi squadre dilettantistiche.

“E' stata una scelta di cuore, di amore, come ogni scelta che ho fatto nella vita, come il cuore di tanti italiani che ci hanno aiutato inviando i loro aiuti direttamente nel conto corrente del Comune. Sono stati loro a salvarci, loro che erano figli di un padre fermo, lo Stato, che ha dimenticato gli scarponi per i mocassini. Con quei soldi abbiamo coperto le lacune che sono venute fuori – sottolinea raccontandosi – come alcuni metodi di calcolo standar nati per far ripartire le aziende, dove i fondi non bastavano ci abbiamo pensato noi. Ringrazio anche il mondo dello sport che ci è stato vicino, ricostruendo campi e palazzetti per la nostra gente. Come si può pensare di usare i fondi donati via Sms per realizzare opere pubbliche? Quei soldi devono andare ai Comuni, le opere pubbliche spettano a quel padre, allo Stato. E' necessario investire nei territori marginali, i luoghi dimenticati, spopolati in passato, e farlo seriamente. La legge sui piccoli Comuni porterà in media 20mila euro ciascuno, si può fare una piazza magari, ma se quella piazza non vive e non è frequentata a cosa serve? Mi sono opposto a molte decisioni, come quando ho contestato la decisione di aiutare insieme tutti i 131 comuni del cratere, prima bisognava aiutare chi aveva le zone rosse, e ho fatto molto rumore, come per la visita di Mattarella, quando ironizzai dicendo 'un presidente al giorno toglie le macerie di torno', è bastato l'annuncio di quella visita per far partire i cantieri, dovrebbe venire più spesso o anche solo annunciarlo”.

Ma non chiamatelo eroe, non ci si sente: “Eroe è chi rischia la vita e chi si sacrifica per gli altri, io sono felice di essere vivo e provo a fare il meglio. Ho un solo pregio, sono un uomo libero e ho potuto fare la voce grossa con Renzi, Gentiloni o Errani, ma sempre con lo scopo di ottenere qualcosa per il territorio. Sarebbe stato più facile scendere in piazza e manifestare, sicuramente qualcuno sarebbe stato felice, ma io ho sempre preferito rendermi utile e dare soluzioni”.

Parte da Viterbo il viaggio di Pirozzi, ufficialmente candidato libero, a cui si aggiungerà sicuramente un folto gruppo di partiti di centro destra, pensando alla sfida di primavera, già sicura con Zingaretti per il Pd e la Lombardi per il Movimento 5 stelle.

Teresa Pierini

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