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La comunicazione secondo Palazzo dei Priori: sito, app e pubblicità per pochi

Il sito del Comune... con le comunicazioni ferme a luglio 2017

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VITERBO - La comunicazione sta particolarmente a cuore all'amministrazione, talmente tanto che spesso la vox populi ha parlato di annuncite. Ma si sa, la gente mormora.
E allora proviamo ad analizzare qualche semplice esempio, sperando che l'assessora alla comunicazione, Luisa Ciambella, abbia un pizzico di tempo per leggere.

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Partiamo dal sito istituzionale del Comune di Vitterbo, lanciato in pompa magna senza rendersi conto che la foto principale riportava l'immagine di Orvieto, gaffe clamorosa, e con pompose dichiarazioni del tipo "ora si che abbiamo uno strumento valido e aggiornato". Si aggiornatissimo, a luglio 2017 (vedi la foto d'apertura). Due mesi fermo, che in linguaggio informatico diventano un'eternità. Inutile dire che c''è Visit Viterbo, chi cerca nei motori di ricerca Comune di Viterbo finisce in quel sito, che riporta per legge tutte le comunicazioni amministrative aggiornate, ma che per le informazioni sulla sinistra è arenato in spiaggia, quella dell'estate 2017.

Sempre all'assessora Ciambella chiediamo poi notiizie in merito all'App del Comune spiattellata in ogni conferenza del periodo di Santa Rosa: l'abbiamo visionata e casualmente, nella sezione News, che dovrebbe riportare le notizie inerenti la città sono caricati articoli di una sola testata, con tanto di credits-link che di fatto è una pubblicità. Perché accade questo? Chi ha ordinato di attingere solo da un giornale? Oppure, se la redazione di quel giornale prepara dei testi specifici da caricare nell'App, perché non chiederlo a tutti e lasciare libertà di scelta se partecipare o meno? E se il Comune non se fosse edotto, perché non controlla un prodotto riportante il proprio marchio? Inoltre sempre la stessa App riporta delle pubblciità, chi incassa gli introiti?

Ed infine l'argomento caldo: la mostra I tesori di Santa Rosa, allestita al monastero. Per questa mostra sono stati spesi più di 15mila euro di fondi pubblici in pubblicità. Nessun bando, nessun avviso, semplicemente una scelta da parte dell'amministrazione, assessorato alla cultura, che è ricaduta su un quotidiano cartaceo locale, uno nazionale nell'edizione romana e una radio nazionale per 10 giorni (tutte fatturate dalla stessa agenzia per più di 8 mila euro), un quotidiano nazionale romano, due testate online locali, (di cui una per 7 giorni al costo di 3mila euro!). Andando oltre alla logica suicida di sponsorizzare un evento per qualche giorno, magari qualche curioso potrà divertirsi a contare le folle oceaniche che proprio in quei giorni affolleranno il monastero, resta un dubbio: chi sceglie? Secondo quali parametri? Quali sono i criteri con cui si coinvolgono testate che poi, come riportato in determina.... ovviamente "accettano di partecipare"? Perché non distribuire tra tutte le realtà locali che quotidianamente si impegnano per fornire informazioni?

Domande poste all'assessore Delli Iaconi, dopo l'inaugurazione della mostra dedicata alla Madonna della Quercia, che ha risposto tirandosi fuori, coinvolgendo gli uffici e il dirigente che firma le delibere, casualmente presente ed evidentemente contrariato, al punto di non riuscire a dare una risposta alle nostre domande.

Superando lo sport istituzionale, la partita a ping pong, ci sorge la domanda principe: come viene gestita la comunicazione a Palazzo dei Priori? Ora che siamo nel "dopo Santa Rosa" magari ci sarà tempo per organizzare una risposta.

Teresa Pierini