VITERBO - Presentata la delibera di avvio della possibile candidatura di Viterbo e la Tuscia a Capitale europea della cultura 2033, che ha visto l'eccezionale partecipazione sul banco della giunta di Vittorio Sgarbi, assessore alla bellezza e sottosegretario alla cultura, entrato mentre il sindaco Frontini annunciava il progetto.
Chiara Frontini annuncia il percorso che sarà seguito, aperto a tutto il consiglio, alla città e alle realtà vicine, anche in virtù del largo lasso temporale che separa questi giorni alla presentazione del progetto, nel 2027, alla successiva scrematura delle realtà fino alla proclamazione e l'apertura delle celebrazioni della città scelta come rappresentante della cutlura di tutta l'Unione Europea, con tempi che andranno tra il 2028 e il 2033.
"Viterbo cuore della Tuscia, andando oltre i confini amministrativi della città - questo l'intervento del sindaco Frontini - ragionando da capoluogo, evitando atteggiamenti impositivi ma convidendo percorsi con altre amministrazioni. Questo non è nemmeno il momento dell'oggetto, che attualmente ci vede orientati verso il Medioevo, ma che potrebbe estendersi al Rinascimento fino al patrimonio Unesco della Rete delle grandi Macchine a spalla, nell'anno del decennale. Quello che conta è il metodo, che sarà esteso a tutte le realtà del territorio per arrivare a redigere una candidatura il più possibile vincente. Per questo abbiamo studiato i progetti di Matera, vincitrice dell'ultima capitale spettata all'Italia, e delle altre 5 che giunsero in finale, analizzando i costi e le opportunità che saranno poi materia del consiglio comunale".
Una scelta condivisa da Vittorio Sgarbi, che oggi siede sullo scranno da assessore con l'importante peso del ruolo da sottosegretario governativo del ministero coinvolto nella progetto stesso. Il suo intervento è ispirato da una carriera professionale e politica legata a doppio filo alla cultura, con i consueti toni polemici: "Bergamo e Brescia, oggi capitali italiane della cultura, spiegano come questo titolo sia una medicina, in quel caso per andare oltre al distanziamento sociale, legato a misure grottesche come il coprifuoco, che ha colpito luoghi in cui lo stesso esiste purtroppo da sempre, e andava a far male solo chi usciva a fare una passeggiata con il cane". La critica è relativa a questa sorta di "contentino" che ogni anno viene concesso ad una città che diventa Capitale italiana della cutura, a coprire quel lasso temporale tra una Capitale europea, che nel caso dell'Italia passa dal 2019 di Matera a quel 2033 dove puntano Viterbo e tante altre che presenteranno la candidatura.
"Ricordo che la prima capitale europea fu Atene - riprende Sgarbi - e qualcuno in passato pensò persino di escludere la Grecia dall'Europa, cosa impensabile insieme all'Italia, le vere culle della cultura europea. Poi si pensò di dare un contentino a chi perdeva la sfida importante e nacque la capitale italiana, che fu Firenze, cosa che nessuno ricorda, come per Bologna nel 2000, come ancora per Genova nel 2004, un modo per considerare le città che avevano avanzato la candidatura e dopo la sconfitta nel bando. Fu Franceschini ad istituzionalizzare il titolo di capitale italiana della cultura, sempre che qualcuno se ne accorga.
Serve coraggio - prosegue - serve lo slancio per diventare Capitale europea della cultura, e abbiamo 5 anni per lavorarci, dopo Matera che ha dato il riscatto a tutto il Sud. Ricordo che fu una scelta difficile ma vinse proprio per i sassi, quelli dello spopolamento, la cultura della povertà e della miseria, con il ritorno alle origini contadine. Dal 2015, dopo la scelta, Matera ha avuto un movimento di avvicinamento tale che arrivare al 2019 era già una vittoria, mentre l'anno fu davvero deludente, ma resta un traino che tuttora funziona. Sappiamo che concorreranno molte città, sicuro Venezia, e non sarà facile, soprattutto per la debolezza di accoglienza alberghiera di Viterbo, è necessario lavorare per rendere la città accogliente.
Bisogna ragionare come capitale europea - conclude il sottosegretario - come se già lo fossimo, e credo sia importante il legame con l'Ucraina, aprendo la porta dell'Europa e il primo passo è il gemellaggio che noi inaugureremo con la mostra di Maria Prymačenko, dal 25 febbraio al Museo dei Portici, con le opere che sono rimaste intatte. La candidatura di Viterbo, insieme ai migliori monumenti della Tuscia, è sicuramente una scelta vincente. Bisogna combattere da subito come se fossimo vincitori, solo così si riesce ad essere seducenti con la giuria, è necessario dare quel senso di visita in città come se fosse inevitabile".
Al termine sono intervenuti i capigruppo di ogni partito in consiglio comunale, con l'opposizione che apprezza l'apertura e si mostra ben disposta e pronta a dare il proprio contributo alla maggioranza. Il progetto di delibera è stato approvato con votazione all'unanimità.
Teresa Pierini
