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Carlo III, il re che adora i porcini e la Tuscia

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VITERBO - La visita di Carlo d'Inghilterra, ai tempi Principe di Galles, è stata ricordata in questi giorni, dopo la sua proclamazione a Re, specie nel forte legame con Bagnaia e Villa Lante.

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Le sue visite istituzionali, le pose sorridenti con le autorità che lo accolsero negli anni '90. Molto meno si è parlato dell'uomo, della sua sensiblità e della sua gentilezza.

Per questo attingiamo nei ricordi di Zefferino Pasquini, per tutti Angelo, che al tempo gestiva il ristorante del Casino di caccia con la moglie, e cuoca, Cleofe Bellezza, interno alla villa rinascimentale bagnaiola, e che si adoperò per accoglierlo ed ospitarlo nel migliore dei modi.

Ormai è notizia diffusa, il principe Carlo sarebbe dovuto venire in visita privata ma il suo viaggio si diffuse così rapidamente che erano presenti tanti curiosi ad accoglierlo e soprattutto la stampa. Lui non se l'aspettava, tanto che aveva fatto preparare dalla cucina dell'Ambasciata in Roma un sandwich al salmone, per una frugale pausa pranzo. Non aveva fatto i conti con l'ospitalità viterbese e con Angelo, che aveva preparato un buffet degno del suo rango, nascosto tra le piante del giardino all'italiana, magicamente apparso sulla tavola in pietra davanti alla fontana dei Giganti, nel piano superiore delle palazzine, dove era entrato per una visita. "Appena vide il tavolo accettò di buon grado - ricorda Angelo - dopo essersi informato sulle materie prime, che erano a chilometro zero. Dominavano i funghi, ovviamente porcini, che amava, e scoprì un legume che non aveva mai mangiato: gli insegnai ad aprire le fave dal baccello per mangiarle, non le conosceva".

Dopo la sua visita il buffet fu gustato dallo staff di sicurezza messo a disposizione dal governo italiano (nella foto un esempio più recente del corteo, scattata proprio davanti alla tavola dove mangiò Carlo).

Lo staff del Casino di caccia aveva conquistato la sua fiducia e quindi camminarono insieme alla scoperta del luogo dove alloggiare. "Scelse la limonaia, meno austera delle palazzine e immersa nel giardino all'italiana, con il suo quadrato, che era ingentilito dei figuranti dal corteo storico cinquecentesco di Bagnaia. Ricordo - prosegue Angelo - che il principe si fermò alla finestra per disegnare la scena, un momento davvero unico, che ben delineava il suo amore per l'arte".

La limonaia era l'edificio occupato da custode ed ospiti quando Villa Lante era privata, utilizzato poi come rimessaggio dei limoni in inverno. Per uno strano caso del destino, lo stesso locale ospitò molti anni prima sua zia, la principessa Margaret, sorella della compiante regina Elisabetta. Angelo entrò "in servizio" anche per sistemare i locali: "Non erano utilizzati per gli ospiti da tanto, quindi era necesario renderli adeguati, quindi pulimmo tutto e ricordo che per profumare l'ambiente usammo solo materiale naturale, come erbe aromatiche e frutta, perché era assoutamente vietato l'uso di deodorante".

Carlo tornò anche negli anni successivi, almeno altre tre volte, per la sua lezione finale del corso: "Ha vissuto molto il rapporto con gli studenti, per cui preparavamo sempre i pasti - conclude Angelo - e nelle cene si faceva lasciare un posto ad ogni tavolo, così da fermarsi a parlare con tutti i commensali. A tavola non mancavano mai i porcini, che amava molto, e dal forno usciva sempre il pane ai porcini, cotto èper lui al momento. La vigilanza era sempre molto attenta ma il principe non dimenticava mai chi lavorara, una delle sere, invitato ad una serata fuori Villa Lante, prima di uscire fermò il servizio d'ordine ed entrò in cucina a salutare chi lavorava per loro. Ricordo ancora lo stupore di mia moglie Cleofe".

Durante le visite era rigorosamente vietato fare foto personali, che venivano realizzate dallo staff. "Oggi posso mostrare il ricordo dello scatto al suo fianco, con il nostro staff, grazie a lui. La foto ci arrivò direttamente dall'Inghilterra, inviata dal principe, due mesi dopo il ritorno a casa, insieme ad un portafoglio con lo stemma reale".

Un ricordo che costudisce gelosamente, mentre spera, ora che Carlo ha assunto il ruolo di re, che un giorno possa tornare in Italia, a Bagnaia, per un saluto e un momento da vivere insieme, ricordando le meravigliose giornate trascorse immersi nella bellezza e nella storia rinascimentale di Villa Lante.

Teresa Pierini