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A Viterbo il primo monumento dedicato ai sanitari vittime del Covid

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VITERBO - L'annuncio questa mattina, in diretta zoom, con il sindaco Arena e il dottor Antonio Maria Lanzetti, presidente dell'Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Viterbo: domani sarà inaugurato il monumento dedicato ai medici e a tutti i sanitari che purtroppo hanno perso la vita lottando contro il Covid19.

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Il sindaco Arena, per conto della città, ha messo a disposizione un luogo dove posizionare la stele: "Ho accolto con entusiasmo l'iniziativa proposta dal dottor Lanzetti - ha sottolineato il primo cittadino -, un atto doveroso per chi è stato in prima linea a difendere la salute pubblica, salvando la vita di altri e purtroppo perdendo la propria. Questo è un segno tangibile e concreto della città di Viterbo: nasce così la stele al Sacrario, a ridosso dell'ingresso al parcheggio. E' tutto pronto e sarà inaugurato domani".

Un'idea nata durante il lockdown e dedicata proprio a chi nei primi tempi ha lottato senza sapere contro chi lo stesse facendo, come precisato dal dottor Lanzetti: "Grazie per la sensibilità dedicata a questa nostra inziativa, nata per ringraziare una categoria professionale che si è adoperata per lottare contro questa pandemia, una strage che ci è caduta addosso ed eravamo impreparati. In poco abbiamo registrato 360 medici deceduti, la categoria più colpita. Non siamo eroi - ha aggiunto il presidente - possono cambiare gli scenari ma non cambia la dedizione e il lavoro costante che i medici pongono in essere sempre, specie in questo anno e mezzo di lavoro, sempre fedeli al nostro giiuramento di Ippocrate e alle richieste della cittadinanza. Qui non abbiamo avuto decessi, per fortuna, ma non pensiamo a qualcosa di parte, per questo la stele realizzata assume più valore, è un'iniziativa unica a livello nazionale".

La stele, finanziata dall'Ordine e che sarà svelata domattina, 21 maggio alle 12, è stata realizzata da Giovanni Funari e rappresenta un libro aperto. Sulla parte sinistra è presente un caduceo, il bastone alato con due serpenti attorcigliati intorno, simbolo dei medici, e un fonendoscopio abbandonato a terra, in ricordo di chi è caduto, mentre nella parte destra è scritta una dedica.

Un pensiero ai dottori e non solo: "Ricordiamo tutte le categorie, medici, infermieri, tecnici, oss, tutti si sono impegnati per arginare la situazione e trovare la luce, è un modo per ricordare per sempre chi ha dato la vita per arrivare a questo momento. Sarà un modo per salutare anche la mamma dell'artista, famosa professoressa del liceo scientifico, la cosiddetta 'Zia Maria', che ci ha aperto al ragionamento e lanciati verso il futuro".

Una lotta contro un nemico che speriamo sia verso la sconfitta, come ha concluso il sindaco Arena, ricordando che etrambi sono vaccinati: "Mi sono impegnato per realizzare presto un hub molto grande, che sia davvero utile a concludere le operazioni di vaccinazione, ma non dimentichiamo mai quello che abbiamo passato".

Teresa Pierini