VITERBO - Angelo Di Porto e Letizia Anticoli abitavano a Viterbo, dove avevano una piccola merceria. Erano genitori del piccolo Silvano e vivevano in via della Verità insieme ai genitori di Letizia, Vittorio Emanuele e Reale. La famiglia, una delle poche famiglie ebree di Viterbo, era molto benvoluta da tutti.
Ma, improvvisamente, la sua vita cambia il 2 dicembre 1943 quando, proprio davanti alla loro abitazione, Angelo, Letizia e Reale vengono portati via dalle milizie fasciste e condotti al carcere di Santa Maria in Gradi. Una storia raccontata da Annalena Benini in "Pietre d'inciampo", in onda in prima visione giovedì 5 novembre alle 20.45 su Rai Storia. Il piccolo Silvano, di soli 8 anni, viene salvato da una vicina di casa, una ragazza di 17 anni, che lo prende per mano e lo porta via come se fosse figlio suo. Anche Vittorio Emanuele viene arrestato qualche tempo dopo, a Roma.
Il 22 marzo 1944, Angelo, Letizia e Reale vengono caricati su un camion: sono destinati al campo di transito di Fossoli. Mentre sta salendo sul camion, Reale cade e si rompe una gamba. Probabilmente perde conoscenza e resta distesa sull'asfalto, e i fascisti, che la credono morta, la lasciano lì. Viene salvata da un muratore viterbese, che la fa accomodare sulla sua carriola e la porta all'ospedale di Viterbo, dove viene nascosta e curata da un medico e da un infermiere, Francesco Morelli. All'interno anche l'intervista allo storico del antisemitismo, il viterbese Luca Bruzziches, a Mauro Corbucci, figlio di Rita che salvò Silvano, Francesco Morelli ed Elisa Guida, ricercatrice di storia contemporanea.
Angelo, Letizia e Vittorio Emanuele, invece, non faranno mai ritorno dai campi di sterminio. Silvano non ha mai dimenticato la sua famiglia e per anni ne ha tramandato la memoria, che oggi rivive in Angelo, suo figlio.
Appuntamento domani, 5 novembre alle 20.30 su Rai Storia (canale 54).
