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Il Centro Servizi di Valle Faul in pieno degrado. Marini: "Colpa di chi non lo ha mai assegnato"

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VITERBO - Sei anni dopo torna protagonista il Plus, il fondo europeo che ha permesso la costruzione dei due ascensori a Valle Faul, la Pensilina in piazza Martiri d'Ungheria e una struttura che oggi è tornata all'attenzione dei cittadini.

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Il progetto europeo fu vinto dall'allora sindaco Marini, presentato attraverso la Regione guidata da Renata Polverini. Tutto a pochi mesi dalle elezioni amministrative in cui il sindaco uscente fu sconfitto da Michelini. Fu la sua giunta di centro sinistra ad ereditare euro e progetti e portò avanti la reailzzazione, pur con qualche variazione. Una fra tutte la cavea per gli spettacoli che sarebbe sorta proprio nella vallata attaccata al Sacrario. Fu scelto di lasciare il parco. Il resto è stato completato ed è tuttora in uso, pur con qualche aggiustamento come recentemente detto per la pensilina, che nasce come luogo per attendere l'autobus ed è stata trasformata in sala mostre, con una parte dedicata all'ufficio turistico.

L'opera che oggi grida vendetta è nascosta nel verde, alla fine del parcheggio di Valle Faul, che nasce come Centro servizi ed ora è un centro di degrado.

Il grido d'allarme è stato oggi dato dalla pagina Facebook Viterbo Centro storico chiuso (da cui sono tratte le due foto), che giustamente ha messo in evidenza la situazione vergognosa in cui versa, chiamando in casa direttamente Giulio Marini, ex sindaco ed oggi consigliere di maggioranza. Lo abbiamo fatto anche noi, abbiamo chiamato Marini per capire meglio cosa dovesse essere quel luogo e cosa sarà ora.

"Quell'edificio nasce come Centro servizi - ha precisato il consigliere - e prevedeva un'assegnazione per 5 anni senza alcun profitto per l'amministrazione. E' stata realizzata e lasciata così, senza mai procedere all'avviso per l'assegnazione, occasione persa. La precedente giunta di centro sinistra lo ha realizzato e lasciato così, all'incuria, creando insieme un danno e una beffa. Se fosse stato affidato, magari ad un pubblico esercizio, ad una realtà turistica, avrebbe creato un beneficio per questi 5 anni, peraltro a titolo gratuito, tenendo aperti anche dei bagni, previsti, all'ingresso della città. E invece è stato lasciato così. Ora ci troviamo a discutere come ristemarlo e poi a fare un avviso per affidarlo. E la beffa è tutta nell'evidente situazione in cui si trova ora, su cui dovremo intervenire. E' giusto indignarsi, lo sto facendo anche io e mi chiedo perché chi lo ha realizzato non ha fatto la cosa più facile, farlo funzionare, evitando di lasciarlo all'abbandono".

Teresa Pierini