Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Viterbo 2033: Forza Italia lancia la programmazione per vincere una sfida importante

In Citta'
Font

VITERBO - Il gruppo consiliare di Forza Italia, insieme al sindaco Arena e all'assessore Sberna, con il coordinatore comunale Proietti e il vice Milioni, ha presentato il progetto di proposta della candidatura a "Viterbo 2033 - Capitale europea della Cultura".

Pin It

Sette anni per proporsi, nove per vincere la sfida, gli altri quattro, fino a quel 2033 che oggi sembra lontanissimo, per trasformare la città e la provincia nel cuore della cultura europea. Una tempestica che vale già come risposta all'ilarità di questi giorni, che ha invaso soprattutto i social. Nessuna ironia, se non una programmazione che potrebbe, in caso di vittoria, far brillare la città e la provincia, esattamente come è appena avvenuto per Matera e moltissime cittadine della Basilicata.

Un progetto articolato, che è stato spiegato da Mauro Proietti: "Le parole chiave sono scritte nel progetto e sono riqualificazione, rilancio, investimenti, una strategia a lungo termine che oggi deve cambiare il volto della città per presentarla adeguata al 2027, quando dovrà sottoporre la candidatura e superare gli step per vincere. Per questo c'è bisogno di infrastrutture, sia fisiche che di comunicazione. C'è molto da fare... da qui nasce lo slogan 'Ripartiamo dal futuro', e aggiungo avendo un grande passato. Da quest'anno, da questo bilancio è necessario fare scelte. Un esempio: l'aeroporto è possibile o no? Altrimenti è inutile parlarne. E poi le strade, le ferrovie. Ovviamente il progetto va esteso a tutto il territorio".

L'impegno in consiglio sarà a carico di Giulio Marini, che si dichiara pronto partendo dal recente passato: "Riparto dal progetto Plus, il più grande risultato ottenuto in questa città, pensando a quello dobbiamo provarci. Il 2033 è la prima data utile per una città italiana, altrimenti avremmo preso un anno più recente. Tutti devono capire che ci vuole il massimo impegno dei comuni della provincia, della Regione e infine del Governo. L'unione porta risultati, come avvenne per il riconoscimento UNESCO delle Macchine a spalla, che fu anche una battaglia parlamentare". 

Il consigliere ricorda i punti del progetto, criteri base quali la strategia a lungo termine, la dimensione europea, il contenuto culturale e artistico, la capacità realizzativa, la portata e la gestione. "Questa è la base da cui partire - ha concluso - e la città dei papi è il primo messaggio. Il lavoro deve iniziare da questo bilancio, i colleghi devono comprendere che serve subito impegno. Per correttezza abbiamo atteso la fine di Matera 2019, altri non lo hanno fatto, ma ci è sembrato opportuno far chiudere il loro progetto".

I contatti con l'esterno saranno gestiti dall'assessore Sberna, in virtù delle sue deleghe: "Il mio impegno sarà dedicato ai rapporti con Europa e università, che dovrà necessariamente far parte della squadra. Il Plus è già un primo gradino che ci pone in buona posizione rispetto ad altri. Poi possiamo vantare il centro storico medievale più grande d'Europa, base di partenza per tutti i Comuni. Questa è un'azione lungimirante per gli anni a venire".

Un impegno che il sindaco Arena prende sul serio: "Abbiamo i requisiti giusti per vincere ma è ovvio che gli investimenti devono partire subito, dopo l'eventuale vittoria sarà il momento dello sprint finale, se vinceremo, altrimenti la città potrà beneficiare di molte infrastrutture che porteranno solo benessere".

Un progetto che parte, quindi, con l'idea di creare una base solida, forse l'unica via che può portare ad essere presa in considerazione. In passato, purtroppo, nei tentativi non andati in porto, abbiamo assistito alla creazione di contenitori riempiti con quello che c'era sul campo, molto spesso a senso unico, senza alcuna apertura alla città. Partire con un progetto per una Viterbo diversa potrebbe essere già, di per sè, una vittoria.

Teresa Pierini