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"Santa Rosa aiuti la città come fece da giovane"

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VITERBO - Le uniche parole della serata sono state quelle del vescovo Fumagalli, pronunciate al termine, all'interno del Santuario di Santa Rosa. Poco prima un lunghissimo e interminabile corteo silenzioso aveva raggiunto man mano la chiesa attraversando le vie del centro.

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Migliaia di persone hanno risposto all'appello, tutti in rigoroso silenzio, composti, da piazza del Plebiscito fino a via Marconi, e poi via Bianchi e via San Luca, dove una doverosa sosta ha portato omaggio a Norveo Fedeli, vittima di una tragedia che si sta delineando come assurda.

Ai familiari, moglie, figlio, nuora e nipote, il saluto del sindaco, un abbraccio che possa avere il senso di tutta la città, insieme qualche secondo in raccoglimento davanti ai fiori posti sulla ringhiera del negozio.

Un gesto doveroso prima di riprendere verso Santa Rosa, dove si è compiuto il secondo gesto simbolico, la posa dei lumini a comporre la scritta luminosa "Viterbo".

Ininterrotta la fila di persone lungo la via, mentre la chiesa era già piena e si iniziava la piccola cerimonia religiosa. Un fiume di gente scesa in piazza per mostrare unione e solidarietà.

All'interno la lettura delle Beatitudini e poi qualche parola del vescovo, che ha sottolineato quanto sia necessaria l'unione dei cuori e soprattutto il rispetto, perché con la rabbia non si conclude nulla, rabbia e paura sono cattive consigliere.

Fumagalli sottolinea anche quanto siano inutili telecamere e repressione, se non ci si mette l'anima, prendendo l'esempio di Santa Rosa, che in vita ha subito una situazione cittadina complessa e l'ha saputa affrontare con l'amore verso il prossimo.

E' abbracciando il reliquiario che custodisce il cuore della piccola Rosa che il vescovo impartisce la benedizione, invocando il suo aiuto per il bene della città.

T. P.