VITERBO – Auditorium in attesa già dalle 10.30, autorità in prima fila, dal vescovo Fumagalli al presidente del consiglio comunale Evangelista, dall'onorevole Rotelli al vice presidente Regione Lazio Smeriglio, all'assessore regionale Troncarelli e al consigliere Panunzi, agli assessori e ai consiglieri comunali. Dietro i rettori delle altre Università, i rappresentanti delle associazioni e attività produttive, i docenti e un gruppo di selezionati studenti.
Sul palco il coro Unitus, composto dagli allievi del Liceo Musicale, pronto ad intonare il Canto degli italiani, all'ingresso del presidente Mattarella, che arriva, viene accolto all'esterno dai docenti responsabili dei dipartimenti, con il presidente della Provincia Nocchi, sindaco Arena e le ultime autorità amministrative, che poi si accomodano in Auditorium.






Alle 11.05 l'arrivo in sala accompagnato dal Rettore Ruggieri, un attimo prima l'ingresso di due Corazzieri, e il vice presidente della Corte Costituzionale.


Accolto dagli applausi, il presidente Mattarella saluta e stringe la mano a tutti i presenti in prima fila e ascolta l'inno di Mameli, cantato in modo particolare e moderno dal Coro Unitus, diretto dalla professoressa Bernardi.

L'apertura della cerimonia al Rettore Ruggieri, che ha subito sottolineato il quarantennale del decreto di apertura dell'Università della Tuscia: “Un territorio fatto di tante piccole e medie aziende, con un sistema di trasporti carente, e nonostante questo è avvenuto un miracolo, merito del primo Rettore, Scarascia Mugnozza, e del secondo, Mancini, e ora il mio lavoro a proseguire il progetto. Mi piace riprendere un argomento, quello della cultura e della competenza; in una classifica di qualche anno fa l'Unitus era la facoltà con maggiori laureati figli di non laureati, segno della sua importanza e della crescita culturale del territorio.
E' giusto coniugare l'accesso di tutti alla competenza con l'eccellenza degli studi. In un mondo che si alimenta di false informazioni, che rischia di far prendere decisioni non ponderate e oggettive, è giusto ricercare competenza, specie nel mondo del lavoro e dell'occupazione, sempre più vocata allo sviluppo tecnologico. La cultura crea cittadini migliori ed è antidoto alla criminalità, perché crea indipendenza conferendo autorevolezza e prestigio. Lo sforzo di questi 40 anni è stato per acquisire libertà di pensiero.

Per la didattica in questi anni ci siamo concentrati per rinnovarla e renderla più attrattiva, sia a livello regionale che nazionale, evitando di sovrapporre le competenze con le università limitrofe, dato che ci ha portato un incremento dell'8% degli studenti, di cui il 4% attivi. Il 93% degli studenti nel questionario Almalaurea si dichiara soddisfatto del rapporto con i professori.
Sulla ricerca rimarco il livello eccellente, confermato dal finanziamento di 3 dipartimenti su 6, per un totale di 23 milioni.
Internazionalizzazione: grande rapporto con le università estere, un corso in lingua inglese e forte rafforzamento del progetto Erasmus, ambito naturale del patrimonio genetico dei nostri studenti.
E ancora Porta futuro University, con la Regione Lazio, che apre il mondo del lavoro agli studenti con tirocini di altissimo livello, anche con la stessa Presidenza della Repubblica, per gli studenti di Agraria nella tenuta di Castel Porziano; altri nella commissione Europea a Bruxelles.
Sul piano finanziario il nostro bilancio è sempre in pareggio, particolare che potrebbe sembrare la regola ma non è sempre così.
L'università per crescere ha bisogno di collegamento con le autorità cittadine, il 28% degli studenti viene da fuori regione e il 26% da province laziali, un dato importante di cui tenere conto. Non sempre in questi 40 anni l'università è stata inserita nel circuito cittadino, è il momento di creare le giuste relazioni, come sta avvenendo ora; ricordo, ad esempio, la consegna in teatro dei diplomi, alla presenza del presidente Tajani, e alcune convenzioni appena stipulate con il Comune. Importante anche il legame con le scuole militari, con cui condividiamo valori comuni, e il Tribunale, per la costituzione di una rete per l'accoglienza, l'ascolto e la riparazione del danno delle persone vittime di reato. Con la Regione abbiamo stretto rapporto per il Centro che punta a proteggere e valorizzare i beni culturali del territorio e a breve stipuleremo con la Provincia un accordo per l'utilizzo della vecchia caserma dei Vigili del Fuoco. Valido il rapporto di Unindustria che si sviluppa sugli studi sull'economia circolare e il legame con tutte le associazioni produttive, specie quelle agricole.
E' necessario creare un ciclo economico equo e sostenibile - conclude il rettore - dando occupazione e rispondendo alle grandi sfide dell'Umanità. Per questo parteciperemo al progetto Global Compact del professor Frey con progetti mirati, leva per lo sviluppo della nostra università nel futuro”.


Il rettore Ruggieri ha nominato tra le collaborazioni Unindustria, rappresentata in sala dal presidente regionale Filippo Tortoriello e provinciale Stefania Palamides. Ha inoltre citato la collaborazione con i Vigili del Fuoco, un rapporto che si salderà sempre di più con l'utilizzo dell'ex caserma, anche in ricordo del suo servizio come ausiliario proprio nei pompieri.
Segue l'intervento di Lazzari, rappresentante studenti, ha ricordato il giusto controllo delle risorse, permettendosi di mantenere le tasse a livelli bassi, mantenendo ottimi i servizi: “Non è accettabile un'università riservata a pochi, tutti devono avere le basi per costruire l'Italia del futuro. Da studente del comparto ambientale non posso non preoccuparmi della situazione attuale, con radicale cambiamento dei sistemi produttivi”.
Maria Adele Savino interviene per conto dei dipendenti, ricordando l'importanza dell'università per il tessuto economico e sociale della città.
La chiusura con l'intervento del professor Frey, su Sostenibilità ambientale, sviluppo economico e responsabilità sociale: “Tre materie che evidenziano la crisi attuale, tra capitale economico, sociale e ambientale, che dobbiamo preservare per le future generazioni. E' necessario porsi in una prospettiva che dia un nuovo modello di sviluppo che sappia gestire queste tre dimensioni critiche. Salute, educazione e benessere economico indicano lo stile di vita, con i Paesi occidentali che stanno bene, ma per stare così bene la variabile ambientale viene consumata molto di più di quanta disponibile. In 61 anni abbiamo dimezzato gli ettari pro-capite a disposizione e i Paesi che stanno male chiedono maggior benessere mettono ancora più in crisi la disponibilità di risorse.

Vogliamo uno slogan? Facciamo meglio con meno. Verso questa direzione va il Global Compact, per gestire in chiave competitiva questo tipo di cambiamento e contribuire allo sviluppo coinvolgendo le imprese, che devono essere parte di una sfida collettiva. Un'attenzione avviata con l'enciclica di Papa Francesco, che ha portato ad una serie di passaggi istituzionali importanti, dall'accordo di Parigi al processo delle Nazioni unite che porta ai 17 obiettivi economici, sociali e ambientali coesistenti, molto impegnativi ma unica visione strategica verso il 2030.
Importante che tutto questo stia diventando un linguaggio comune a tutti, coinvolgendo 10 mila imprese. La risposta è nel tema della decarbonizzazione, che deve andare oltre alla mitigazione, ma sfidare il cambiamento. C'è un amplissimo spazio di azione, perché le aziende tradizionali performano peggio di chi sceglie il recupero.
Anche i cittadini, che fino al 2012 chiedevano il cambiamento attraverso l'intervento delle istituzioni dall'anno successivo si inizia a parlare di scelte personali, capendo che è necessario operare tutti insieme. Se tutti ci muoviamo per dare un piccolo contributo - questo l'invito finale del professor Frey - è possibile farcela. L'Università è fondamentale per fare sistema”.
Strappo al protocollo finale, con il presidente Mattarella che si alza e decide di intervenire fuori programma, partendo dei ringraziamenti: “Rivolgo a tutti i presenti un saluto cordiale, alle autorità, un saluto particolare al sindaco e attraverso di lui a tutta la città. Ringrazio il rettore per l'invito e rivolgo un saluto al corpo docente e al personale dipendente. Un saluto più intenso agli studenti e alle studentesse di questo ateneo, che sono il centro e l'obiettivo. La presenza degli altri magnifici rettori rappresenta quanto l'unione sia la struttura da seguire.

Dico al rettore che quarant'anni sono importanti, anche se vista con le altre si tende ad identificarla come una facoltà giovane, ma ricordo il primo Studium di Viterbo, a Palazzo dei priori, che tra qualche anno segnerà 500 anni di storia. Complimenti al rettore per la qualità di questa università, anch'essa contribuisce alla rete internazionale della cultura e dell'approfondimento.
Ringrazio il rettore e il professor Frey per il tema scelto, la tematica ambientale è davvero fondamentale per tutti noi, il tema ambientale è la nostra sfida, a difesa dell'ambiente, e questo Ateneo, per la sua genesi, per come è sorto ampliando poi l'offerta formativa, è chiamato ad occuparsi a questo tema.
Altrettanto interesse verso la cura del territorio, interesse prioritario per l'Italia, non solo per salvaguardare la sua bellezza ma anche il profilo economico, decisivo per il nostro sviluppo, pure su questo siete chiamati a dare il vostro contributo.
Non è un caso che Greta, la studentessa svedese, stia sollecitando a dovere le istituzioni europee, dobbiamo dare risposte per non depauperare le future generazioni delle risorse che noi siamo stati in grado di adoperare”.
Il presidente saluta e ringrazia per i calorosi applausi, il rettore Ruggieri dichiara aperto l'anno accademico, un'apertura decisamente sbilanciata in positivo verso la ricerca, le facoltà scientifiche ambientali, che potrebbero dare le risposte che il Paese e il mondo chiedono, come sottolineato dallo stesso presidente.

Mattarella si avvia verso uscita, salutando con la mano per l'accoglienza e si avvia verso Santa Rosa, per la visita privata in monastero.
Teresa Pierini









